Informatica

Ntt Data Italia assume 200 persone al Sud

di Simona Rossitto


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Il 70-80% dei profili cercati da Ntt Data Italia è costituito da laureati in materie scientifiche e tecnologiche, dalla matematica all'ingegneria

3' di lettura

Ntt Data Italia, filiale della multinazionale giapponese specializzata in Information technology, è un gruppo che assume in media tre persone al giorno. Ed è un gruppo che investe anche nel Sud, anzi sul Meridione d’Italia ci punta proprio. Nelle sedi di Napoli e Cosenza, entro la fine dell’esercizio che chiude il 31 marzo, assumerà 200 persone, un centinaio per città. «Siamo presenti – spiega in un’intervista al Sole24Ore Walter Ruffinoni, amministratore delegato della società - in otto città in Italia, ma nell’ultimo anno la crescita più impetuosa è avvenuta proprio nel Centro-Sud. I tre centri che sono cresciuti di più sono infatti quelli di Napoli, che ha registrato i risultati più esplosivi, Cosenza e Roma. E prevediamo di continuare in questa direzione». Nei prossimi anni Ntt Data Italia, che stima di chiudere il 2019 con ricavi in crescita del 10% a 370 milioni, spenderà per nuove sedi 200 milioni: oltre all’inaugurazione della nuova sede nella Capitale, prevista per inizio 2020, e del nuovo centro a Milano, entro il 2021, è in programma la ricerca di una nuova sede a Cosenza e l’apertura del quinto piano al Centro direzionale di Napoli.

In generale Ntt Data Italia, che conta circa 3.000 dipendenti, ha annunciato nel giro di un anno circa 1.000 assunzioni, 500 delle quali sono già avvenute. L’azienda è alla ricerca soprattutto di laureati, per il 70-80% con lauree Stem (ovvero scienze, tecnologia, matematica, ingegneria) , per il restante 30% si cercano profili nell’economia, nel design e nelle lauree umanistiche. I più ricercati, per circa il 70%, sono i neolaureati, il restante delle assunzioni riguarderà profili senior. «Ricerchiamo persone esperte in varie aree, magari saranno napoletani o calabresi, che hanno lasciato le loro città e, cogliendo questa opportunità, ritorneranno a casa». Particolare attenzione è dedicata alla componente femminile, anche se Ruffinoni lamenta la carenza attuale di laureate Stem. «Partiamo dal presupposto - dice - che le caratteristiche della leadership del futuro siano più vicine a quelle femminili anziché a quelle maschili. Vogliamo più donne, anche perché le ragazze, è dimostrato, sono più brave nelle attività di programmazioni informatica».

La presenza al Sud di Ntt ha radici storiche. A Cosenza il gruppo ha costituito un polo operativo in uno dei distretti Ict più importanti in Italia, forte della partnership con “l’Università della Calabria”, annoverata tra le 100 migliori a livello internazionale, nell’ambito dell’informatica. La sede calabrese, grazie al fuso orario, lavora nella ricerca e sviluppo assieme alla quella californiana del gruppo Ntt e a quella giapponese, sviluppando un unico prodotto utilizzando le 24 ore di una giornata. «A Cosenza – spiega Ruffinoni - si è creato un incrocio magico di persone che credevano nel grande sogno di creare lavoro in queste zone del Sud. Ho provato a dare fiducia, ed è stata una fiducia ben riposta».

A Napoli Ntt è presente dal 2014, nell’ultimo anno il numero dei dipendenti è quasi raddoppiato a circa 220 persone. «All’inizio abbiamo aperto la sede nel capoluogo partenopeo - racconta Ruffinoni - per la presenza di clienti importanti, qui abbiamo trovato persone ambiziose e un’università che forma in maniera significativa. Ora amplieremo la sede attuale». In generale l’azienda ha deciso di puntare sul Sud, racconta Ruffinoni, negli ultimi cinque anni, «ma lo faremo anche in futuro». I problemi inizialmente non sono mancati, se si pensa che nella sede calabrese all’inizio era carente anche il collegamento in fibra ottica per l’ufficio, «ma man mano li abbiamo risolti».

Allargando lo sguardo al panorama nazionale di politica industriale, Ntt in questo momento cruciale per l’avvento della rivoluzione digitale, si aspetta dal governo «stabilità, non vogliamo essere su un ottovolante, ma avere esecutivi che durino nel tempo». Attualmente «quello che stiamo osservando - dice Ruffinoni- è che c’è un fermento molto forte con la rivoluzione digitale. Se paragono la filiale italiana con le consociate in Germania e Gran Bretagna, notiamo che il nostro fatturato sta crescendo su anno a due cifre, a differenza di Germania e Gran Bretagna». Alla base di questa tendenza ci sono varie motivazioni legate alle diverse economie europee . «In Gran Bretagna, con la Brexit, gli investimenti sono bloccati mentre la Germania sta soffrendo per la guerra commerciale Cina-Usa. In Italia invece – spiega Ruffinoni – siamo più abituati dei nostri colleghi a vivere nell’incertezza, abbiamo una resilienza più sviluppata. Aggiungerei il fatto che il nostro Paese è un po’ in ritardo sugli investimenti in tecnologia ed è, quindi, ’costretto’ a recuperare terreno. Prevedo, dunque, che continueremo a vederne i benefici per i prossimi due-tre anni».

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