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Ntt Data porta a Cosenza uno dei tre poli mondiali sull’intelligenza artificiale

Il colosso giapponese realizzerà in Calabria uno dei tre innovation center (gli altri due sono a Tokyo e Palo Alto) che utilizza la metodologia del digital twin (gemello digitale) in cui concentrare gli studi su corpo umano e qualità della vita
ntt data in calabria

di Donata Marrazzo

Intelligenza artificiale.. Uno dei progetti della sede calabrese di Ntt Data che qui punta a creare uno dei tre poli mondiali dell'intelligenza artificiale

3' di lettura

L’ innovazione al servizio dell’essere umano. Ecco la Calabria 5.0 che nella sede cosentina del colosso giapponese Ntt Data integra il cyberspazio con lo spazio fisico grazie a intelligenza artificiale e tecnologie di ultima generazione, ridisegnando il mondo all’insegna di un nuovo umanesimo digitale. Un modello già diffuso in Giappone dove le tecnologie all’avanguardia regolano non solo i processi produttivi (sostituendo in molti casi manodopera con “mentidopera”) ma anche le relazioni sociali, stabilendo un nuovo equilibrio tra uomo e tecnologia.

Cosenza, uno dei tre poli di Ntt Data, insieme a Tokyo e Palo Alto, sarà la base operativa del nuovo Innovation center sul “digital twin” di Ntt Data, dove si realizzeranno copie digitali perfette ottenute con le informazioni di entità reali, prodotti, processi, sistemi. È in Calabria che confluiranno quindi, anche i dati di un progetto di ricerca condotto sul corpo umano, nelle sede della Silicon Valley, per una rappresentazione virtuale del sistema cardiocircolatorio basata su una vasta gamma di dati biologici, fisiologici, genomici, fenotipici e sanitari, nonché dati raccolti da dispositivi e sensori indossabili. L’obiettivo è prevedere e migliorare le prestazioni e la salute dei pazienti nel corso della loro vita, realizzando una cardiologia di precisione, che tenga conto delle condizioni croniche e delle comorbilità che coinvolgono più organi e dei sistemi di controllo neuroumorale. L’investimento a Palo Alto è di 150 milioni di dollari.

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Se n’è parlato a Cosenza in occasione di un evento dedicato all’Intelligenza artificiale organizzato dalla rivista Fortune nella sede del Comune: al centro del dibattito la via italiana all’“AI”, di cui si tenta di «definire e regolare contorni giuridici e ambiti in sede europea», come ha spiegato Alessandro Fusacchia, coordinatore dell’intergruppo parlamentare sull’Intelligenza Artificiale, di cui fanno parte le deputate cosentine Enza Bruno Bossio e Anna Laura Orrico. Fra i partecipanti, insieme a Gianluigi Greco, presidente dell’associazione italiana per l’Intelligenza Artificiale (Aixia), Maurizio Muzzupappa, delegato del Rettore dell’ateneo di Arcavacata al Trasferimento tecnologico e Piero Scarpino, vice presidente e responsabile della struttura di Internet of things, Artificial intelligence e Virtual reality di NttData.

«Mentre in Europa il focus è ancora sull’Industria 4.0, in Giappone si guarda alla società 5.0, che non si rivolge solo all’economia, ma alle persone e alla tecnologia, mettendo al centro la qualità della nostra vita e quella del nostro pianeta – spiega Piero Scarpino – Viviamo in un contesto aperto e fluido nel quale la tecnologia non è più solo lineare ma rapida, distribuita e difficilmente identificabile. Serve un nuovo modo di interagire con il mondo. L’obiettivo è rimettere in primo piano le persone e i valori che diventano ispirazione per la costruzione del nostro futuro. Occuparsi del futuro delle nuove generazioni significa occuparsi del diritto alla felicità delle persone».

Vanno in questa direzione altri progetti sviluppati nella sede calabrese di Ntt Data: in collaborazione con il Mit di Boston, il colosso tecnologico sta eseguendo alcune simulazioni dell’area urbana di Roma, esplorando soluzioni innovative per riorganizzare le comunità e renderle più vivibili, eque e resilienti, partendo dal concetto di “città di 15 minuti” proposto dall'urbanista franco-colombiano della Sorbona Carlos Moreno. “Aida” applica, invece, l’innovazione tecnologica ai contesti sociali: attraverso una nuova metodologia collaborativa di AI e design, migliora la comunicazione dei bambini autistici con il mondo che li circonda. “Gentle” aiuta le aziende ad adottare un linguaggio neutrale al fine di eliminare gli stereotipi di genere in ogni forma di comunicazione, con un tool che consente l’upload dei documenti da analizzare, il loro salvataggio e la modifica dei testi.

Il progetto di ricerca “Rhizome”, anche questo realizzato in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology, supporta gli anziani affetti da demenza senile con l’elaborazione di una mappa cognitiva che alimenta i ricordi. E per fare bene al clima, un progetto di assorbimento di CO2 in vaste aree forestali che combina sensori e immagini satellitari, consentendo di accumulare crediti di carbonio.

«L’Ai è un abitante del nostro pianeta – sottolinea il presidente di Aixia Greco – è importante che le imprese imparino a capirlo e a sfruttarlo, cominciando a investire sulla formazione. Solo il 6% delle Pmi ha un progetto che riguarda l’intelligenza artificiale. Per questo occorre uno sforzo di sistema, per comunicarne il senso e il valore. E i benefici che può determinare a livello sociale, economico e ambientale. Il vero sviluppo sostenibile passa dall’Ai».

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