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Nubi su crescita mondiale allarmano mercati. A Piazza Affari crolla Mps

di Eleonora Micheli


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(Afp)

5' di lettura

Giornata di vendite sulle Borse europee, dove si sono di nuovo fatti sentire i timori per un rallentamento dell’economia globale. I listini del Vecchio Continente hanno tutti chiuso in calo. Del resto proprio oggi è stato annunciato che le immatricolazioni di auto in Cina l’anno scorso hanno registrato il primo segno meno dal lontano 1990, diminuendo del 2,8% rispetto al 2017. In più per il secondo anno consecutivo, il surplus commerciale della Cina si è contratto, scivolando del 16,2%. Come se non bastasse in Europa ha tirato il freno la produzione industriale, che lo scorso novembre è diminuita del 3,3% rispetto all’anno prima. Sullo sfondo, tra l’altro, rimane la paralisi del Governo federale americano, oltre che l’attesa per il voto del Parlamento inglese sull’accordo raggiunto dal Governo di Theresa May per la Brexit, in calendario domani. Il FTSE MIB ha registrato un ribasso dello 0,61%, mentre lo spread si è portato a 261,8 punti. Oltreoceano, chiusura in territorio negativo anche per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,38% a 23.904,75, il Nasdaq cede lo 0,94% a 6.905,91 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,54% a 2.582,35 punti.

Giù le banche, crolla Mps, ma salgono le Banco di Sardegna

A Piazza Affari hanno perso terreno le azioni delle banche, dopo la notizia a sorpresa sulle richieste della Bce a Banca Mps. Nello specifico l’istituto centrale ha raccomandato alla banca senese di implementare nei prossimi anni, fino alla fine del 2026, un graduale aumento dei livelli di copertura sullo stock di crediti deteriorati in essere alla fine di marzo 2018. L’istituto senese dovrà portare avanti la copertura dei propri Npl da qui al 2026, non solamente sui crediti deteriorati che si formeranno, ma anche sugli stock esistenti al 2018.

«La Bce chiede di aumentare la copertura sugli Npl al 100% in sette anni, non solo sui nuovi flussi di crediti deteriorati ma anche sullo stock esistente: una sorpresa per noi», hanno subito commentato gli analisti di Banca Akros che dunque hanno abbassato la raccomandazione sulle azioni di Mps a 'Neutral' da 'Buy'. Equita ha parlato di «pericoloso precedente per le altre banche», ritenendo che la decisione della Bce su Mps è «negativa per il settore bancario perché conferma una forte pressione regolamentare». Così Mps ha accusato una delle performance peggiori del listino (-10%), ma ha trascinato giù anche le altre banche e in particolare Banca Pop Er (-3,8%), Banco Bpm(-2,4%), Ubi Banca (-2,3%). Mediobanca ha lasciato sul parterre l'1%, a dispetto di un report favorevole di Deutsche Bank. Tuttavia fuori dal paniere principale sono salite del 6,58% le azioni di risparmio del Banco Sardegna, beneficiando delle indiscrezioni de Il Sole 24 Ore sul riassetto alle porte nell'azionariato della banca. Secondo il quotidiano Bper (che ha il 51% delle azioni ordinarie e il 60% delle privilegiate) starebbe definendo la modalità più consona per l'acquisto del 49% del capitale ordinario nelle mani della Fondazione di Sardegna (che ha anche il 37% delle privilegiate) attraverso una operazione che dovrebbe passare per uno scambio di titoli e per l'emissione di un prestito subordinato. «La cifra finale, quella relativa alla valorizzazione della quota, al momento è coperta dal più stretto riserbo ma presumibilmente dovrà tenere conto di questi due parametri e, come detto, verrà pagata solo parzialmente attraverso uno swap azionario mentre la fetta restante tramite un prestito subordinato», ha scritto Il Sole 24 Ore, che ha anche ricordato che la Fondazione di Sardegna è già azionista di Bper (3%) e dunque la cessione della partecipazione con scambio di titoli rafforzerebbe l’ente nel capitale della banca.

Perde quota Moncler, in rialzo Aeffe
Sono andate male le azioni della moda e del lusso, penalizzate dai timori di un rallentamento dell’economia cinese. Moncler ha perso il 2,6%, anche sulla scia dei cali dei big francesi Kering (-2%) e Lvmh (-2,5%). Salvatore Ferragamorragamo, comunque, ha ridotto le perdite allo 0,2%, nonostante la forte esposizione in Asia. I titoli della casa di moda, però, hanno perso terreno negli ultimi mesi e si attestano su valutazioni ridotte, sui livelli dell'estate 2016. Tra le società a minore capitalizzazione, si sono messe in evidenza le Aeffe (+3,4%), andando in controtendenza.

Telecom sotto la lente, continua la corsa della Juve
Telecom Italia ha guadagnato lo 0,2%, nel giorno in cui il cda della compagnia ha deciso che l’assemblea dei soci verrà anticipata al 29 marzo per approvare i conti del bilancio 2018 e per discutere dei punti proposti dal socio Vivendi, ossia l’identificazione della società che dovrà certificare i bilanci e l’eventuale cambio della composizione del cda, con la sostituzioni di cinque membri indicati da Elliott. Il gruppo francese, comunque, ha già commentato che «qualora la governance e i risultati finanziari della società non migliorino significativamente, Vivendi si riserva il diritto di richiedere la convocazione di una nuova assemblea degli azionisti in estate».
Fiat Chrysler Automobilesha perso mezzo punto percentuale, nonostante le indicazioni positive del numero uno Make Manley. Il manager, presente al Salone dell’auto di Detroit, ha dichiarato che quest’anno le vendite mondiali di Suv a marchio Jeep torneranno sopra il milione di unità, dopo gli 1,6 milioni immatricolati nel 2018. In più l'ad si è definito «molto ottimista» anche per i pick up di Ram. Se sull’Europa ha detto di essere «positivo», a dispetto di un mercato più complesso, Manley ha inoltre parlato della Cina, come Paese che offrirà «opportunità significative», anche se adesso pesa l’incertezza legata ai dazi. Della galassia Agnelli, hanno continuato a correre le quotazioni della Juventus Fc (+2,4%), vantando la performance migliore del Ftse Mib.

Fuori dal paniere principale, bene Lucisano, in volata Stefanel
Fuori dal paniere principale sono volate del 22% le Stefanel, alla vigilia dell'assemblea dei soci. Bene anche le Lucisano Media Group (+8,3%), festeggiando i dati sugli incassi del film “Non ci resta che il crimine”, con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi e Ilenia Pastorelli. «Con 2 milioni di euro si è imposto come film più visto del fine settimana, superando la concorrenza dei blockbuster statunitensi», ha sottolineato la nota dell'azienda.

Euro/dollaro in area 1,147, petrolio debole
Sul mercato valutario l'euro è scambiato in area 1,147 dollari, in lievissima risalita sui valori di venerdì in chiusura (segui qui i principali cross). La sterlina è risultata estremamente volatile nell'attesa del voto del Parlamento sulla Brexit: in mattinata la divisa di Oltremanica ha perso quota contro le principali valute, mentre nel pomeriggio ha ripreso quota, mentre si fa strada l'ipotesi che alla fine il Governo di Theresa May ottenga semaforo verde da parte del Parlamento. Del resto la stessa premier ha commentato che : «Questo accordo non è perfetto e sì, è un compromesso ma quando verranno scritti i libri di storia, saremo giudicati per il fatto se siamo stati capaci di dare al popolo ciò che ha chiesto o se abbiamo fallito». Infine il petrolio ha ingranato la retromarcia, pagando dazio ai timori di un rallentamento globale (segui qui Brent e Wti).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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