ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùInvestimenti esteri

Nucleare cinese, la Gran Bretagna approva il reattore Hualong One

Il Governo britannico vuol uscire dal progetto sino-francese, uno dei più grandi della Cina in Europa ma, intanto, il sito di Bradwell B ottiene un via libera

di Rita Fatiguso

3' di lettura

Ribaltone sul nucleare cinese nel Regno Unito. Il reattore Hualong One del progetto franco-cinese da 20 miliardi di sterline dal quale il Governo vorrebbe uscire ha incassato il via libera dall’ente certificatore britannico. Fa un passo avanti, così, il nucleare in Uk, a oggi uno degli investimenti cinesi più grandi in Europa. Riprenderebbe quota, a dispetto delle polemiche degli ultimi mesi e del ventilato piano del Governo di Boris Johnson: liquidare i cinesi continuando il progetto direttamente con i francesi.

Il gigante Cgn festeggia

Il reattore Hualong One è conforme all’uso in Gran Bretagna. La dichiarazione è di China General Nuclear Power Corporation (Cgn), il colosso che, insieme con i francesi di Edf, guida il progetto per la ripresa del nucleare in Uk. Il governo di Boris Johnson aveva dichiarato di voler abbandonare il progetto liquidando i cinesi mettendo così fine alla Golden Era nei rapporti bilaterali Uk-Cina.

Loading...

Espellere la Cina da Sizewell C avrebbe fatto crollare l’accordo del 2015 con Cgn, in base al quale i cinesi hanno accettato di finanziare anche il reattore di Hinkley e, quindi, di installare i propri reattori in un terzo sito a Bradwell, nell'Essex, considerato il vero obiettivo dei cinesi. La Cgn e il gigante dell’energia statale francese Edf hanno firmato accordi con il governo britannico nel settembre 2016 per la costruzione di tre progetti in Gran Bretagna. Il progetto con sede a Bradwell dovrebbe utilizzare proprio la tecnologia Hualong One.

Stando alla dichiarazione congiunta rilasciata lunedì dall’Office for Nuclear Regulation (Onr) britannico e dall’Agenzia per l’ambiente (Ea) il reattore ha soddisfatto lo standard della Generic Design Assessment (Gda).

Speranze ridotte al lumicino

Prima di essere messa in uso, la nuova tecnologia deve superare la valutazione condotta dall’Onr e dall’Ea per determinarne la sicurezza e l’impatto ambientale. Intanto però Onr ha rilasciato una Design Acceptance Confirmation (Dac) ed Ea la Dichiarazione di Design Acceptability (SoDA) in favore di Hualong One. Ma appena quattro mesi fa le possibilità che CGN potesse un giorno ottenere l'approvazione per costruire reattori in Gran Bretagna erano appese a un filo. L’accordo di sei anni fa è stato senz’altro il punto più alto delle relazioni tra CIna e Regno Unito. In seguito le cose sono cambiate, come pure le relazioni bilaterali tra i due Paesi.

Il Governo britannico infatti si è detto pronto ripetutamente a rilevare le quote cinesi del progetto da 20 miliardi di sterline per la costruzione delle centrali nucleari sulla costa del Suffolk. Si tratta del progetto Sizewell C, joint venture Cgn-Edf:  Pechino aveva minacciato di uscire dalla joint venture per protesta, quando le relazioni si sono fatte aspre, senza prendere alcuna decisione. Fino alla novità targata Regno Unito, che ha approvato il reattore nucleare cinese per l’impianto Bradwell della Cgn.

Il progetto può continuare

Riprende quota la fase di sviluppo del progetto. Ora che la tecnologia ha ricevuto l’approvazione del progetto dall’Office of Nuclear Regulation lunedì, a seguito di un processo iniziato nel 2017 il reattore può essere costruito in Gran Bretagna se il progetto Bradwell B a patto di ottenere i permessi ambientali necessari.

La Gran Bretagna resta insieme a Germania e Olanda al top delle destinazioni europe degli investimenti cinesi. Nel 2021 è stata completata l'operazione Porto del Pireo in Grecia, la mossa della China three Gorges in Spagna sulle energie rinnovabili, ma anche quella sul litio (Bacanora acquisita da Jiangxi Gangfeng) e Philips per la parte elettrodomestici senza trascurare che almeno due società del settore medico farmaceutico sono passate in mano cinese.

La pandemìa non ha impedito lo shopping da parte delle aziende di Pechino: nel 2021, infatti, le operazioni nel vecchio continente di M&A sono aumentate del 5% a 8,4 miliardi di dollari, mentre quelle in Nord America crollavano del 37% a 4,7 miliardi. L’ottavo report di Baker McKenzie e Rhodium Group sugli investimenti cinesi nel mondo rivela che l’anno scorso l’attività totale di fusioni e acquisizioni è scesa a 23,7 miliardi di dollari, in netto calo anche rispetto all'anno precedente. Ma i cinesi hanno diversificato gli approdi, puntando soprattutto all'aspetto qualitativo e così il Go global si è concentrato sull’Unione Europea, nonostante la barriera innalzata da molti Paesi contro le acquisizioni in settori chiave, come la tecnologia e le infrastrutture.


Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti