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Nucleare: così l’Italia lancia una doppia sfida alla Francia sulla fusione

Cresce, con la commessa di Fincantieri, l’elenco delle aziende impegnate nel progetto francese Iter, ma nella penisola si lavora a un mini reattore.

di Celestina Dominelli


Fusione nucleare importante per sviluppo energetico sostenibile

3' di lettura

L’ultima è stata Fincantieri che, con il suo “braccio” Fincantieri Sistemi Integrati, si è appena aggiudicata un ordine da 100 milioni di euro per una serie di forniture e installazioni di equipaggiamenti di altro profilo per Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor), il progetto per un reattore a fusione nucleare in forma sperimentale in via di realizzazione a Cadarache, nel Sud della Francia. Ma il gruppo guidato da Giuseppe Bono guida un lungo elenco di aziende italiane (da Ansaldo Energia a Vitrociset, da Asg Superconductors a alla Walter Tosto, solo per citarne alcune) che hanno già portato a casa oltre la metà dei 2,4 miliardi messi a gara oltreconfine.

Il made in Italy in prima linea sul reattore francese
Insomma il made in Italy lancia la sfida alla Francia sulla fusione nucleare, attualmente considerata una delle possibili opzioni per produrre energia su larga scala in modo pulito e sicuro. E sono ormai più di un centinaio (considerando anche l’indotto) le aziende coinvolte su questo versante. Con l’Italia che, va ricordato, è tra i pionieri della ricerca sulla fusione. Non è quindi un caso che il confronto con i francesi avvenga su un doppio binario.

Perché non ci sono solo le eccellenze della penisola che conquistano il mercato transalpino, ma c’è anche un progetto dell’Enea che punta a creare un vero e proprio polo scientifico-tecnologico da ultimare nel 2025 e tra i più avanzati al mondo, il cui motore sarà rappresentato da Dtt (Divertor Tokamak Test).

Il progetto targato Enea
Ma cosè il Dtt? Il Dtt, ideato dall’ente presieduto da Federico Testa in collaborazione con Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), il Consorzio Rfx di Padova, il Create (Consorzio di ricerca per l’energia, l’automazione e le tecnologie dell’elettromagnetismo) e alcune tra le più importanti università e aziende del settore, si pone come “anello di collegamento” tra Iter e Demo, il reattore che dopo il 2050 dovrà produrre energia elettrica da fusione nucleare. Sarà di fatto un grande laboratorio che utilizzerà la stessa tecnologia made in Italy per Iter, ma con in più la possibilità di eseguire test utilizzando anche tecniche brevettate dalla stessa Enea: su Dtt infatti si testeranno configurazioni magnetiche innovative e nuovi materiali come i metalli liquidi.

Un maxi cilindro che replica l’energia delle stelle
La macchina firmata dall’Enea è un cilindro ipertecnologico alto 10 metri con raggio di 5 in cui sarà confinato il plasma e portato a temperature elevatissime. Mentre il plasma verrà “scaldato” tramite corrente elettrica, quasi 50 chilometri di cavi superconduttori, distanti solo poche decine di centimetri, saranno a 269 gradi sotto zero. E, grazie ai materiali superconduttori di ultima generazione - anche qui con le aziende italiane a fare la parte del leone - Dtt sarà in grado di lavorare con un alto campo magnetico cosi da minimizzare la dissipazione dei conduttori e confinare plasmi con alta densità di potenza ed energia. Un po’ quello che succede all’interno delle stelle (e del Sole) dove la temperatura e la densità della materia sono così elevate da produrre un gran numero di reazioni di fusione.

Un investimento da 500 milioni con l’assist della Bei
L’investimento complessivo per il progetto del nuovo polo ammonta 500 milioni di euro e mobiliterà 1500 occupati tra scienzati e tecnici: la fetta principale delle risorse arriverà dalla Bei (la Banca Europea per gli investimenti) con 250 milioni erogati nell’ambito del piano Juncker, affiancata da Eurofusion, il programma ad hoc dell’Unione Europea con 60 milioni a valere sui fondi Horizon, mentre 80 milioni saranno garantiti da due ministeri (Istruzione e Sviluppo Economico). Altri 25 milioni, poi, saranno messi sul piatto dalla Regione Lazio (con altri 40 milioni per le opere civili) e altrettanti saranno assicurati dalla stessa Enea.

Per approfondire:

Fusione nucleare: il modello viene dalle stelle, ma la strada è ancora lunga
Con il super-magnete tutto italiano passo avanti verso la fusione nucleare
La fusione nucleare porta 500 milioni di investimento a Torino

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