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Nucleare iraniano, i Paesi europei attivano il meccanismo di risoluzione delle controversie

I tre Paesi europei hanno deciso di trasferire la questione alla commissione congiunta prevista dall’articolo 36 dell’accordo firmato nel 2015 e che impone all’Iran di limitare la produzione di nucleare

dal nostro corrispondente Beda Romano


A rischio accordo nucleare, Iran ricomincia ad arricchire uranio

2' di lettura

I tre Paesi europei firmatari dell’accordo sul nucleare iraniano hanno annunciato martedì 14 gennaio di avere demandato a un meccanismo di risoluzione delle controversie previsto dall’accordo la decisione di Teheran di rivedere l’applicazione dell’intesa.

La scelta di Germania, Francia e Regno Unito è politicamente significativa. Al netto delle critiche all’Iran, è comunque il tentativo di mantenere le relazioni con Teheran nel quadro dell’accordo.

In un comunicato, i tre Paesi hanno ribadito le loro preoccupazioni per la recente scelta iraniana di rinnegare l’applicazione del trattato, dopo la recente uccisione per mano americana a Baghdad del generale Qasem Soleimani. In questo contesto, Francia, Germania e Regno Unito hanno deciso di trasferire la questione alla commissione congiunta prevista dall’articolo 36 dell’accordo firmato nel 2015 e che impone all’Iran di limitare la produzione di nucleare.

«Prendiamo questa decisione in buona fede con l’obiettivo primordiale di preservare l’intesa sul nucleare (nota con l’acronimo inglese Jcpoa, ndr) e nella sincera speranza di trovare una soluzione che risolva l’impasse attraverso un dialogo diplomatico costruttivo, preservando l’accordo e rimanendo nel suo quadro di riferimento». E ancora: «La nostra speranza è di convincere l’Iran a rispettare pienamente i suoi impegni nel quadro del Jcpoa».

La scelta europea può essere interpretata in vari modi. Da un lato, la decisione di denunciare formalmente il comportamento iraniano nel rivedere l’applicazione dell’accordo sul nucleare crea di per sé nuove tensioni con Teheran. Dall’altro, tuttavia, far scattare il meccanismo di risoluzione delle controversie è un modo non solo di tentare di trovare una intesa tra le parti, ma anche di confermare l’esistenza in vita dello stesso trattato internazionale.

Ciò detto, nel loro lungo comunicato, i tre Paesi non citano il complicato meccanismo di baratto ideato nel 2019 con l’obiettivo di continuare a commerciare con l’Iran, aggirando le sanzioni americane imposte dal presidente americano Donald Trump nel 2018. Il mancato riferimento a Instex è indirettamente l’ammissione che il meccanismo non riesce a decollare. Nelle intenzioni doveva servire a strappare l’Iran dall’isolamento economico e ad ammorbidire le posizioni dell'establishment iraniano.

Per approfondire:
Cosa succede all’accordo sul nucleare che l’Iran ha deciso di abbandonare?
Gli alleati chiedono a Washington una de-escalation della crisi iraniana

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