I dilemmi dell’energia

Nucleare a singhiozzo, la Francia brucia più carbone

Il governo costretto ad allentare temporaneamente i limiti al carbone per lo stop prolungato delle centrali nucleari

Reuters

2' di lettura

Il nucleare francese invecchia, ha sempre più bisogno di fermarsi per lavori di manutenzione. E poiché fornisce il 70% dell’elettricità nazionale, le sue battute d’arresto mettono in pericolo la disponibilità di energia nel periodo in cui la domanda è più alta, cioè in pieno inverno.

Ecco allora che il governo è costretto a correre ai ripari. E suo malgrado ha deciso di aumentare la produzione di energia elettrica con la più inquinante delle fonti fossili: il carbone. Domenica, 6 febbraio, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale un decreto che alza temporaneamente fino alla fine di febbraio i limiti all’utilizzo di carbone.

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La misura «sarà strettamente limitata ai mesi di gennaio e febbraio 2022 e non cambia il calendario di chiusura delle centrali a carbone», che emettono grandi quantità di anidride carbonica, precisa il governo. Le centrali a carbone potranno essere accese per 1.000 ore nei primi due mesi dell’anno, 300 ore in più di quanto previsto dalla normativa precedente.

La decisione mira a evitare il pericolo di veri e propri black-out energetici. L’operatore della rete, Reseau de Transport d’Electricite, aveva avvertito in dicembre che la Francia correva il rischio di un deficit di energia in caso di un’ondata di freddo o di energia eolica insufficiente.

Il problema nasce dal fatto che almeno tre dei quattro più grandi reattori del parco nucleare francese sono fermi fino alla fine dell’inverno. La chiusura di questi quattro reattori, con una capacità installata di 1.450 MW ciascuno, priva la Francia di quasi il 10% della sua capacità nucleare in un momento in cui ha più bisogno di elettricità. Cioè in pieno inverno.

Nelle scorse settimane anche la Germania ha dovuto incrementare il ricorso al carbone a causa della minore produzione di energia eolica a causa di un prolungato periodo di assenza di vento.

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