Venezia 77

«Nuevo orden», dal Messico un film shock pronto a far discutere

Presentato in concorso, il nuovo lungometraggio di Michel Franco è un lavoro che non lascia indifferenti. Un film violento e incentrato sulle disuguaglianze sociali

di Andrea Chimento

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Presentato in concorso, il nuovo lungometraggio di Michel Franco è un lavoro che non lascia indifferenti. Un film violento e incentrato sulle disuguaglianze sociali


2' di lettura

Non lascia indifferenti «Nuevo orden», il nuovo lungometraggio del regista messicano Michel Franco che si candida a essere il film più scioccante del concorso della Mostra di Venezia di quest'anno.

Dramma distopico ad alta tensione, «Nuevo orden» racconta uno sfarzoso matrimonio dell'alta borghesia messicana, che viene mandato improvvisamente a monte da una rivolta inaspettata, scaturita da un conflitto sociale che dà il via a un violento colpo di stato.

Michel Franco alterna i punti di vista dei membri della famiglia ricca e di quelli dei domestici in un film che descrive la fine di un sistema politico ben poco paritario e la nascita di un altro ancora più angosciante.Nonostante siamo di fronte a un prodotto per l'appunto distopico, «Nuevo orden» risulta particolarmente inquietante soprattutto per il suo realismo di fondo, non discostandosi poi così tanto dalla situazione attuale in Messico: come sottolineato anche dallo stesso regista, la disparità sociale ed economica nel paese è attualmente sempre più diffusa e insostenibile e il film vuole essere un monito su quali potrebbero essere le conseguenze.

Un film duro e violento

Durissimo e violento, «Nuevo orden» è un lavoro incisivo anche dal punto di vista formale, grazie a un montaggio serrato che contribuisce al coinvolgimento emotivo di fronte alle fortissime immagini mostrate.La narrazione va sopra le righe soltanto in alcuni passaggi, soprattutto in una seconda parte meno efficace della prima, ma senza mai perdere coerenza con le riflessioni che vuole portare avanti.Evidente inoltre il respiro politico (come mostrano bene le ultime immagini, in particolare) di un prodotto che mette in scena anche la corruzione del governo e come alla violenza si risponda con altra e ulteriore violenza, abbandonando qualunque forma di dialogo.Nonostante l'estrema durezza, è un film che meriterebbe un posto nel palmarès finale.

And Tomorrow

And Tomorrow the Entire World

Molto meno riuscito è il tedesco «And Tomorrow the Entire World» di Julia von Heinz.Presentato anch'esso in concorso, è incentrato su Luisa, una ragazza di buona famiglia che si unisce a un gruppo deciso a contrastare un movimento neonazista. La Germania è scossa da una serie di violenti attacchi terroristici di stampo razzista e Luisa proverà a dare il suo contributo per fermarli, cercando allo stesso tempo di conquistare il cuore di uno dei leader del suo gruppo.Piuttosto confuso e scarsamente incisivo, il film non riesce a tradurre gli spunti importanti che propone in una forma cinematografica originale o quantomeno appassionante.Tutto si ferma su un confine molto superficiale, sia per quanto riguarda le svolte della trama, sia nella costruzione dei personaggi.Ne risulta un film trascurabile e incapace di scuotere come avrebbe voluto.

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