Indo-pacifico

Alleanza militare Usa-Regno Unito-Australia per contenere la Cina. Sottomarini nucleari per Canberra

Con l’obiettivo di contenere la Cina nasce Aukus e doterà Canberra di un’imponente flotta di sottomarini nucleari. Pechino: atto irresponsabile

di Redazione Esteri

Il presidente Usa Joe Biden in videoconferenza con il premier britannico Boris Johnson (fuori campo il premier australiano Scott Morrison) durante l’annuncio della nuova alleanza trilaterale di sicurezza e difesa per la stabilità dell’Indo-Pacifico

I punti chiave

  • Un patto a tre per contenere la Cina
  • Biden cerca di recuperare dopo l’Afghanistan
  • Verso annullamento del contratto per i sottomarini francesi

3' di lettura

Il presidente americano Joe Biden ha annunciato una nuova alleanza strategica, militare e di sicurezza con il Regno Unito e l’Australia nell’area Indo-Pacifico. Con il nome di Aukus, il patto a tre punta a un maggior scambio e integrazione delle capacità di difesa e informazione dei partner e a dotare l’Australia di una importante flotta di sottomarini a propulsione nucleare.

Biden, che è apparso in videoconferenza con il premier britannico Boris Johnson e con quello Australiano Scott Morrison, non ha menzionato esplicitamente la Cina, ma è chiaro che l’alleanza rappresenta uno dei primi segnali importanti della volontà americana, e dei suoi partner, di contenere l’espansionismo della Cina e il suo rapido potenziamento della flotta navale.

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«Tutti riteniamo imperativo assicurare pace e stabilità nell’area in una prospettiva di lungo termine», ha detto il presidente americano, aggiungendo che la decisione riflette un trend già in atto nel quale molti partner europei decidono di giocare un ruolo importante nell’Indo-Pacifico».

Pechino: atto irresponsabile

La notizia certo non farà piacere a Pechino e secondo quanto scrive il Financial Times, Biden non avrebbe informato Xi Jinping dell’accordo a tre durante la telefonata che i due leader avevano avuto lunedì scorso.

Il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian ha definito il patto «estremamente irresponsabile» e ha aggiunto che l’iniziativa colpisce anche «gli sforzi di non proliferazione a livello internazionale».

Ue «non era stata informata»

«L’Ue non era stata informata dell’alleanza tra Usa-Regno Unito e Australia. Siamo in contatto con i partner per saperne di più e ne dobbiamo discutere con gli Stati membri dell’Ue per capirne le implicazioni». Lo ha detto il portavoce del Servizio europeo per l’azione esterna, Peter Stano, rispondendo ad una domanda di un giornalista.

L’alleanza serve ad allentare i timori dell’Australia, che negli ultimi mesi ha avuto rapporti, commerciali e politici, sempre più tesi con la Cina. E serve anche a una Gran Bretagna che cerca di ridefinire il proprio ruolo strategico e i propri interessi a livello internazionale: «Abbiamo una nuova opportunità - ha detto Johnson - per rafforzare la posizione della Gran Bretagna nell’ambito delle scienze e delle tecnologie di punta». Il premier ha parlato di «un pilastro strategico» per Londra in quello che è il nuovo «centro geopolitico mondiale». L’accordo prevede la condivisione di informazioni tra i tre Paesi in aree come l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza, i computer quantistici e le capacità di difesa sottomarine.

Niente arsenale nucleare per l’Australia

A questo proposito, fonti del Pentagono assicurano che l’Australia non intende comunque dotarsi di un’arsenale nucleare. L’accordo sulla fornitura di una flotta di sottomarini a propulsione nucleare rappresenta comunque un salto di qualità per le ambizioni militari e di difesa di Canberra poiché si tratta di sottomarini più agili, veloci, che possono spingersi fino al Mar della Cina Meridionale e che hanno relativamente poco bisogno di risalire in superficie.

Il vertice in vista

L’annuncio è giunto una settimana prima del vertice che gli Stati Uniti terranno, per la prima volta in presenza, con i leader di India, Giappone e Australia, il cosiddetto formato Quad, altra alleanza che infastidisce i cinesi che ne parlano come di una «Nato asiatica». La flotta, ha detto il premier australiano Morrison, sarà interamente costruita ad Adelaide, con il contributo tecnologico degli Usa e del Regno Unito.

A questo punto resta da risolvere un problema non da poco con la Francia. Canberra nel 2016 aveva firmato una commessa con il francese Naval Group per la fornitura di 12 sottomarini convenzionali, un accordo che secondo i media francesi a questo punto viene meno. Probabile che il contratto prevedesse penali in caso di rescissione, ma non è escluso che si possa trovare un accomodamento, come sembrano suggerire le parole di Biden: «Non c’è divisione di interessi tra i partner atlantici e pacifici, la Francia è un partner chiave nel rafforzare la sicurezza e la prosperità nella regione indo-pacifica».

Rassicurare i partner

Il nuovo impegno dell’Amministrazione americana vuole anche rassicurare i propri partner, soprattutto dopo il disastroso disimpegno dall’Afghanistan e dopo che il presidente ha tratteggiato una linea politica più interessata alla soluzione dei problemi interni che non alla soluzione di crisi internazionali. In questo caso però l’alleanza trilaterale risponde bene alla priorità numero uno della politica estera americana per i prossimi anni: il contenimento della Cina, sempre più minacciosa nei confronti di Taiwan e determinata a riaffermare il pieno controllo su Hong Kong con una serie di leggi repressive che hanno limitato di fatto l’autonomia,

Un contenimento che guarda soprattutto all’espansionismo nel Mar Meridionale della Cina e al fatto che Pechino in relativamente pochi anni ha costruito la flotta militare più grande del mondo con 360 navi da guerra contro le 260 degli Stati Uniti a fine 2020.

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