parigi e roma chiedono piu’ tempo

Nuova Commissione Ue: in ritardo la formazione della squadra. Mancano i candidati di Italia e Francia

La presidente Ursula von der Leyen vorrebbe completare per metà mese l’elenco dei commissari e sta iniziando a sondare i nomi proposti, ma fatica a trovare la quadratura del cerchio. Mentre l’Italia chiede tempo e la Gran Bretagna si chiama fuori

dal nostro corrispondente Beda Romano

Ue, von der Leyen inizia colloqui con candidati commissari

La presidente Ursula von der Leyen vorrebbe completare per metà mese l’elenco dei commissari e sta iniziando a sondare i nomi proposti, ma fatica a trovare la quadratura del cerchio. Mentre l’Italia chiede tempo e la Gran Bretagna si chiama fuori


2' di lettura

BRUXELLES - La Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen dovrebbe entrare in carica tra poco più di due mesi, il 1° novembre, ma il nuovo collegio dei commissari è lontano dall’essere formato. Non solo Italia e Francia non ancora nominato un proprio rappresentante, ma vi è ancora incertezza sui portafogli da affidare ai diversi esponenti nazionali. Rimane in ballo l’obiettivo di una formazione paritaria, costituita in numero uguale da uomini e donne.

La signora von der Leyen aveva chiesto ai Ventotto di proporre i propri candidati entro lunedì. Tutti i governi si sono adeguati, salvo Roma, che avrebbe chiesto qualche giorno di proroga, e Parigi. La scelta non è sempre facile. Non si tratta solo di trovare la persona con le giuste competenze o di premiare un alleato di governo. Nelle battaglie politiche, il ruolo a Bruxelles è spesso utilizzato per esiliare un potenziale concorrente, nella speranza che la posizione non si riveli un trampolino che gli o le permetta un ritorno in patria sugli allori.

Nei fatti, la signora von der Leyen ha già iniziato a sondare i candidati. Ha offerto al polacco Krzysztof Szczerski il portafoglio dell’agricoltura. Questi a sorpresa lo ha rifiutato, ritenendosi non sufficientemente preparato. Parlando alla radio RMF ha spiegato: «Credo sia un portafoglio talmente importante per la Polonia che dovrebbe essere affidato a chi si è occupato di agricoltura tutta la sua vita». Ha quindi proposto il nome di Janusz Wojciechowsk, uditore della Corte dei conti europea. La palla potrebbe tornare ora nel campo del governo polacco.

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Dal canto suo, il governo britannico ha annunciato di non voler inviare un proprio rappresentante a Bruxelles, confermando la volontà di uscire dall’Unione Europea il 31 ottobre prossimo. Come detto, la signora von der Leyen vorrebbe che il nuovo esecutivo comunitario fosse composto da 13 donne e 13 uomini, a cui si aggiungerebbe la stessa presidente. Per ora, secondo le nomine annunciate finora, il nuovo collegio conterebbe già 10 donne.

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Ursula von der Leyen vorrebbe completare la distribuzione dei portafogli entro metà settembre per permettere l’audizione dei singoli commissari da parte del Parlamento europeo tra fine mese e inizio ottobre. Il collegio dei commissari dovrà poi ricevere la fiducia dal Parlamento il 22 ottobre, o giù di lì.

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I singoli governi sono al lavoro non solo per strappare il portafoglio che ritengono più interessante, ma anche per imporre propri connazionali nei gabinetti dei vari commissari. Inoltre, con le recenti dimissioni di Martin Selmayr, sul tavolo c’è anche la carica di segretario generale della Commissione europea.

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