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Nuova Ducati Monster, come è fatta e come si sta in sella

Ducati rilancia la sua naked best seller. Abbiamo provato la Ducati Monster 2021

di Davide Perruchini

Ducati ha dato al suo Monster un nuovo look moderno e dinamico

3' di lettura

Pur senza rinnegare il proprio passato Ducati tiene a sottolineare che del vecchio progetto nulla è rimasto se non il nome. In effetti il moderno design non ha più alcun riferimento alle precedenti generazioni di Monster, se non qualche cenno all'ultimo 1.200 in zona serbatoio o un paio di richiami tramite le luci diurne del faro a Led – che tracciano un cerchio luminoso evocativo del classico fanale tondo presente fin dalla prima versione del 1992 – o il doppio terminale di scarico sovrapposto, tipico delle passate versioni più sportive.

La guida dinamica è bene accetta a patto di adottare uno stile fluido

La nuova Monster nasce da un foglio bianco come moto dallo stile attuale, con dimensioni, ergonomia e guidabilità votate alla più trasversale accessibilità, di approccio immediato e dalla guida facile, buona per l'utente generalista senza però risultare limitante per chi invece abbia il profilo del motociclista esperto, interessato a prestazioni e divertimento.

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La stretta zona di contatto tra serbatoio e sella facilita il contatto dei piedi col suolo

Il progetto: telaio e motore

Tre in particolare i punti con cui Monster basa le proprie chances di successo: leggerezza complessiva (188 kg in ordine di marcia con pieno), sella bassa e stretta (82 cm ma si può scendere fino a 77,5), raggio di sterzo ridotto. Con questi numeri Ducati punta a risolvere le maggiori criticità per i motociclisti inesperti o di bassa statura, a dimostrazione di come stia cercando di conquistare una fetta di mercato fuori dai propri standard.

La vista laterale evidenzia una posizione di guida moto versatilel

Assieme a questi aspetti va segnalata una posizione di guida agli antipodi rispetto alla vecchia Monster, ora caratterizzata da busto eretto, pedane avanzate e non troppo alte da terra e manubrio largo, alto e ravvicinato al corpo.

Due i colori disponibili (rosso e nero opaco) oltre a moltissimi accessori

Queste peculiarità sono state possibili grazie a un nuovo approccio in tema di materiali, lavorazioni e layout meccanici. Ora infatti il semitelaio anteriore (front frame) è una leggerissima fusione in lega di alluminio, mentre il telaietto posteriore, in polimero rinforzato con fibra di vetro, ha funzione sia strutturale che estetica.

La sella è bene imbottita e riserva un buono spazio per il passeggero

Tra i due il collegamento viene realizzato dal motore desmodromico Euro 5 Testastretta 11° da 937 cc, 111 cv di potenza massima a 9.250 giri e 93 Nm di coppia a 6.500 giri.

Maneggevole e prevedibile il Monster si adatta a ogni tipo di percorso

L'elettronica

La dotazione elettronica è completa. In evidenza il potente faro a Led e l'intuitiva strumentazione Tft a colori. Meno evidenti ma altrettanto importanti le dotazioni di sicurezza che rendono la Monster, disponibile anche in versione A2, una tra le moto più sicure della categoria.

Il frontale del Ducati Monster coniuga stile moderno con richiami al design del passato

Abs di tipo cornering, mappe motore, controllo di trazione, anti impennata e launch control rendono la moto capace di assecondare tanto il neofita, filtrando la grinta derivante dall'ottimo rapporto peso potenza, quando il motociclista esperto che approfitterà per personalizzare il comportamento della moto secondo i propri gusti.

L'interfaccia della leggibile strumentazione e semplice e completa

In sella

Salendo in sella ci si trova piacevolmente inseriti nella moto. La triangolazione con manubrio e pedane, agli antipodi rispetto alle prime Monster la cui posizione di guida era sdraiata sul serbatoio, privilegia confort e facilità di guida. Importante la capacità di rotazione del manubrio, nettamente superiore al passato, che permette manovre e inversioni a U in un fazzoletto, impensabile in precedenza.

L'intero impianto frenante è Brembo e garantisce un rendimento esemplare

All'insegna dei trend più moderni anche l'assetto votato al confort, la sella spessa e con un sostegno eccellente e le caratteristiche di erogazione del motore. Quest'ultimo sa essere tanto pastoso e regolare ai regimi medio bassi, quanto grintoso sopra i 7.000 giri fino a limitatore. È molto facile lasciarsi prendere dall'entusiasmo e trovarsi a velocità da ritiro patente senza accorgersene.

Il doppio terminale di scarico suona bene ed evoca i Monster più sportivi del passato

Per questo vengono in aiuto i freni Brembo, potenti ed efficaci, anche al posteriore. Il bilanciamento della ciclistica e il peso ridotto mantengono le promesse di divertimento anche sui percorsi più tortuosi, senza compromettere le ottime doti di stabilità sul veloce.

Bello, complesso ed efficiente, il faro del Monster è un tratto distintivo della moto

Grazie a queste scelte è possibile passare con disinvoltura da una guida disimpegnata a una di tipo molto sportivo, a patto di adottare sempre uno stile molto fluido, poiché la taratura soffice delle sospensioni mal si adatta ai trasferimenti di carico più brutali, sia in frenata che in accelerazione, situazioni in cui la moto perde compostezza e può risultare impegnativa da gestire.

: Il Monster in versione Plus esibisce unghia parabrezza e copricodino per un look più sportivo

Questa è l'unica rinuncia cui si deve sottostare in cambio di una versatilità davvero invidiabile. Ci auguriamo quindi di poter provare, in futuro, una versione “S” con sospensioni più raffinate, che possa ambire al ruolo di migliore moto media della categoria.

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