0/0Politica

Nuova legge elettorale / Porcellum

Roberto Calderoli nel 2005

E' la legge con cui si è votato alle politiche dal 2006 al 2013. Il nome deriva da “porcata”, come definì la legge lo stesso leghista Roberto Calderoli («si dovrà riscrivere», disse), allora ministro delle Riforme estensore del testo. Alla Camera la lista (o coalizione di liste) più votata (senza alcuna soglia di percentuale di voti minima da ottenere) ottiene il 55% di seggi. Partecipano alla ripartizione dei seggi tutte le liste che hanno superato il 4% dei voti (il limite scende al 2% se le liste sono coalizzate e la coalizione nel complesso supera il 10%). Gli elettori non votano i candidati dei partiti, ma solo i partiti: I seggi sono quindi attribuiti ai candidati dei partiti non in base alle preferenze, ma in base all'ordine con cui sono stati presentati in lista dai partiti stessi (le liste possono arrivare a contenere anche più di 40 nomi). Al Senato il premio di maggioranza del 55% è attribuito su base regionale. Le soglie di sbarramento, sempre su base regionale, sono diverse rispetto alla Camera: 8% per le liste singole, 3% per quelle coalizzate (a patto che la coalizione superi il 20% su base regionale). A causa della differente distribuzione dei consensi sul territorio delle forze politiche (si pensi alle regioni rosse) la distribuzione del premio di maggioranza su base regionale non sempre permetta la formazione di una maggioranza a livello nazionale (come avvenuto nel 2013 con la «non vittoria» del centrosinistra di Bersani).

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti