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Nuova Mini Countryman, il suv inglese è cresciuto e punta più in alto

dal nostro inviato Mario Cianflone

MINI Cooper S Countryman ALL4

3' di lettura

Una Mini così grande non c'è mai stata, la più grande mai costruita, tanto lunga e larga che è davvero difficile chiamarla “mini”. Ecco la nuova Countryman, La seconda generazione è infatti molto più lunga della serie precedente, visto che è 20 centimetri più lunga per un totale di 4.30 metri ed è larga 182 centimetri.

Meglio rifinita, al pari delle altre vetture del marchio da quando è stata adottata la piattaforma Ukl (la stessa di Bmw Serie 2 Active Tourer), più equipaggiata è anche molto più più ambiziosa visto che il marketing della casa ha deciso di posizionarla più in alto, verso andare il segmento superiore che gli appartiene per dimensioni e prestazioni. Il suv firmato Mini ora non punta a competere con vetture della categoria di Jeep Renegade ma mira più su. Lo stile non si discosta molto dalla prima serie e si caratterizza per gli inediti spigoli sui parafanghi anteriori e posteriori. E di spigoli le Mini non ne hanno mai avuti, a conferma che la Countryman è una svolta nel marchio britannico.

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Nuova Mini Cooper S Countryman ALL4

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La Countryman 2 dopo il debutto a novembre al Salone di Los Angeles si presenta sul mercato italiano ed europeo dove arriverà nei concessionari a marzo, mentre a giugno sarà in vendita la prima ibrida plug-in del marchio inglese di proprietà di Bmw.

Siamo andati a conoscere su strada e fuoristrada il nuovo suv britannico nell'Oxfordshire nel Regno Unito, vicino alla storica fabbrica mini, anche se la Countryman atto secondo nasce in Olanda.

Abbiamo provato la versione Cooper S con trazione integrale ALL4 intelligente spinta dal 2 litri da 192 cavalli (una motorizzazione che in Italia non sarà molto gettonata. La vettura denota fin dai primi chilometri un sostanziale upgrade in termini di guidabilità e reattività. Anche in fuoristrada, dove si apprezza sia la motricità sia il comfort. Abitabilità notevole e finiture curate completano il quadro. Il sistema di infotainment ha ora un display touch e l'ultima generazione del Mini Connect che riesce a integrare smartphone Android e iOs, anche se non è compatibile con Android Auto perché il sistema, per scelta, è proprietario del gruppo tedesco.

La forbice di prezzi è molto ampia: si pspazia da circa 27.500 euro a oltre 41mila. euro ma il conto accendendo alla ampia offerta di optiona e personalizzazione può salire di molto.

La gamma è inizialmente composta dalle motorizzazioni a benzina Cooper 1500 cc da 136 cv a prezzi compresi fra 27.450 e 32.000 euro e Cooper S 2000 cc da 192 cv a prezzi da 31.450 a 35.300 euro e da quelle turbodiesel Cooper D 2000 cc da 150 CV a prezzi compresi fra 29.450 e 34.000 euro e Cooper SD 2000 cc da 190 CV a prezzi da 35.350 euro.

La trazione integrale ALL4 è disponibile per tutti i modelli a 2.000 euro in più, mentre il cambio automatico sarà di serie per la sola Cooper SD, mentre è disponibile a circa 2000 euro nella variante a 6 rapporti per la Cooper e a 8 rapporti sempre a 2000 euro per la Cooper S e per la Cooper D. Oltre all'allestimento base, il listino prevede la scelta tra versioni Boost, Hype e Jungle, alle quali si aggiungono solo per le Countryman diesel le varianti Business a 31.400 euro la Cooper D e a 37.200 euro la Cooper SD. Tra gli optional principali ci sono gli interni di pelle (da 700 a 2.400 euro), il Mini Picnic Bench a 120 euro, le sospensioni elettroniche Vdc a 550 euro, la retrocamera a 400 euro, il tetto panoramico di cristallo a 1.150 euro, il pacchetto Driving Assistant a 500 euro da abbinare all'Active cruise control, l'head-up display a 600 euro, la ricarica wireless per smartphone a 450 euro.

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