Studi in corso

Nuova mutazione della variante Delta, in Gran Bretagna ora è sotto osservazione

Mancano prove allo stato che sia notevolmente più trasmissibile o capace di aggirare i vaccini in uso

di Nicola Barone

Zero restrizioni e variante Delta, nel Regno Unito volano i contagi

I punti chiave

  • Test in corso ma ricercatori cauti
  • Interessata la proteina Spike
  • La diffusione nel mondo

2' di lettura

Non accenna a calare l’onda dei contagi giornalieri nel Regno Unito, e sotto osservazione speciale da parte degli scienziati è finita anche una nuova mutazione discendente della variante Delta di SARS-CoV-2. La Delta originaria resta largamente la variante dominante nel Paese di Boris Johnson, fermo nella convinzione che il quadro generale sia ancora sotto controllo, ma gli ultimi dati ufficiali suggeriscono che circa il 6% dei casi Covid sequenziati appartengono a un nuovo tipo. Da alcuni nominata Delta Plus (attribuito anche ad AY.1, uno dei tre sottolignaggi di Delta già esistenti e catalogati), la “subvariante” AY.4.2 sembra contenere mutazioni che potrebbero dare vantaggi alla sopravvivenza del virus.

Test in corso ma ricercatori cauti

Secondo quanto riportato da Bbc online, sono in corso test per capire quanto possa effettivamente rappresentare una minaccia il nuovo mutante intercettato. Sembra che gli esperti al momento ritengano improbabile che decolli in maniera incotrollata o sfugga ai vaccini attuali. Allo stato la nuova mutazione di Delta non è ancora considerata una variante di preoccupazione o di quelle sotto indagine.

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Interessata la proteina Spike

Sono migliaia i mutanti di Covid in circolazione nel mondo. Gli esperti hanno identificato AY.4.2 nel luglio 2021. La Delta originale era stata classificata da pochi mesi, nel maggio 2021, come variante preoccupante in Gran Bretagna, quando aveva superato la Alfa. Poi è arrivata AY.4.2 e il sottolignaggio di Delta è andato aumentando lentamente da allora. Include alcune nuove mutazioni che colpiscono la proteina Spike, che il virus usa per penetrare nelle cellule. Finora, viene precisato, non c’è indicazione che sia notevolmente più trasmissibile ma è un elemento che si sta approfondendo.

La diffusione nel mondo

«È potenzialmente un ceppo leggermente più infettivo», ha evidenziato il direttore del Genetics Institute dell’University College London Francois Balloux. «Non è niente in confronto a quello che abbiamo visto con Alfa e Delta, che avevano qualcosa come il 50-60% in più di trasmissibilità. Ma è attualmente in fase di indagine. Ed è probabile che sia fino al 10% più trasmissibile. Direi di aspettare e vedere. Niente panico». Alcuni casi di AY.4.2 sono stati identificati anche negli Stati Uniti, altri anche in Danimarca, ma da allora le nuove infezioni sono comunque diminuite.

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