La survey

Nuova normalità, in una Pmi su tre l’imprenditore è alle prese con la formazione

Banca Ifis ha sondato un campione di oltre 500 Pmi da cui emerge l’importanza dell’ascolto dei collaboratori e delle capacità organizzative dei leader, soprattutto nel gestire team da remoto

di Cristina Casadei

2' di lettura

Nelle Pmi più della visione contano efficienza e motivazione del team. La formazione assume un ruolo strategico e i primi a mettersi in gioco sono gli imprenditori stessi, al punto che a farla è quasi uno su tre. Anche l’imprenditore leader cambia ruolo in azienda e, più che una guida, diventa un tessitore di equilibri e relazioni in una gestione dei team sempre più “a distanza”. A dirlo è una ricerca di Banca Ifis, realizzata in collaborazione con Format Research, su un campione di oltre 500 Pmi italiane.

La leadership viene considerata dalle piccole e medie imprese determinante nella gestione efficiente dei gruppi di lavoro. Ma quali caratteristiche devono avere i leader nella nuova normalità? Per il 61% prima di tutto devono saper motivare, poi essere in grado di programmare il lavoro come dice il 45% e per una Pmi su 3 (36%) dimostrare capacità di problem solving. Altri fattori ottengono una quota di consensi molto più limitata: come empatia e integrità, entrambe al 12% delle preferenze, e poi visione, individuata solo dal 7% del campione.

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Sulle risposte alla survey di Banca Ifis - che ha essa stessa lavorato sulla leadership e sulla gestione dei team da remoto con appositi programmi di formazione - impatta anche la dimensione delle imprese. Se si considerano le aziende con più di 50 addetti, per esempio, è fondamentale la chiarezza e il livello di delega. Quasi il 90% presenta un’organizzazione chiara e definita, mentre il 78% conta su leader pronti alla delega. Tra le principali criticità che le aziende in un caso su cinque c’è la difficoltà nel motivare i membri del gruppo, la relazione con gli elementi difficili, la gestione dei conflitti e dei flussi informativi. L’emergenza pandemica ha fatto emergere che la gestione e la motivazione dei team va considerata strategica, soprattutto quando si ricorre a percentuali elevate di smart working. E anche per questo è cresciuta la domanda di formazione con focus sul networking da remoto e al remote engagement.

Ciò che emerge dalla ricerca è anche la progressiva consapevolezza delle Pmi dell’importanza della leadership in azienda per il conseguimento degli obiettivi: il 32% delle aziende dice di avere già organizzato o che organizzerà corsi ah hoc per gli imprenditori ai vertici, mentre il 23% punta, entro il 2023, sulla formazione della leadership manageriale per migliorare la qualità e l’efficienza dell’ambiente lavorativo. La formazione è considerata la strada primaria percorsa dalla maggior parte delle aziende anche quando si tratta di coltivare in azienda nuove competenze: il 78% punta sul personale interno, mentre il 22% cerca nuove risorse sul mercato. Un dato questo che sale al 35% nella moda. Per migliorare il livello di coinvolgimento dei dipendenti rispetto agli obiettivi aziendali i fattori giudicati importanti sono l’ ascolto delle esigenze dei singoli collaboratori, come dice il 60% del campione, la promozione del lavoro di squadra (53%), l'implementazione di sistemi premianti (46%). Hanno invece un ruolo più marginale i benefit, come le agevolazioni sui mutui e sui prestiti e i piani assicurativi

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