Dall’autocertificazione ai prestiti: come cambia il decreto Liquidità

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Nuova procedura/Prestiti autocertificati e manleva per le banche

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Uno degli emendamenti più rilevanti fra quelli approvati in commissione a Montecitorio introduce l’autocertificazione per le richieste di prestiti con copertura della garanzia statale. Nell’autodichiarazione, chi chiede il prestito deve attestare che «l’attività d’impresa è stata limitata o interrotta dall’emergenza epidemiologica» oppure «dagli effetti derivanti dalle misure di prevenzione» (lockdown). Bisogna inoltre certificare che i dati aziendali forniti su richiesta dell’intermediario finanziario sono veritieri e completi e che il finanziamento sarà utilizzato per «sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali localizzati in Italia».

Una parte delle attestazioni riguarda i vertici aziendali. In particolare bisogna certificare che il titolare e il legale rappresentante sono in linea con le norme anti-mafia, e non hanno subito negli ultimi cinque anni condanne penali per evasione fiscale che comportino come pena accessoria l’interdizione dai pubblici uffici. I finanziament saranno accreditati esclusivamente sul conto corrente dedicato, i cui dati devono essere indicati nell’autocertificazione con la quale si richiede il prestito. Il meccanismo del conto dedicato serve per facilitare i controlli ex post da parte della magistratura.

Gianni Trovati

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