Le pagelle fiscali per le partite Iva

GLI EFFETTI OPERATIVI

Nuova proroga per un’operazione complessa

di Raffaele Rizzardi


3' di lettura

Siamo in pieno giugno e è un lontano ricordo quando i professionisti potevano già andare in ferie: a fine di maggio ci si affannava a fare conteggi e fotocopie da allegare ai modelli di dichiarazione, poi subentrava la calma. Talvolta veniva data una proroga all’ultimo momento, ma dal 1980 la scadenza di maggio era diventata tassativa.

Con la fine del 1984 il ministro delle Finanze, Bruno Visentini, inizia a porsi il problema di trovare degli elementi automatizzati di controllo, specie per i soggetti minori, per i quali – come disse – il termine “semplificata” era considerato un aggettivo che annullava il sostantivo “contabilità”. La grande riforma del 1971, privilegiando gli adempimenti amministrativi, aveva commesso l’errore di ritenere che le scritture di un soggetto minimo potessero avere la stessa attendibilità di chi ha una struttura, comprensiva degli organi di controllo.

I PRECEDENTI
1) A dire il vero non è un problema di contabilità ordinaria piuttosto che semplificata: la fedeltà (o meno) delle scritture dipende da due elementi: chi è il cliente – il privato preferisce “risparmiare” l’Iva e magari avere uno sconto – e chi sta alla cassa: se è il titolare o una persona di assoluta fiducia non è un segreto che una certa entità di incassi non viene registrata. Si parte così con i parametri, per poi passare agli studi di settore, la cui rilevanza era inizialmente considerata al pari di un testo evangelico, anche per scostamenti di minima entità, per poi diventare un rilevante elemento per indirizzare l’attività di controllo, salvo il possibile utilizzo accertativo per contabilità del tutto inattendibili.

IL PUNTEGGIO
2) I nuovi indici sintetici di affidabilità (Isa) trovano il fondamento giuridico nell’articolo 9-bis del Dl 50 del 2017, e sono espressi con un voto, che per sua natura ha questa funzione. A scuola il punteggio dato allo studente sintetizza il suo interesse per la materia, l’attenzione alle lezioni, il comportamento in classe e l’apprendimento. La norma fiscale non parla solo di premio per i migliori, ma evidenzia altresì che l’insufficienza comporta anche un maggior rischio di controllo.

Il compito di assegnare i premi è dell’agenzia delle Entrate, che si è espressa con il provvedimento del 10 maggio 2019: i voti richiesti – a seconda del beneficio – vanno da 8 a 9. Invece chi si ferma a 6 (e chi è sotto questo voto) entra nell’analisi di rischio per i controlli rafforzati.

Nessuno mette in dubbio la bontà statistica degli elementi contabili od operativi considerati per la formazione degli Isa, ma – come era accaduto per gli studi di settore – bisogna vedere le cifre che escono dall’elaborazione di questo strumento.

Se il risultato è un voto troppo basso, il professionista deve convocare il cliente, e discutere con lui l’eventuale opportunità di integrare i dati contabili: sotto questo aspetto, a parte la necessità di pagare Iva, Irpef o Ires e contributi previdenziali, la legge cerca di incentivare l’incremento, offrendo anche l’irrilevanza per il limite dei 65mila euro di accesso al regime forfettario, ove la contabilità fosse sotto soglia e il dato finale lo superasse.

Questo esercizio non sarà semplice. Occorrerà presto familiarizzare con i singoli indicatori che determinano il voto finale, valutando i singoli scostamenti rispetto al dato stimato dal software, e sulla base di essi decidere, eventualmente a che livelli adeguarsi.

L’elaborazione degli Isa è ben più complessa di quella richiesta per gli studi di settore – che si basavano solo sui dati del periodo di imposta – in quanto questa informazione deve essere integrata con una pluralità di altri elementi, già presenti nella banca dati dell’amministrazione finanziaria.

Questo ulteriore elemento di calcolo è stato specificato solo con l’allegato al provvedimento del 10 maggio scorso e dovrà essere scaricato direttamente dal contribuente o dall’intermediario a mezzo di apposita delega per l’accesso.

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