TEST RIDE

Nuova Suzuki Katana, come va la moto dei samurai

di Federico Cociancich


4' di lettura

Suzuki cede alla tentazione dell'ennesima operazione nostalgia con il restyling di una delle moto più rivoluzionarie degli anni '80, la Suzuki Katana: il risultato è una sportiva davvero bella e divertente, che si fa notare sia per l'estetica, sia per le prestazioni.

Era il 1981, quando Suzuki rivoluzionò il mondo delle due ruote con la Katana: dalle linee audaci, fu progettata per la prima volta da ingegneri del settore automobilistico che tennero in considerazione oltre all'aspetto estetico anche l'ergonomia, l'aerodinamica e l'ottimizzazione dei criteri di produzione. La nuova Katana 2019, pur facendo fede agli stilemi del marchio e della tradizione giapponese, porta la firma del progettista italiano Rodolfo Frascoli e ha un design ancora una volta coraggioso: durante il periodo in cui l'abbiamo avuta in prova decine di persone, e non solo motociclisti, si sono fermati a osservarla chiedendoci informazioni. A mio avviso, con una moto così particolare Suzuki poteva osare un po' più nelle colorazioni, le versioni disponibili in grigio e in nero, sono infatti certamente eleganti, ma un po' anonime. Nella parte anteriore il richiamo alla versione anni '80 è più marcato, nonostante il nuovo faro rettangolare con Led sovrapposti, dietro invece colpisce per gli scarichi bassi e il porta targa a braccio, montato in basso sul forcellone. L'elettronica è ridotta al minimo, con la sola presenza di Abs e controllo trazione impostabile su tre livelli, ma in compenso il display digitale è uno dei migliori visti finora: riesce ad essere ricco di informazioni senza diventare caotico.

La nuova Katana deriva direttamente dalla Gsx-S 1000 e ancor più dall'ottima Gsx-R1000, da cui eredita il motore a quattro tempi e a quattro cilindri in linea, il telaio a doppia trave in alluminio, il forcellone posteriore, le sospensioni e il sistema frenante Brembo. Tra le poche differenze, oltre a quelle estetiche, lo scambiatore di calore raffreddato a liquido per l'olio (al posto di quello raffreddato ad aria della R1000) e una posizione di guida più comoda, rispetto alla Gsx S1000, grazie al manubrio leggermente più largo e più alto, oltre ad una sella più stretta. Il sistema di iniezione utilizza l'esclusiva tecnologia Suzuki SDTV (Suzuki Dual Throttle Valve) con corpo farfallato da 44 millimetri (lo stesso utilizzato per il motore dell'attuale GSX-R1000). Le valvole a farfalla secondarie sono controllate da un servomotore per un'erogazione della potenza progressiva e un'efficienza ottimale della combustione. Nella pratica la geometria del nuovo comando dell'acceleratore fa sì che la moto acceleri meno bruscamente nella prima parte dell'apertura del gas: la potenza cresce sempre rapidamente quando l'acceleratore viene ruotato ma questo comportamento meno “nervoso” rende la Katana più controllabile. Il sistema frenante sfrutta all'anteriore due dischi flottanti da 310 mm e pinze Brembo e al posteriore un disco in acciaio e pinze Nissin: su strada ci è sembrato reattivo, efficace e senza ritardi. Un difetto? Le linee aggressive riducono la capacità del serbatoio ad appena 12 litri, e questo si traduce in un'autonomia davvero un po' rosicata: poco più di 200 km.

Su strada emoziona e diverte
Sinceramente non so dire come fosse guidare la Katana del 1981, ma quella 2019 dona più di una soddisfazione. La seduta è comoda, il sound è quello grintoso che ti aspetti da una sportiva del genere. Il cambio preciso ti porta velocemente nelle marce alte dove la Katana spinge subito, sin dai 3.000 giri, e poi è tutto divertimento: sopra i 6-7.000 giri i 150 CV (e la coppia di 108 Nm) si sentono tutti, ma non hai mai la sensazione che sia lei a comandare. Sul misto stretto questa semi carenata sfoggia una reattività inaspettata: sempre estremamente precisa, è piuttosto agile nonostante i suoi 215 kg di peso, portandoti ad avere una guida sportiva ma non eccessivamente stancante. L'assistenza elettronica alla trazione, che agisce solo sulla ruota posteriore, è impostabile su tre livelli: fortunatamente non abbiamo mai trovato pioggia ma l'impressione è che lavori piuttosto bene, e se poi vuoi osare qualche impennata puoi sempre disabilitarla.

La Suzuki katana è una delle moto più belle e riuscite che ci sia capitato di provare, la si può portare a casa con la bellezza di 13.690 euro, che diventano 14.290 con la versione Jindachi (a nostro parere la scelta migliore) datata di scarico Akrapovic in titanio, sella bicolore, cupolino maggiorato, protezione serbatoio carbon look e set adesivi carrozzeria e ruote.

Scheda Tecnica sintetica Suzuki Katana 2019
MOTORE

Tipo: 4 cilindri in linea, raffreddato a liquido
Cilindrata: 999 cm3
Potenza max.: 110 kW (150 CV) a 10.000 giri/min
Coppia massima: 108 Nm a 9.500 giri/min
Cambio: 6 marce presa costante

DIMENSIONI E PESO
Interasse: 1.460 mm
Lunghezza totale: 2.130 mm
Larghezza max.: 835 mm
Altezza sella: 825 mm
Peso a secco: 215 kg
Capacità serbatoio: 12 l

TELAIO E SOSPENSIONI
Tubolare a traliccio in alluminio
Sosp. anteriore: telescopica rovesciata, molla elicoidale a olio
Sosp. posteriore: monoammortizzatore con molla elicoidale a olio

FRENI
Anteriore: a doppio disco flottante da 310 mm Brembo
Posteriore: a disco in acciaio Nissin
Sistema Abs: Bosch

ALTRO
Controllo di trazione a 3 modalità
Display digitale
Euro 4
Prezzo: 13.690 euro FC

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