Diario di bordo dell’economia - Centro Studi Tagliacarne

Nuove imprese: con +4,12 rallenta il calo

2' di lettura

Le informazioni ottenibili dal Registro delle imprese delle Camere di commercio consentono, non solo di seguire le dinamiche di tipo congiunturale, ma anche di evidenziarne alcune caratteristiche strutturali. Alcuni di questi aspetti penalizzano il Sud (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna). Un elemento di criticità dell’area è rappresentato dalla modesta capacità attrattiva. Nel Sud solo il 16,8% dei titolari e soci di impresa è nato al di fuori dei confini della regione in cui opera (in Italia tale aliquota è quasi doppia sfiorando il 31%). In particolare, sembrano essere poco attrattive tutte e tre le regioni di maggiore dimensione, Campania, Puglia e Sicilia, con quest'ultima che si ferma ad appena il 13,9%. Altro punto dolente è la modesta presenza di start-up innovative, la cui presenza rispetto al complesso del tessuto imprenditoriale è di oltre il 25% inferiore alla media nazionale e diviene sempre più modesta via via che si scende lungo lo Stivale. Appare invece decisamente interessante la presenza di donne amministratici di impresa sul totale degli amministratori. Se la media di area è di fatto identica a quella nazionale (24,3%), molto interessante è la tendenza ad una presenza più nutrita nelle due isole maggiori, soprattutto in Sardegna dove si supera il 27%. Qualche preoccupazione, specialmente in chiave di tenuta futura del sistema imprenditoriale, desta l’età degli imprenditori (il 50,4% dei titolari e soci di impresa ha almeno 50 anni). Questo livello è più basso della media nazionale, ma appare comunque elevato soprattutto in relazione al tessuto demografico del Sud che è molto più giovane rispetto a quello del resto del Paese.

In termini congiunturali, neanche i primi nove mesi dell'anno hanno evidenziato quel processo di cessazione di impresa da tanti paventato: le imprese che hanno chiuso i battenti sono state 49.236 (ben 23.000 in meno rispetto all'analogo periodo del 2019 e 10.000 in meno rispetto al 2020). Continua quindi l’attesa da parte delle imprese che, dopo i vari sostegni dei mesi scorsi, vedono ora nuove possibilità dal Pnrrr. Il processo di creazione di nuova imprenditoria presenta una alternanza di luci e ombre. A livello complessivo il tasso di natalità è stato per il complesso dell'area di 4,12 imprese iscritte ogni 100 imprese registrate a inizio anno. Siamo leggermente al di sotto della media nazionale nonostante gli andamenti di Campania e Puglia, che sono la terza e la quarta regione maggiormente performanti del Paese, trainate dalla provincia di Lecce (seconda in Italia) e da quella di Caserta (sesta). Ma il Sud oltre che Campania e Puglia è anche Basilicata e Calabria che, con valori dell'indice ben al di sotto di 4 imprese iscritte ogni 100 esistenti a inizio anno, si collocano rispettivamente al penultimo e al quartultimo posto della graduatoria regionale della natalità imprenditoriale, condizionate dalle modeste performance della città metropolitana di Reggio di Calabria e di Matera.

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L’ANDAMENTO
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