Diario di bordo dell’economia

Nuove imprese, natalità ai livelli pre covid

di Centro studi tagliacarne

2' di lettura

I dati della demografia di impresa che nel 2020 avevano visto dei valori anomali rispetto agli andamenti storici pre-pandemia, sono tornati nel 2021 ad una relativa normalità per quanto riguarda le iscrizioni. Permane invece una certa atipicità delle cancellazioni in deciso calo, probabilmente per effetto delle misure messe in atto dal Governo. Il numero di cessazioni si è attestato a livello nazionale a quota 246.009, ovvero 27.000 cancellazioni in meno rispetto al 2020 e addirittura 80.000 in meno rispetto al 2019. Tale trend si manifesta anche in Lombardia sia pure con intensità decisamente minore, con una diminuzione fra 2020 e 2021 del 4,9% a fronte del -9,9% medio nazionale. Di maggiore robustezza appaiono, invece, le risultanze sui flussi di iscrizione che sono tornati vicini ai livelli del 2019. In particolare, in Lombardia il 2021 si è concluso con un totale di 57.177 iscrizioni, vale a dire il 19% in più rispetto al 2020 contro il 13,8% medio nazionale. La trasformazione di questi numeri assoluti in valori relativi, che consentono di paragonare le performance conseguite dai territori, evidenzia come la Lombardia sia stata nel 2021 la regione leader in Italia con un valore di 6,02 iscrizioni ogni 100 registrate a inizio periodo (il cosiddetto tasso di natalità). Una forte spinta alla nuova impresa è venuta da Milano (6,60, terzo posto fra le province italiane dopo Prato e Lecce) mentre il resto della regione si colloca invece quasi un punto al di sotto (5,64) nonostante risultati importanti conseguiti da Monza e della Brianza (6,27, settimo posto fra le province italiane) e Varese (6,07, nona). In particolare, la natalità imprenditoriale è stata particolarmente depressa in gran parte della fascia padana (con la parziale eccezione di Lodi) e in provincia di Sondrio. In termini di struttura imprenditoriale, la regione ha una forte presenza di società di capitale sia pure a macchia di leopardo con aree come Milano, Monza e della Brianza, Bergamo e Varese dove questa forma giuridica è molto presente a differenza di quanto accade ancora una volta nella fascia padana e in provincia di Sondrio. Nel corso del 2021 il ruolo della città metropolitana sembra essersi ulteriormente accentato. Infatti, la natalità di questa tipologia di impresa è stata consistente solo a Milano e decisamente sottotono altrove (6,69 nella città metropolitana e 5,87 nel resto della regione) con sei province che si collocano tutte nelle ultime 26 posizioni della classifica provinciale italiana per tasso di natalità di questo tipo di forma giuridica tra cui ancora una volta si segnalano le province della fascia padana (con l’eccezione di Cremona) e Sondrio. Non va infine sottovalutata la quota di società di capitale che si trovano in scioglimento/liquidazione o procedura concorsuale. Un fenomeno che appare molto significativo proprio nella città metropolitana con quasi una società su sei in questo stato (decimo posto fra le province italiane maggiormente in difficoltà in questo senso).

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