Diario di bordo dell’economia

Nuove imprese, rovigo e udine soffrono ancora

di Centro studi Tagliacarne

2' di lettura

I dati della demografia di impresa che nel 2020 avevano presentato dei valori anomali rispetto alle consuetudini, nel 2021 sono tornati ad una relativa normalità almeno per quanto concerne le iscrizioni. Mentre permane una certa atipicità delle cancellazioni, ancora in deciso calo, probabilmente per effetto delle misure messe in atto dal Governo. Il numero di cessazioni si è attestato a livello nazionale a quota 246.009, il che equivale a dire 27.000 cancellazioni in meno rispetto al 2020 e addirittura 80.000 in meno rispetto al 2019. Questo ridimensionamento si manifesta anche nel Nord-Est (province autonome di Bolzano/Bozen e Trento, Veneto e Friuli-Venezia Giulia) in una misura molto simile a quella media nazionale (-10,0% contro -9,9). Più robuste appaiono, invece, le risultanze sui flussi di iscrizione che sono tornati vicini ai livelli del 2019, con ritmi più sostenuti rispetto al complesso del paese (+14,6% contro +13,8% per un totale di 36.238 iscrizioni). Flussi trascinati dal Friuli-Venezia Giulia (quarta regione italiana per tasso di incremento grazie anche al ruolo esercitato da Gorizia). Va però detto che le iscrizioni sembrano crescere poco rispetto alle potenzialità imprenditoriali dell’area. Il tasso di natalità del Nord-Est (numero di iscrizioni per 100 imprese già presenti a inizio anno) si è fermato a quota 5,24, vale a dire 2 decimi di punto al di sotto della media nazionale. E questo è accaduto nonostante Bolzano e Trento abbiano chiuso con un bilancio di 5,50 e la provincia di Trieste abbia avuto un indice di 6,48 che la rende la quarta migliore. Mentre Rovigo e di Udine si sono manifestate tra le realtà più deludenti d’Italia, con l’area gravitante intorno al Delta del Po che ha evidenziato i risultati più bassi di tutto il Nord (4,33). All’interno del mondo imprenditoriale fatica ancora ad imporsi la società di capitale. Una forma gestionale che caratterizza appena il 26,2% delle imprese dell’area (in Italia oramai siamo prossimi al 30%) e che appare decisamente minoritaria nelle due province autonome. Province autonome, però, che nel 2021 hanno evidenziato un vero e proprio boom di iscrizioni di questo tipo di imprese con un tasso di natalità di 7,67, superiore di quasi 1,6 punti rispetto alla media dell'area (6,18) di 1,6 punti e di 2,2 punti il Friuli-Venezia Giulia che ha palesato uno scarso interesse (tasso di natalità pari a 5,42 terzultimo valore più basso fra le regioni italiane). Al di là delle evoluzioni demografiche le società di capitale del Nord-Est godono di uno stato salute buono, se per stato di salute intendiamo le imprese che non si trovano in procedura concorsuale o scioglimento/liquidazione. La quota di imprese in forma di capitale che si trova in questa condizione è solamente del 10,5% (Italia 13,3%), con le due province autonome e il Friuli-Venezia Giulia che si collocano rispettivamente al primo e al terzo posto della classifica delle regioni italiane a minore intensità del fenomeno con valori pari a 6,9% e 9,9%.

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