Diario di bordo dell’economia - Centro Studi Tagliacarne

Nuove imprese, triveneto ai livelli pre covid

di Barbara Ganz

2' di lettura

I tratti strutturali dell’imprenditoria del Nord-Est, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, appaiono simili a quelli di altre zone del Paese, ovvero un tessuto molto orientato verso la piccola impresa. Due soli dati bastano a dare la cifra del fenomeno: la quota di società di capitali dell’area (composta da quello che comunemente viene definito Triveneto) si ferma a quota 25,8%, quasi 4 punti in meno della media nazionale. In particolare, tale incidenza (comunque minore della media nazionale in tutte le regioni) presenta valori molto deboli in Trentino-Alto Adige dove a stento supera il 20%.

All’interno di questo modello basato sulla piccola impresa si evidenzia una decisa presenza della componente artigiana che raggiunge le sue vette più elevate nel Friuli-Venezia Giulia con un’incidenza del 27,3% (oltre 6 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale) contribuendo significativamente a collocare la regione al terzo posto in Italia per vocazione artigiana. In altri territori italiani ad una caratterizzazione così spiccata verso il modello artigiano corrisponde anche una imprenditoria particolarmente diffusa. Ma nel Nord-Est non è così.

Loading...
LA FOTOGRAFIA
Loading...

Proprio nel Friuli-Venezia Giulia, ad esempio, il rapporto fra imprese registrate e popolazione 15-64 anni è il più basso di tutto il Paese, con un livello di 13,7 imprese ogni 100 abitanti contribuendo in maniera decisiva a deprimere il tasso di diffusione imprenditoriale di tutto il Nord-Est. I primi sei mesi del 2021 hanno sancito la ripresa della natalità imprenditoriale, dopo il forte calo registrato nel 2020 avvenuto soprattutto nei mesi del lockdown più duro. Il numero di iscrizioni di impresa nel primo semestre si è attestato nel Nord-Est a quota 21.284, simile a 22.375 di 24 mesi fa e decisamente maggiore alle 17.537 aperture di gennaio-giugno 2020. Non si tratta però di numeri particolarmente eclatanti e la riprova di questa affermazione è nell’indicatore denominato tasso di natalità imprenditoriale, che misura quante imprese nascono in un determinato periodo rispetto a quelle registrate all’inizio dello stesso. Questo indice evidenzia una lieve debolezza nel Nord-Est rispetto all’Italia (3,08 contro 3,17) che, però, è estremamente accentuata nel Veneto e nel Friuli-Venezia Giulia, con quest’ultima fanalino di coda di tutta l'Italia Settentrionale per intensità di nascite (2,94). Il Friuli-Venezia Giulia ha peraltro evidenziato una decisa dicotomia fra la zona friulana (connotata da scarsa natalità) e quella veneto-giuliana con Trieste che è la terza provincia italiana per maggior livello di natalità (3,83). Per quanto concerne le altre due regioni, non esistono province con livelli di natalità particolarmente marcati, ad eccezione di Rovigo che con un indice di natalità di appena 2,38 è la seconda provincia italiana dopo Messina per minor livello di natalità.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti