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Nuove mode: ora i privati scelgono di acquistare i gioielli in asta

di Stefano Cosenz


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7' di lettura

Il mercato delle aste di gioielli e orologi sta cambiando i suoi tratti distintivi, Lo spiega Vittoria Bianchi, ad di Faraone Casa d'aste, che il 6 maggio ha organizzato a Milano la prima delle due sue aste annuali: “Eravamo abituati a un'affluenza sempre crescente da parte d privati ai nostri precedenti appuntamenti, ma non ci aspettavamo un ruolo così determinante all'asta primaverile, solitamente presidiata da commercianti. Questo è un segnale positivo, una soddisfazione e una lode di professionalità a tutto il mio team”. Collezionisti, professionisti incuriositi dalla selezione di orologi e clienti privati in cerca di un affare, volti sempre nuovi e in numero esponenziale hanno cominciato ad affiancare i commercianti che avevano da sempre il posto in prima fila nelle due aste annuali di maggio e novembre. Nelle aste primaverili del settore hanno dominato i diamanti e le pietre di colore di grande caratura e pregiate miniere, le creazioni orafe della grandi maison, i gioielli vintage, i gioielli d'artista, mentre tra gli orologi, oltre ai Rolex e ai Patek, si fanno strada i rari Omega.

Brillano in asta gli investimenti privati

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Conviene acquistare gioielli e orologi attraverso l'asta. Nella vendita di Faraone Casa d'aste organizzata come sempre al Four Seasons Hotel di Milano e che ha totalizzato 703.067,60 euro, il 50% degli acquisti è stato compiuto da 31 privati ed il resto da solo sette commercianti, a conferma che l'acquisto di gioielli e orologi attraverso il martello è conveniente per un pubblico più ampio e non solo esclusivo degli operatori di settore, in particolare nei confronti di soggetti che non hanno esperienza approfondita nel settore e che hanno bisogno si sentirsi sicuri nei loro investimenti. Nella tornata dedicata agli orologi, il banditore Luciano Carnaroli ha aggiudicato un “Rolex Cioccolatone” del 1945 Ref. 4645 con cassa e bracciale in oro rosa per un valore di 14.500 euro contro i 9mila del valore di partenza, in favore di un offerente al telefono. Una vendita che ha confermato positivamente l'intuizione della casa d'aste di dedicare agli orologi un apposito spazio con un proprio banditore. Nella parte dedicata ai gioielli, la banditrice Patrizia di Carrobio ha decretato la vendita di un diamante taglio marquise, colore D e purezza VVS2, da 4,98 carati, con certificato GIA, al centro di una serie di rilanci tra commercianti in sala e al telefono, per un valore finale di 90mila euro in favore di un'offerta scritta proveniente dagli Stati Uniti e recapitata poche ore prima dell'inizio della tornata.

Un trend positivo che prosegue da inizio anno. A marzo, il 26, Aste Bolaffi di Torino aveva organizzato a Milano, al Grand Hotel et de Milan , un'asta di gioielli con un fatturato di 1 milione di euro e un tasso di lotti venduti superiore all'80%. Top lot, il prestigioso anello con uno “zaffiro blu Ceylon” di 18,39 carati e due diamanti triangolari di 3,85 carati aggiudicato per 131mila euro. Ottimi i risultati in particolare per i diamanti, i gioielli antichi e le perle naturali, tra cui un diamante taglio “Vecchia Europa” di 8,24 carati (realizzo 50mila euro) e un diamante di taglio rotondo di 5,70 carati (realizzo 37.500 euro).
Molto contesa la parure in diamanti, coralli e zaffiri composta da anello, spilla, orecchini e bracciale con motivi naturalistici (realizzo 21.250 euro) e, nell'ambito dei gioielli d'artista oggi ambiti dal collezionismo internazionale, il girocollo con grande pendente rotondo ornato da elementi meccanici in oro giallo, unicum del celebre scultore italiano Umberto Mastroianni che appartiene al momento del “macchinismo fantastico” (stima 5.500 euro, realizzo 9.400 euro).Fu nel lontano 1969, nella Sala Bolaffi, che venne organizzata la prima rassegna del gioiello d'arte firmato e dove vennero esposti anche i gioielli di questo artista.
L’8 aprile è stata la volta di un'altra aste di Aste Bolaffi, dedicata agli orologi, svoltasi sempre a Milano con un fatturato di 780mila euro e un tasso di lotti venduti superiore al 97%. Tra i 150 esemplari blasonati offerti in catalogo, un “Rolex Submarine James Bond” 6538 è stato aggiudicato, dopo decine di rilanci, per 147mila euro da una base di 30mila.

Il 12 aprile, è stata la volta di International Art Sale di Milano con una vendita di gioielli e orologi che ha fatturato 1.042.000 e col 72% di lotti venduti. Tra gli orologi, un Patek Philippe “Aquanut” è stato aggiudicato a 28mila euro. Tra i gioielli, una collana in diamanti è stata aggiudicata a 109.472 euro, un anello Cartier con zaffiro da 9,50 carati a 94.540 euro, mentre una spilla di Cusi con smeraldo centrale e diamanti è stata aggiudicata a 76.640 euro. Gianfranco Saccucci, amministratore unico, ha commentato: “i compratori, per i beni di maggior pregio, come di consuetudine in questi ultimi anni, sono sempre clienti esteri, americani, inglesi e per i diamanti gli israeliani”.

Nella seconda metà di maggio si sono intensificate le aste in questi due settori.
16-17 maggio: Il Ponte Casa d'aste ha organizzato a Milano una vendita di gioielli con un fatturato di 2.725.000 euro, 84% di lotti venduti e 137% del battuto sul venduto. Forte la partecipazione in sala, ai telefoni e online, e soprattutto da parte di un pubblico internazionale. Tra le pietre top lot: un rubino di 2,90 carati, montato su un anello con due diamanti a mezza luna, firmato Bulgari e venduto a 375mila euro: “Non si conoscono risultati di tale valore per queste dimensioni”, ha dichiarato Luca Ghirondi, direttore del dipartimento. Ambite le pietre di pregiate cave e grande caratura: uno zaffiro Kashmir ovale di 7,546 carati è stato venduto a 175mila euro, mentre uno smeraldo colombiano ottagonale di 9,10 carati è stato battuto per 137.500 euro. Sono stati esitati tre importanti collier, tra cui uno in oro bianco e diamanti rotondi, rifinito con tre zaffiri a cuscino per complessivi 1,60 carati venduto per 125mila euro.

Il 22 maggio Wannenes ha totalizzato sempre a Milano, piazza principale per il settore, nell'asta di gioielli 697.639 euro con un tasso di lotti venduti del 55,2% e del venduto sul valore del 174,8%. Top lot, un anello in platino, “zaffiro Ceylon” taglio ottagonale di 23,50 carati, non trattato termicamente, certificato Cisgem, affiancato da diamanti taglio baguette disposti asimmetricamente, aggiudicato a 106.350 euro, seguiti da una collana e orecchini in oro, platino, zaffiri, smeraldi, rubini e diamanti firmati Webb, battuta a 37.600 euro. Tra gli orologi, un magnifico esemplare del “Rolex 2508” del 1935 con quadrante nero e grafica oro, il primo cronografo della maison svizzera con fondello a pressione e 2 tasti cronografici esitato a 53mila euro. Angelo Piccini, direttore del dipartimento orologi, evidenzia che la sua rarità è dovuta dal fatto che: “la carrure e la lunetta liscia non erano impermeabili, ragione per cui ci sono giunti pochi orologi in buone condizioni e quindi l'eccellente risultato di questo esemplare è la logica conseguenza di un perfetto stato del lotto”.

Il 23 maggio Cambi Casa d'aste ha organizzato a Milano un'asta di gioielli con un risultato di 1.567.000 euro e l'85% del venduto sul valore. Il top lot è stato il “Solitaire taglio brillante da 6,74 carati” che ha visto una gara accesissima tra diversi bidder nazionali ed internazionali: da un prezzo base di 80mila euro è stato venduto al telefono per 263mila euro, triplicando abbondantemente la stima iniziale. Parimenti, il bracciale con diamanti taglio smeraldo per 40,20 carati di Horowitz per Harry Winston, partito da una stima di 35-45mila euro, è stato aggiudicato per 144mila euro, mentre l'anello con “zaffiro Sri Lanka” da 10 carati, stimati 25-30mila euro ha raggiunto un realizzo di 68mila euro.

Ancora in questa ricca tornata di incanti, il 16-25 maggio l'asta di orologi moderni e d'epoca di Meeting Art a Vercelli ha totalizzato 1.725.150 euro per il 69,61% di lotti venduti. Molti i marchi leader delle vendita. Un “Rolex Oyster Cosmograph Daytona Sigma Strett ref.6263” del 1972 in acciaio con lunetta nera e scala tachimetrica smaltata è stato battuto per 56mila euro contro una base di 30mila. Un “Patek Philippe Geneve Ref. 3970” con cronografo e calendario perpetuo con fasi lunari, in oro bianco del 1992 è stato aggiudicato per 65mila euro. Un esemplare dell'”Omega Watch Cronografo” del 1939, C9174107, in metallo con pulsanti rotondi, è passato di mano per 68mila euro.

Il 29 maggio due le vendite da Pandolfini di Firenze - una di gioielli (82% di lotti venduti e 164% delle stime) e la seconda di orologi da polso e da tasca (82% di lotti venduti e 116% delle stime) - hanno totalizzato assieme circa 4milioni di euro. Grande affluenza di pubblico, più di 1.000 collegamenti telefonici e partecipazione sulla piattaforma Pandolfini Live da ogni parte del mondo, Hong Kong, Svizzera, Stati Uniti e Regno Unito. Tra i gioielli, hanno brillato i diamanti, come un anello “Bulgari” con un diamante taglio brillante di 6 carati e con pavè di diamanti per altri 5 carati aggiudicato per 131mila euro e un “solitaire” da 4,71 carati montato da “Chantecler Capri” che ha chiuso a 85mila euro più che raddoppiando la stima. Successo per le pietre di colore, come uno zaffiro di Ceylon “Sugar Loaf” da 15 carati affiancato da due diamanti taglio cuscino che da 6mila euro di stima ha chiuso a 30mila euro. Tra gli orologi, interesse per il marchio italiano “Panerai” che ha brillato con lo storico “Radiomir Militare” aggiudicato per 85mila euro.

Infine il 29-30 maggio la prima asta di Finarte di gioielli, orologi, argenti nella nuova sede milanese i via Paolo Sarpi 6 ha totalizzato oltre 1 milione di fatturato. Per la prima volta da Finarte i clienti hanno potuto partecipare sia dalla sala di Milano che da quella di Roma, in Piazza SS.Apostoli, tramite collegamenti audio e video. Tra le aggiudicazioni spiccano i diamanti di grandi carature, tra cui una pietra di 7,70 carati aggiudicata per 41.250 euro. Successo per i gioielli vintage, come una spilla in platino e diamanti datata 1925 che da una stima di 3mila euro è stata aggiudicata per 20mila. Ambiti anche i gioielli di corallo, come una collana in corallo rosso a sei fili aggiudicata a 11.250 euro. Tra gli orologi, un Patek Philippe ref 5035R è stato aggiudicato a 11.250 euro.

Gioielli esclusivamente online. Curio , la prima ed unica casa online italiana dedicata esclusivamente al gioiello, ha organizzato ad aprile una nuova interessante asta con 261 lotti in catalogo, di cui ben 91 gioielli antichi, provenienti da una ricca collezione veneziana: un anello in solitario in oro e con diamante taglio smeraldo è stato venduto a 15mila euro, mentre un particolarissimo bracciale rigido realizzato come un serpente a due teste con piccoli rubini di marchio egiziano di Alessandria d'Egitto con lettera d'inizio XX secolo ha cambiato proprietario per 3.600 euro. I visitatori web della vendita hanno quasi raggiunto le 5.300 unità, di cui oltre 4.500 dall'Italia, il resto dal Regno Unito, Francia, Israele, Canada, Corea, Svizzera, Irlanda e Belgio. I lotti della Casa sono il risultato di giornate di valutazione effettuate dallo staff nelle più importanti città italiane.

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