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Nuove vette per il segmento aste in Francia

Le dinamiche macroeconomiche e la guerra sfiorano ma non incidono sui risultati dei big internazionali presenti che chiudono il 2022 con un volume d'affari aggregato in crescita a 1,2 miliardi di euro

di Maria Adelaide Marchesoni

4' di lettura

Il mercato dell'arte in Francia nel 2022 ha goduto di un'ottima salute nonostante la guerra, la crisi economica e il timore di una recessione globale. Inflazione e guerra in Ucraina non hanno avuto alcun impatto sulle aste e le case d'asta internazionali presenti a Parigi hanno registrato risultati in crescita mediamente compresa tra il 10% e il 20% raggiungendo un volume d'affari aggregato pari a circa 1,2 miliardi di euro. Nel primo semestre la crescita era già stata evidente con un totale cumulativo di 665,5 milioni di euro, superiore al 30% rispetto al 2021. Gli aumenti registrati nel 2022, come era immaginabile aspettarsi, sono stati inferiori a quelli del 2021 quando le aste erano tornate a crescere dopo il rallentamento dovuto alla pandemia.

Parigi conferma ancora una volta di poter continuare a guadagnare quote di mercato nella mappa globale dell'arte a discapito di altre piazze, come Londra e Milano. Lo sviluppo ha interessato categorie collezionistiche ormai un po' dimenticate come per esempio, i mobili antichi dell’Hôtel Lambert che con 75,8 milioni di euro hanno stabilito il record per una vendita di arti decorative francesi organizzata da Sotheby’s lo scorso ottobre. Anche i dipinti di antichi maestri hanno superato le previsioni: a fronte di un’offerta ridotta la domanda, anche se concentrata su un numero minore di acquirenti, ha ripreso a intensificarsi.

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I big internazionali

Se dovessimo fare una classifica dei turnover in asta la pole position spetta a Christie's che ha raddoppiato il volume d'affari rispetto al 2019 raggiungendo 492 milioni di euro con una crescita del 20% rispetto al 2021 a fronte di un numero di vendite diminuito da 52 a 45. E il 57% dei lotti è stato venduto al di sopra della stima massima, il numero di opere scambiate sopra il 1 milione di euro è passato da 55 a 80 con il top lot la “Femme qui marche” di Alberto Giacometti, venduto per 27,2 milioni di euro, record d’asta in Francia. Tra le collezioni private è stata venduta la Collezione Jacqueline Matisse-Monnier (6° collezione nella classifica mondiale di Christie’s - 40,5 milioni di euro) e quella di Hubert de Givenchy (5° i classifica - 118,1 milioni di euro). Infine la vendita di Avant-Garde(s), che comprendeva una sezione dedicata all’arte italiana, ha stabilito un nuovo record per un'asta di questo tipo realizzando 66,8 milioni di euro durante Paris+ Art Basel. Sul versante clientela, l'audience in asta proveniva da 85 paesi, circa un quarto sono nuovi clienti di cui più di un terzo ha un'età inferiore ai 40 anni.

I top lot battuti in Francia

I top lot battuti in Francia

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Sotheby's ha evidenziato un turnover in crescita del 6% a 449 milioni di euro al quale ha contribuito la vendita dell'Hôtel Lambert, con oltre 1.100 lotti che hanno totalizzato 75,8 milioni di euro (ben oltre dei 50 milioni delle stime). La collezione apparteneva alla famiglia reale del Qatar, lo sceicco Abdullah bin Khalifa Al Thani, e il ricavato è andato a sostegno della Al Thani Collection Foundation, un’organizzazione no-profit che promuove l’arte e la cultura. È ancora una collezione, quella di David M. Solinger, che nell'asta serale Art Contemporain ha riunito opere di maestri della seconda metà del XX secolo come Georg Baselitz, Sam Francis e Pierre Soulages, ha realizzato un controvalore pari a 10 milioni di euro. Anche nel 2022 è continuato il successo della vendita della Collezione Dorothée Lalanne che ha realizzato 48 milioni di euro raddoppiando la stima massima. In totale, la Collezione Dorothée Lalanne ha raccolto più di 129 milioni di euro, diventando così l’importo più alto per una collezione venduta in Francia in più di un decennio.

Artcurial

Artcurial ha realizzato 132 vendite per un totale di 216,5 milioni di euro, il 28% in più rispetto al 2021, segnando 39 record, tra cui quello per “Le panier de fraises des bois” di Jean-Siméon Chardin, venduto per 24,4 milioni di euro. Il giro d'affari è generato per il 31% dal dipartimento Arts du XX e XXI secolo, il 28% dall'arte de XIX secolo e stessa percentuale per la divisione auto d'epoca e infine il 13% dal lusso. Nell'anno Artcurial ha realizzato l’acquisizione e/o la prelazione di 42 lotti da istituzioni museali, tra cui il Ritratto di Catherine Duchemin, scuola francese del XVII secolo, che è stato acquisito dall’istituzione pubblica del Château, du musée et du domaine national de Versailles, per 301.760 euro. Infine, sono state disperse 118 collezioni private, tra cui quella di Robert William Burke, che presentava quasi 300 opere che coprivano diversi secoli di storia dell’arte, tra cui “Warren” di Andy Warhol, venduto per 459.200 euro. Per il dipartimento Arte Moderna e Contemporanea segnaliamo la vendita di un dipinto di Pierre Soulages della collezione S chwartz-Sterngold per 2,7 milioni di euro, seguito da “Printemps au bord du Loing” di Alfred Sisley, aggiudicato per 1,22 milioni di euro. Nell'Art Déco/Design importante la vendita di un ensemble di Jean Royère per 1.679.360 euro che comprendeva il divano “Boule”, noto anche come “Orso Polare”, creato nel 1947.

Bonhams

La crescita del 51% a 92,2 milioni di euro del volume d'affari è il risultato dell'espansione in Francia di Bonhams con l'acquisizione di Cornette de Saint Cyr, focalizzata sull'arte contemporanea e il design. Le due case non hanno lo stesso peso: Cornette de Saint Cyr ha due sale di vendita, a Parigi e Bruxelles, e un fatturato a fine 2021 pari a 35 milioni di euro. L’acquisizione fa parte della più ampia strategia di espansione di Bonhams che ha portato avanti nel corso del 2022 quando ha rilevato tre case d’asta: Skinner a Boston, Bukowskis in Svezia e Bruun Rasmussen in Danimarca, ognuna delle quali domina il proprio mercato nazionale.

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