IMMOBILIARE

Nuove vie da esplorare con l’equity crowdfunding

di D.R.


1' di lettura

Cresce l’attenzione degli investitori verso l’equity crowdfunding del real estate. In Italia il settore debutta nel 2017 con il lancio della prima piattaforma dedicata, Walliance, che ha raccolto investimenti per 11,2 milioni di euro, conta 20mila utenti profilati e 10 progetti sviluppati, con un ticket medio per investimento pari a 9.800 euro, e si appresta a ultimare il processo di autorizzazione in Francia. Sempre nel 2017 si apre al mercato italiano Housers, piattaforma spagnola di lending crowdfunding, e ottiene l’autorizzazione Consob Concrete, portale di real estate equity crowdfunding.

Il Real estate crowdfunding report 2017 del Politecnico di Milano, commissionato da Walliance, evidenzia come al 30 giugno 2018 siano stati investititi in Italia 8,61 milioni di euro. «Si tratta di strumenti che consentono di diversificare in un settore noto all’investitore retail medio, - spiega Giovanni Cucchiarato, partner dello studio legale Dwf – con un profilo di rischio relativamente basso e prospettive di exit che si attestano tra i 18 e i 36 mesi».

La possibilità di investire anche somme ridotte favorisce l’accesso di investitori retail, ma si punta anche più in alto. Determinante è la collaborazione con alcune Sim per l’uso delle reti di consulenti finanziari, «che – aggiunge Cucchiarato – consente la diffusione di questa forma di investimento presso una platea di utenti più ampia, con una maggiore capacità di investimento. Inoltre, permette alle piattaforme di raggiungere un pubblico diverso dai Millennials, favorendo il superamento del digital divide che caratterizza gli investitori meno giovani».

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