art nouveau

Nuovi capitali (e soci) per la premiata fabbrica di mattonelle Tessieri

di Silvia Pieraccini

2' di lettura

Da quando è stata fondata - a Lucca nel 1902 - non ha mai spesso di produrre mattonelle per pavimenti: sempre con la stessa tecnica, sempre con gli stessi stampi usati per creare i decori dello stile Art noveau (colando all’interno i colori dalle formule segrete). Sempre (e solo) a mano, con una dedizione e una qualità fuori dal comune.

Ora la “premiata fabbrica di mattonelle” Tessieri - uno scrigno di fascino e antico saper fare - trova un futuro. A fianco di Pier Giorgio Tessieri, pronipote del fondatore che ha rilevato la piccola azienda due anni fa da un parente, sono appena entrati nel capitale tre imprenditori e manager lucchesi di successo, suoi amici di lunga data: Alessandro Mennucci, titolare della Toscotec, azienda leader nelle macchine per la carta; Manuel Vellutini e Marco Pierallini, vicepresidenti esecutivi di Tagetik, l’azienda lucchese di software per l’impresa di cui erano anche azionisti (insieme ad altri) fino a due anni fa, quando è stata venduta (per 300 milioni di euro) alla multinazionale olandese Wolters Kluwer.

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Tessieri, Viaggio nel (piccolo) regno delle mattonelle fatte a mano

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L’ingresso dei nuovi soci è avvenuto attraverso un aumento di capitale da 700mila euro che ha diluito la quota di Tessieri:  l’erede del fondatore adesso ha il 52%, gli altri il 16% ciascuno. L’iniezione di finanziamenti servirà per costruire lo sviluppo: ristrutturare la fabbrica lucchese con l’inserimento di nuove macchine per pressare la graniglia e la pasta di cemento; aprire un piccolo museo aziendale della mattonella; aumentare i dipendenti (oggi 7); organizzare la distribuzione. Con un punto fermo: la produzione dovrà rimanere artigianale, perché il valore aggiunto delle mattonelle Tessieri, amate da personaggi dello spettacolo come Roberto Benigni e Bernardo Bertolucci e da capitani d’industria, secondo i soci consiste proprio in questo.

«Vogliamo far crescere il brand ma senza fare produzioni industriali - dicono i soci mostrando i cataloghi delle mattonelle che risalgono agli anni Venti - e vogliamo far conoscere nel mondo un’eccellenza fatta da artisti-artigiani».

Per adesso la distribuzione parte da Lucca e dalla Toscana, ma approderà presto a Milano, Roma e Venezia. «Stiamo valutando anche la possibilità di fare nuovi disegni con designer famosi che possano aprirci il mercato internazionale», spiegano i soci che quest’anno prevedono 500mila euro di ricavi. Ma per loro, fortemente legati al territorio, la possibilità di far risorgere un marchio storico e di farlo conoscere senza confini è un orgoglio, prima che un business.
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