natura social

Nuovi hobby metropolitani: il birdwatching sul balcone

Con il lockdown non sono pochi quelli che, attratti dal canto dei volatili, hanno iniziato a dedicarsi alla pratica antica dell’osservazione. Complice l’isolamento ma anche la tecnologia

di Cristina Piotti

default onloading pic

Con il lockdown non sono pochi quelli che, attratti dal canto dei volatili, hanno iniziato a dedicarsi alla pratica antica dell’osservazione. Complice l’isolamento ma anche la tecnologia


2' di lettura

Nel mezzo del lockdown, il primo suono a risaltare nel silenzio delle città ferme è stato il richiamo dei volatili. E non sono pochi quelli che, attratti dal loro canto, in ogni parte del mondo, hanno iniziato a dedicarsi alla pratica antica di un'osservazione silenziosa, limitata a un balcone o a una finestra, ma facilitata dagli smartphone. Sono molte le versioni “piumate” di Shazam, come l'app (attiva per flora e fauna) iNaturalist, che in occasione della quarantena ha lanciato la versione “casalinga” Never Home Alone: The Wild Life of Homes. Un prontuario online tra i più usati al mondo è poi eBird, del Cornell Lab of Ornithology di New York, che propone una lista delle specie più comuni a seconda delle aree e delle nazioni di osservazione.

In Italia, Lipu ha lanciato #Vistidacasa, progetto supportato da oltre trenta associazioni ornitologiche e zoologiche per favorire l'osservazione e l'inserimento nel database online di Ornitho.it (o tramite l'app NaturaList) di tutte le specie di uccelli selvatici distinguibili nei dintorni delle nostre abitazioni, ma anche di altre specie di mammiferi, anfibi, farfalle o coleotteri identificabili in città: oltre 300mila fotografie e file audio sono già a disposizione degli appassionati in cerca di risposte.

Per chi non distingue un cardellino da una capinera, l'alternativa è entrare nel gruppo Facebook di Ebn Italia, associazione che permette a chiunque di postare immagini delle specie osservate per chiedere ad appassionati ed esperti consigli e indicazioni più specifiche. Nel pieno del lockdown, l'associazione ha dato vita alla campagna digitale “Birdwatching a km Zero”, sulla scia di un trend mondiale: a Melbourne, in Australia, il movimento online #birdthefeckathome incoraggiava le persone a registrare gli avvistamenti nei cortili; nella capitale indiana Nuova Delhi, l'aria straordinariamente salubre ha permesso l'avvistamento di un numero inaspettato di specie, tanto da spingere il più importante gruppo di birdwatchers del Paese, Indian Birds, a lanciare la campagna social #BalconyBirding.

Il movimento ha così ingrossato le sue fila in tempo per la stagione migliore per le osservazioni, quella di maggio: terminato il silenzio forzato, per non perdere le buone abitudini, ai neo-appassionati sono state suggerite tante strade per tenersi in allenamento, come l'osservazione virtuale tramite le “live cams”: dirette streaming dalle oasi ornitologiche tra Texas e Bermuda.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti