Italia

Nuovi investimenti per rinnovare le imprese inquinanti e raggiungere la neutralità carbonica


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(Adobe Stock)

3' di lettura

Nell'ambito del trilemma energetico (l'insieme di sicurezza energetica, accesso a basso prezzo e sostenibilità ambientale), ci siamo concentrati sull'obiettivo di aumentare la sostenibilità ambientale dei processi produttivi delle imprese che fanno parte del European Union Emission Trading System (Ets). Il sistema si basa sull'approccio “cap and trade”: a ogni emettitore di CO2 dei settori coinvolti (industria pesante, elettricità, aviazione) viene imposto un limite annuale di emissioni, a cui corrisponde un certo ammontare di permessi concessi, i quali possono essere venduti sul mercato nel caso in cui le emissioni siano inferiori al limite imposto.

Il sistema Ets si è dimostrato efficace nel promuovere una progressiva riduzione delle emissioni e nel premiare le imprese a minor impatto ambientale. Tuttavia, non ha adeguatamente incentivato l'innovazione dei processi produttivi nelle imprese le cui emissioni eccedono il limite consentito. Infatti, queste ultime non hanno l'incentivo o la possibilità economica di sostenere i costi di innovazione dei loro impianti produttivi e preferiscono piuttosto acquistare i permessi in eccesso. Il sistema Ets, non stimolando l'innovazione tecnologica di queste aziende, genera una riduzione delle emissioni inferiore a quella potenziale.

Il nostro obiettivo è quello di portare anche le imprese ad alto impatto energetico a intraprendere il processo di transizione energetica così da ottenere una maggiore riduzione delle emissioni inquinanti. Questo intervento permetterebbe, inoltre, di preservare la concorrenza in questi settori evitando l'uscita dal mercato di imprese che altrimenti diverrebbero troppo inefficienti. La nostra policy propone di lasciare invariato il meccanismo degli Ets e di aggiungere, per le imprese che eccedono i limiti delle emissioni, un vincolo a prendere parte a un programma di transizione energetica. Il programma prevede la cooperazione tra le imprese che necessitano di un efficientamento energetico e i centri di ricerca che detengono il know-how necessario per ridurre l'impatto ambientale dei processi produttivi industriali.

Inoltre, per quanto riguarda le imprese a rischio carbon leakage tra le partecipanti al sistema Ets, la concessione delle free allowances per il periodo 2021-2030 sarà vincolata alla partecipazione al programma di innovazione energetica.

Quando l'impresa accede al programma di innovazione viene elaborata una stima del costo complessivo dell'innovazione dei suoi processi produttivi. Tale ammontare verrà finanziato in parte dall'impresa stessa (25%) e in parte tramite un finanziamento (75%), che andrà poi rimborsato sulla base di un piano di restituzione specifico. I fondi necessari per erogare il finanziamento possono essere ottenuti dalla riallocazione di fondi già esistenti: in parte dai fondi strutturali europei come Horizon Europe e Ner300 e in parte dai ricavi che ogni stato membro ottiene dalla vendita annuale dei permessi.
Alla fine del processo l'azienda avrà sostenuto l'intero costo di ammodernamento dei suoi impianti: si eviterebbe così di incentivare le aziende che non prendono parte al programma a sforare i limiti delle emissioni.
I costi da noi stimati per un intervento che permetta di innovare gli impianti produttivi in modo da raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 ammontano a 18 miliardi all'anno, calcolati in ottica cautelativa.

La policy proposta procurerebbe benefici a tutti gli stakeholders coinvolti. Infatti, le imprese interessate avrebbero la possibilità di dilazionare l'investimento necessario all'innovazione dei loro processi produttivi. La Commissione europea otterrebbe una più rapida riduzione delle emissioni di CO2 grazie al maggior livello di innovazione tecnologica dei settori coinvolti. I centri di ricerca inclusi nel programma vedrebbero aumentare il numero di progetti assegnati e con questi i fondi ricevuti.
Infine, si contrasterebbe il fenomeno del carbon leakage, evitando che la minaccia del trasferimento della produzione si tramuti in una libera concessione di emissioni.

Questa proposta è stata realizzata da Lorenzo Benedetti, Federica Dalponte, Giuseppe Pilato e Annachiara Tanzarella, per il tema “energia e ambiente”.

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