italia fase 3

«Nuovi layout per gestire l’emergenza»

Nuovi spazi recuperati in azienda rivedendo il lay-out. E accordi con gli spedizionieri, per accogliere le linee.

Luca Orlando

Nuovi spazi recuperati in azienda rivedendo il lay-out. E accordi con gli spedizionieri, per accogliere le linee.


2' di lettura

Tra i tanti problemi che Ficep ha dovuto affrontare nel lockdown l’aspetto logistico è stato senza dubbio uno dei più critici. Dove mettere infatti i maxi-impianti di stampaggio a caldo e di carpenteria metallica pronti per la spedizione? Problema non banale per chi piazza oltreconfine l’85% del proprio output, con il blocco dei viaggi e della mobilità personale ad inchiodare le linee finite del gruppo lombardo (500 addetti e 125 milioni di ricavi), creando difficoltà sia in termini logistici che finanziari. «Tra ridisegno interno degli spazi e accordi con i partner – spiega l’ad Barbara Colombo – siamo riusciti a liberare le nostre linee di assemblaggio, che diversamente non avrebbero potuto operare. Le spedizioni ora sono riprese anche se il nodo sui pagamenti resta, in attesa dell’installazione finale. Che a seconda degli accordi sblocca dal 10 al 30% della commessa, tema che stiamo seguendo giorno per giorno, monitorando l’andamento dei flussi di cassa».

Il crollo delle vendite di marzo e aprile ha penalizzato l’azienda, che tuttavia è al momento riuscita a contenere i danni, con ricavi dei 5 mesi “sotto” solo del 10% rispetto al budget, grazie però ad un primo bimestre che ancora regalava soddisfazioni. Le stime per fine anno sono infatti più prudenti, con un calo previsto del 20%.

«Il portafoglio ordini è ridotto del 25% rispetto al 2019 – aggiunge - ma anche in questo caso i danni sono ridotti grazie alle commesse precedenti, quasi tutte confermate.Il vero tema riguarda il futuro, le nuove commesse. Anche perché fino a quando la nostra rete commerciale non riuscirà a circolare in modo normale sarà difficile convincere le aziende: è complicato acquistare via web un impianto da milioni di euro. Stavamo per chiudere ad esempio un grosso ordine negli Usa e il cliente ha dimezzato la commessa, affidandone una parte ad un nostro concorrente».

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