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Nuovi musei e gallerie in Engadina

di Silvia Anna Barrilà


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Paweł Kibitlewski for Muzeum Susch, Art Stations Foundation CH

3' di lettura

L'Engadina in inverno è una destinazione non solo per lo sci, ma anche per l'arte. In questa stagione c'è un fitto programma di eventi, inaugurazioni, fiere, che puntano sull'elevata presenza di ricchi collezionisti in vacanza e fanno leva sulla lunga tradizione artistica della valle che ha dato i natali ad artisti come Segantini e i Giacometti. Da queste parti, nel periodo di villeggiatura, una galleria può generare in tre mesi gli stessi fatturati che altrove si producono in un anno. Se il primo gallerista ad aprire qui è stato il famoso Bruno Bischofberger nel 1963, gli ultimi in ordine di tempo sono stati Hauser & Wirth , che hanno inaugurato il 28 dicembre scorso una nuova sede su tre piani (la terza nella loro nativa Svizzera e la nona a livello mondiale) con una mostra della grande artista francese Louise Bourgeois. Per l'occasione è stata anche installata una scultura di sei metri dell'artista di Los Angeles Paul McCarthy, che la galleria rappresenta dal 1997, vicino al lago nei pressi dell'Hotel Waldhaus am See. L'opera, ispirata ad Henry Moore, riprende una scultura che l'artista ha concepito a 15 anni.

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Un nuovo museo privato. Ma c'è un'altra grande novità per l'arte contemporanea nella zona. Il 3 gennaio ha aperto al pubblico a Susch, una frazione di poco più di 200 abitanti del comune di Zernez, un nuovo museo privato, quello dell'imprenditrice polacca Grazyna Kulczyk, 68 anni, una delle donne più ricche della Polonia. L'edificio, scavato nella pietra e progettato dallo studio Schmidlin di Zurigo (il cui fondatore Chasper Schmidlin possiede anche un gallerista della zona chiamata Stalla Madulain), si trova sul luogo di un monastero e birrificio del XII secolo. È stato inaugurato con una mostra dedicata all'arte delle donne ancora sottovalutate. “Nella mia collezione cerco di scoprire artisti che ancora stanno aspettando il riconoscimento pubblico e portarli all'attenzione di un ampio pubblico” ha detto ad ArtEconomy24 Grazyna Kulczyk. “Un nodo fondamentale della mia collezione è la volontà di tracciare una linea di artiste donne nella storia dell'arte globale e raccontare una storia non ancora narrata. Inoltre cerco il dialogo tra gli artisti dell'este europa del XX secolo e quelli degli altri movimenti internazionali. Avendo sofferto la Cortina di Ferro, sono allergica ad ogni tipo di barriera che possa impedire il dialogo intellettuale”. Un esempio è Lenore Tawney, che è ancora in ombra ed è stata capace di sperimentare con i media artistici e superare senza paura i confini restrittivi imposti dalle categorie. Un'altra acquisizione recente sono i “Neon Paintings” (1966-68) dell'italiana Laura Grisi, che è stata pioniera nell'uso del neon come tecnica artistica. “Il suo lavoro, che combina elementi di pittura, scultura e new media, non solo ha superato le classificazioni di genere conosciute fino ad oggi” spiega la collezionista, “ma ha anche fornito una singolare riflessione sulla capacità dell'arte di rappresentare la verità e il suo ruolo nella moderna società dei consumi”.

Le fiere e gli incontri. Il programma di appuntamenti con l'arte in Engadina prosegue anche a febbraio. Nel weekend del 26-27 gennaio si è svolto a Zuoz la settima edizione degli Engadin Art Talks , un programma di incontri sull'arte e l'architettura iniziato dalla collezionista Cristina Bechtler e attualmente diretto da Daniel Baumann (direttore della Kunsthalle Zürich ), Bice Curiger (direttrice della Fondation Van Gogh ad Arles), Hans Ulrich Obrist (direttore della Serpentine Galleries di Londra) e Philip Ursprung (professore alla ETH Zürich ). Dal 7 all'11 febbraio si sta svolgendo la seconda edizione di Nomad St. Moritz , una fiera-boutique su invito dedicata al design che propone un format nuovo, molto esclusivo, pensato per mostrare i pezzi all'interno di un contesto e non in stand asettici. La stessa idea è alla base di una nuova fiera chiamata Sommet , definita un salone invernale per l'arte contemporanea. L'iniziatore è Will Ramsay, scozzese, è famoso per aver lanciato altre fiere di successo, come Art Hong Kong International (poi venduta ad Art Basel ), Art Central (sempre a Hong Kong), Pulse a Miami, Taipei Dangdai , una nuova fiera diretta da Magnus Renfrew (già direttore di Art HK, di Art Basel e di Bonhams Asia ) che si è appena svolta a Taipei (18-20 gennaio) e di Affordable Art Fair . L'idea gli è venuta dall'osservazione delle fiere americane che si svolgono in luoghi di villeggiatura esclusivi, come Aspen, gli Hamptons e Miami, perché ospitano i collezionisti nei momenti in cui sono in vena di acquistare. Perché, allora, non un posto come St. Moritz? La prima edizione era stata annunciata per quest'anno, ma è stata rimandata all'anno prossimo. Vedremo se decollerà.

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