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Dai curatori ai mediatori familiari: nuovi ruoli per gli avvocati con formazione su misura

Le riforme ampliano gli spazi per curatori speciali dei minori, mediatori civili e familiari. Disciplinata la giustizia riparativa

di Valentina Maglione

Il lavoro e l'impresa nell'Italia che riparte

I punti chiave

5' di lettura

Curatori speciali del minore e mediatori familiari più coinvolti nei procedimenti sulle crisi di famiglia. Mediatori civili e commerciali, con la prospettiva di procedure rafforzate, sia per l’estensione dell’obbligo di tentare la mediazione, sia per i nuovi incentivi fiscali. E mediatori esperti in programmi di giustizia riparativa, chiamati a gestire lo strumento che guadagna uno spazio nuovo nell’ambito penale.

Sono le figure professionali potenziate e riorganizzate dalle riforme del processo civile e di quello penale volute dalla ministra della Giustizia uscente, Marta Cartabia, per attuare gli obiettivi, targati Pnrr, di riduzione dei tempi dei procedimenti del 40% nel settore civile e del 25% in quello penale entro il 2026. Si aprono quindi nuovi spazi per i professionisti, soprattutto avvocati, che intendono impegnarsi in questi ambiti. Ma si tratta di settori delicati, che – avvertono gli operatori – è bene affrontare solo se si è esperti della materia, dopo aver acquisito una formazione adeguata e consapevoli delle responsabilità.

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E se i decreti legislativi attuativi delle leggi delega civile e penale del 2021 sono stati approvati in via definitiva da poco, Ordini e associazioni hanno già avviato i corsi di formazione per i curatori speciali dei minori. D’altra parte, le prime novità, contenute nella legge delega civile, sono operative per i procedimenti instaurati dal 22 giugno scorso: sono aumentati i casi in cui va nominato il curatore, che deve ascoltare il minore. La settimana scorsa è iniziato il corso per avvocati curatori speciali del minore organizzato dalla commissione diritto di famiglia del Consiglio nazionale forense (che ai curatori ha già dedicato le sue raccomandazioni), coordinata da Daniela Giraudo, e dalla Scuola superiore dell’Avvocatura. «È un corso professionalizzante – spiega Giovanna Ollà, vicepresidente della Scuola superiore dell’avvocatura e consigliere Cnf –, non abilitante, perché non è richiesto come requisito dalle norme, ma mira a fornire competenze specifiche agli avvocati che vorranno rivestire il ruolo di curatori speciali. L’interesse è alto: i 500 posti a disposizione sono stati occupati e abbiamo colleghi in lista d’attesa». «Quello del curatore speciale del minore – osserva Cinzia Calabrese, presidente dell’associazione degli avvocati per la famiglia e i minori (Aiaf) – è un ruolo delicato; per esercitarlo, gli avvocati devono avere una formazione interdisciplinare: a una solida conoscenza del diritto di famiglia devono accompagnarsi altre competenze per approcciarsi al minore».

Chi intende ricoprire questo ruolo deve poi tener conto delle responsabilità, dalle quali è opportuno tutelarsi anche sul fronte assicurativo. Infine, il nodo dei compensi: «Sono troppo bassi perché affidati al patrocinio a spese dello Stato», incalza Francesco Perchinunno, presidente dell’associazione giovani avvocati (Aiga), che dà un giudizio negativo sul complesso della riforma.

Aspettano invece di essere precisati da decreti ministeriali attuativi (al netto di interventi del nuovo Governo) i contorni e gli ambiti in cui si muoveranno le altre figure professionali potenziate dalle riforme: saranno previsti percorsi formativi ad hoc per i mediatori familiari e per gli esperti in giustizia riparativa e saranno rivisti i requisiti di qualificazione per i mediatori civili e commerciali. «La figura più innovativa è quella del mediatore esperto in programmi di giustizia riparativa – ragiona Giovanna Ollà –: per la prima volta la mediazione entra nel processo penale, affiancandosi, senza sovrapporsi, alla giurisdizione. È uno spazio nuovo, che può essere occupato anche dagli avvocati, accanto ad altri professionisti. La parte teorica della formazione è delegata all’Università, ma come avvocatura cercheremo di dare il nostro contributo».

Le figure potenziate

CURATORE SPECIALE DEL MINORE
1) Chi è

Il curatore speciale del minore è nominato dal giudice se i rappresentanti del minore (i genitori o loro sostituti) sono in conflitto di interessi tra loro o con il minore. È oggi regolato dagli articoli 78, 79 e 80 del Codice di procedura civile (che la riforma traspone in parte tra le norme sul nuovo rito unitario per le persone, i minorenni e le famiglie)

2) Le novità
La riforma rafforza il ruolo del curatore speciale del minore: alcune novità sono operative dal 22 giugno scorso, altre partiranno con il decreto legislativo. Si ampliano le ipotesi in cui può essere nominato (tra l’altro, in tutti i casi di conflittualità genitoriale), il giudice può attribuirgli poteri di rappresentanza sostanziale e deve ascoltare il minore

3) La formazione
Non è prevista una formazione specifica per i curatori speciali, ma corsi sono proposti da Ordini e associazioni

4) I compensi
Il curatore speciale deposita, in nome e per conto del minore, istanza per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato

MEDIATORE CIVILE E COMMERCIALE
1) Chi è

Il mediatore è un professionista, terzo, imparziale e indipendente, che assiste le parti e le aiuta a individuare gli interessi che stanno alla base della lite, così da facilitare l’accordo

2) Le novità
La riforma estende alle liti sui rapporti di durata l’obbligo di tentare la mediazione prima di avviare un giudizio. Inoltre spinge la partecipazione personale delle parti, con incentivi economici, da un lato, e sanzioni, dall’altro. Disciplina il patrocinio a spese dello Stato e rafforza la mediazione ordinata dal giudice

3) La formazione
È affidata agli enti di formazione. Saranno rivisti i requisiti di qualificazione per i mediatori (ora sono previsti corsi di almeno 50 ore e aggiornamenti biennali di 18, mentre gli avvocati sono mediatori di diritto)

4) I compensi
Sono previste indennità, da ripartire tra organismo e mediatore. Ora la riforma dispone che le parti debbano versare subito le spese di avvio e per il primo incontro. Le spese per gli incontri successivi saranno indicate dal regolamento dell’ente

MEDIATORE FAMILIARE
1) Chi è
È un professionista che interviene nelle vicende di crisi familiare, per aiutare i partner che si separano a raggiungere un accordo, soprattutto in relazione ai figli. L’accordo raggiunto non ha forza esecutiva, ma può essere usato per definire la causa di fronte al giudice

2) Le novità
La riforma disciplina l’elenco dei mediatori familiari: ne sarà istituito uno presso ogni tribunale, a cui si potrà iscrivere, su domanda, chi è iscritto da almeno cinque anni a una delle associazioni di mediatori familiari inserite nell’elenco tenuto presso il ministero dello Sviluppo economico, ha formazione e competenza adeguate ed è di «condotta morale specchiata». Ai mediatori iscritti potranno rivolgersi le parti per essere informate e accedere ai percorsi di mediazione familiare

3) La formazione e i compensi
La riforma demanda a un decreto del ministero dello Sviluppo economico, da emanare di concerto con i ministeri di Giustizia ed Economia, il compito di disciplinare per il futuro la formazione, le regole deontologiche e le tariffe per i mediatori familiari

MEDIATORE ESPERTO IN GIUSTIZIA RIPARATIVA
1) Chi è

Il mediatore, terzo imparziale, esperto in programmi di giustizia riparativa aiuta la vittima del reato, l’autore e altre persone della comunità, che accedono volontariamente ai programmi, a risolvere le questioni derivanti dal reato

2) Le novità
La riforma introduce una disciplina organica della giustizia riparativa. Si prevede che i programmi siano accessibili (gratuitamente) per tutti i reati, a prescindere da fattispecie e gravità, in ogni stato e grado del procedimento, durante l’esecuzione della pena o al termine. Presso gli enti locali saranno istituiti i centri per la giustizia riparativa

3) La formazione e i compensi
È prevista una formazione iniziale (almeno 240 ore più 100 di tirocinio) e continua (almeno 30 ore annuali) per i mediatori esperti, affidata alle Università e ai Centri per la giustizia riparativa. Le modalità saranno definite da un decreto ministeriale da emanare entro sei mesi. Con decreto sarà anche istituito presso il ministero della Giustizia l’elenco dei mediatori esperti. I compensi per i mediatori per ora non sono normati. È istituito un Fondo per il finanziamento di interventi in materia di giustizia riparativa (4,4 milioni all’anno dal 2022)

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