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Nuovi spazi per la Scala: la torre firmata da Mario Botta ospiterà sale prove e uffici

Investimento complessivo di 23 milioni di euro, di cui 14 a carico del Teatro. Il sovrintendente Meyer: «Un passo importante: migliorerà il lavoro e ci consentirà di ridurre i costi»

di Giovanna Mancini

(Credit: Giovanni Hänninen)

3' di lettura

Con i suoi 38 metri di altezza, la nuova torre del Teatro alla Scala di Milano progettata dall’architetto Mario Botta insieme allo studio Emilio Pizzi, si erge alle spalle del Piermarini e si integra perfettamente, completandolo, al progetto di riordino complessivo avviato all’inizio del nuovo millennio con il restauro e l’ampliamento dell’originaria struttura settecentesca.

La Torre di Mario Botta per la nuova Scala

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Ma la vera sorpresa del progetto – costato complessivamente 23 milioni di euro, inclusi i costi di demolizione del precedente edificio – è sotto, come spiega Botta, dove si trova la nuova sala prove dell’orchestra, scavata a 18 metri di profondità: «è il vero gioiello di questa trasformazione», dice l’architetto.

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Una sfida ingegneristica

Una vera sfida ingegneristica, ricavata nella falda e isolata grazie a uno speciale rivestimento, e alta 14 metri, per garantire un’acustica eccezionale che permetterà di utilizzarla anche come sala di registrazione. La gara d’appalto per la realizzazione dei rivestimenti acustici è in fase di aggiudicazione e si prevede la fine dei lavori per la prossima primavera.

Agli 11 piani fuori terra se ne aggiungono dunque sei sottoterra, per un totale di 17 piani e 57 metri in altezza, con un volume complessivo di 17mila metri cubi. La nuova struttura – presentata ieri alla città con la consegna delle opere di superficie – porterà numerosi vantaggi al teatro, come ha spiegato il sovrintendente della Scala Dominique Meyer.

I vantaggi per il Teatro

Consentirà al teatro di concentrare in un unico luogo tutte le sue attività amministrative oggi dislocate in diversi punti della città: «Per me riunire tutta la famiglia scaligera nel nido centrale è un fatto importante. Questo migliorerà il lavoro e inoltre ci farà risparmiare circa 350mila euro l’anno di affitti», ha detto Meyer, ricordando la lungimiranza dell’allora sovrintendente Carlo Fontana che, nel 1998, acquistò dall’Istituto Sanpaolo di Torino l’immobile poi demolito, al posto del quale sorge oggi la Torre. Non solo: i nuovi spazi accolgono anche un’area per lo scarico di 235 metri quadrati in fondo al palcoscenico del teatro, dove sarà possibile scaricare le scenografie e realizzare parti di pre-montaggio anche durante le prove o gli spettacoli, con grande vantaggio dal punto di vista logistico e dell’organizzazione del lavoro (attualmente, queste attività vengono fatte in gran parte di notte). Infine, l’attuale sala prove dell’orchestra si trasformerà in una sala prove per il coro.

Cantieri a tempo record

«Abbiamo messo la prima pietra ad aprile del 2021, in pieno Covid. Non era un momento storico facile, eppure ce l’abbiamo fatta – ha aggiunto il sovrintendente –. Già oggi possiamo aprire una prima parte della palazzina: quella che ospita gli uffici, la nuova sala ballo e lo spazio per lo scarico. Poi arriverà la sala prove». Con tutta probabilità, il prossimo settembre l’intera palazzina sarà pienamente operativa.

«Per la Scala è un grande momento e non era scontato», ha aggiunto Meyer, che ha ricordato anche i costi dell’operazione: 23 milioni di euro complessivi, di cui 14 sono a carico della Fondazione Teatro alla Scala (attraverso un ammortamento di 400mila euro l’anno, coperto grazie ai risparmi sui canoni di affitto), mentre 8,1 milioni sono stati erogati dallo Stato e 786mila euro dalla regione Lombardia. Inoltre, grazie ai fondi stanziati dal Ministero della Cultura nella Finanziaria 2021, il Teatro ha potuto estinguere il mutuo acceso nel 1999 per l’acquisto dell’immobile (13,9 milioni di euro circa), con un ulteriore risparmio di oltre 350mila euro.

Anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, presidente della Fondazione scaligera, ha sottolineato la rapidità e l’efficienza dell’intervento: «La nuova Torre, oltre che bella e funzionale, è anche sostenibile. È la testimonianza di una città e di una Scala che vogliono guardare avanti, crescere e non accontentarsi. Dimostra la possibilità di coniugare l’attività artistica con la progettualità, dando vita a opere coraggiose come questa».

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