Calcio

Nuovi stadi, manager del futuro in aula alla Dacia Arena di Udine

Oltre 100 persone si sono confrontate alla «Summer school in football stadia management» progettata dall’Icrim dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dall’Udinese Calcio

di Veronica Riefolo


Il corso per la gestione degli stadi

3' di lettura

Quaranta ore tra conferenze e attività sul campo, 31 relatori e 10 rappresentanti istituzionali. Più di 100 persone ospitate a Udine nell'arco di 7 giorni. Sono i numeri della Summer school in football stadia management , un programma in lingua straniera progettato dall' Osservatorio sport business management del centro di ricerca Icrim dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e da Udinese Calcio. Una settimana di incontri in cui 47 partecipanti, provenienti da 8 diversi Paesi tra cui Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna, hanno potuto confrontarsi con esperti internazionali sui temi della progettazione degli stadi, del marketing, della logistica, delle sponsorizzazioni e di tutte le operation (dai servizi di catering e assistenza all'intrattenimento degli spettatori) e conoscere le best practice applicate agli stadi che riguardano l'impiego di tecnologie all'avanguardia nell'ambito delle telecomunicazioni, della sicurezza, dell'analisi dei dati, dell'automazione.

La formazione dei giovani nella gestione degli stadi

Sette giorni culminati con la cerimonia di consegna dei diplomi agli studenti direttamente dalle mani del presidente della Figc, Gabriele Gravina, dell'amministratore delegato di Lega Serie A, Luigi De Siervo, dal ministro dello Sport, Mario Podeschi e dall'Università della Repubblica di San Marino (coorganizzatore dell'Europeo Under 21).
«Sono convinto che formare i giovani nella gestione degli stadi - ha commentato Gravina - possa avere un grandissimo impatto in un'area dove in Italia abbiamo dimostrato sempre carenze di alta specializzazione. Confrontarsi su temi di stretta attualità come fa questa Summer school non può che far bene all'intero mondo del calcio, è un'iniziativa estremamente valida. Trasformare uno stadio in un'aula credo sia il modo migliore per passare dalla teoria a una pratica diretta, applicata. Spero
che in molti seguano questo esempio. Il messaggio che parte da Udine è ancora più efficace perché viene lanciato dalla cornice di un impianto moderno come la Dacia Arena ».

«Siamo molto orgogliosi come Lega Serie A di patrocinare questa Summer school in stadia management – ha ribadito De Siervo - perché crediamo fermamente che colmi una lacuna di formazione che in Italia è evidente. Qui stanno studiando i manager del futuro e lo stanno facendo in un impianto, quello della Dacia Arena, che è un esempio di come gli stadi debbano essere dei concentrati di innovazione e di tecnologia. Per passare immediatamente ai fatti siamo fieri di poter dire che due dei ragazzi che hanno partecipato alla Summer school inizieranno a lavorare con noi già nei prossimi mesi. Speriamo sia l'inizio di una rivoluzione che parte dal Friuli».

Investimenti anche nelle infrastrutture immateriali

Tra i relatori che hanno aperto il master Gaetano Miccichè, presidente della Lega Serie A, e Andrea Abodi, presidente dell'Istituto per il credito sportivo (Ics) . «Con questa Summer school - ha dichiarato Abodi - l'Udinese dimostra di aver capito che bisogna investire non soltanto nelle infrastrutture fisiche ma anche in quelle immateriali, formando le
professionalità per colmare le carenze del sistema. Stadio e impianti di allenamento sono centrali per garantire qualità al prodotto e per avvicinarci agli standard internazionali: di soggetti che abbiano
compreso l'esempio della proprietà bianconera non ce ne sono molti e questo non è un fatto positivo».

A tirare le somme di questi 7 giorni di focus sul management sportivo è Alessandro Baroncelli, coordinatore della Summer school e direttore dell'Icrim (International center of research on international management dell'Università del Sacro Cuore). «Gli stadi - ha detto - sono progetti complessi per la realizzazione dei quali è necessario individuare gli obiettivi del club, valutare la sostenibilità economica del progetto alla luce delle caratteristiche del contesto ambientale e della possibilità di valorizzare le relazioni con i tifosi e con le imprese partner. Spesso ci si riferisce all'ultimo progetto di stadio inaugurato e all'architetto che lo ha disegnato come il paradigma da seguire, ma ogni club deve individuare la soluzione ottimale in base alle proprie specificità. Non ha senso - conclude Baroncelli - chiedersi in astratto se sia meglio costruire ex novo o ristrutturare, se sia meglio un impianto nel centro della città o in periferia, se sia preferibile seguire una procedura amministrativa piuttosto che un'altra. Le domande da fare riguardano il modello di business da adottare, le risorse a disposizione, l'orizzonte temporale nel quale realizzare e ripagare il progetto».

Tre gli stage presso Lega Serie A e Figc che sono stati assegnati ai partecipanti, e altrettante le borse di studio erogate. A chiusura del corso, i partecipanti hanno assistito anche alla finale degli Europei
Under 21.

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