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Diretta Web sul nuovo accordo Italia-Ue sulle strategie della politica di coesione

di Raffaele Spallone*

(Adobe Stock)

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Lo scorso 19 luglio l'Italia ha firmato con la Commissione europea l'accordo di partenariato per la programmazione dei fondi europei di coesione per il 2021-2027. La dotazione totale della politica di coesione ammonta a 75 miliardi di euro, di cui 42,7 provenienti dall'Unione Europea. Il testo dell'Accordo di partenariato tra Italia e Commissione europea relativo al ciclo di programmazione 2021-2027 definisce la strategia, le priorità e le modalità di impiego dei fondi strutturali e d’investimento europei al fine di perseguire la “Strategia dell’Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”.
I lavori, iniziati già nel marzo del 2019 dal Dipartimento per le Politiche di Coesione e resi complessi dalla contingenza emergenziale, si sono basati su un percorso partenariale fondato su un'azione pubblica condivisa con i diversi soggetti appartenenti all'amministrazione nazionale e regionale, al settore privato, al terzo settore e alla società civile, coinvolti a diversi livelli nella definizione della strategia e dei programmi operativi. I lavori, come si legge nel testo di presentazione dell’accordo, hanno visto la partecipazione di oltre 2.800 persone e l’invio di più di 280 contributi scritti.

Risorse indirizzate a Green Deal e Pillar of Social Rights

La strategia sostenuta dall’Accordo di Partenariato indirizza le risorse verso interventi rivolti al conseguimento gli obiettivi europei fissati dal Green Deal e dai Pillar of Social Rights, anche in coerenza con l’agenda ONU 2030 e la Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile.Cinque saranno gli obiettivi strategici di policy da perseguire nel corso della programmazione 2021-2027: il primo obiettivo: un’Europa più intelligente; il secondo: un’Europa più verde; terzo: un’Europa più connessa; quarto: un’Europa più sociale e inclusiva; e il quinto: un’Europa più vicina ai cittadini. Sulla base di questi obiettivi l’Accordo di Partenariato prevede l’istituzione di dieci Programmi Nazionali (PN). Rappresentano novità importanti, tra questi, il nuovo Programma dedicato alla salute nelle regioni meno sviluppate e il potenziamento del Programma per le città metropolitane, che si estende anche alle città medie del Sud. A questi si aggiunge il Programma collegato al Fondo per la Transizione Giusta, introdotto per la prima volta a livello europeo nel ciclo 2021-2027.Per rispondere ad una storica criticità che ha caratterizzato la gestione dei fondi comunitari nel nostro Paese, inoltre, il nuovo Accordo prevede di intervenire sull’organizzazione delle strutture, sulla disponibilità e capacità delle risorse umane e sulla digitalizzazione delle amministrazioni, attraverso due programmi dedicati al rafforzamento della capacità amministrativa Il Programma Nazionale “Capacità per la coesione” e i “Piani di rigenerazione amministrativa” (PRigA).

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Risorse per 75 miliardi di cui 48 miliardi al Mezzogiorno

Le risorse a disposizione per il ciclo di programmazione 2021-2017 ammontano a circa 75 miliardi di euro considerando le risorse europee e la quota di cofinanziamento nazionale. In particolare, le risorse europee saranno pari a circa 43 miliardi di euro, comprensive di quelle destinate al Fondo per la Transizione Giusta (Just Transition Fund - JTF) e alla Cooperazione Territoriale Europea (CTE). Ai Programmi Nazionali, quelli gestiti cioè dalle amministrazioni centrali, andranno circa 25,5 miliardi di euro tra finanziamento europeo e cofinanziamento nazionale. Una quota maggiore, circa 48,5 miliardi di euro, andrà invece a finanziare i Programmi Regionali. Alle regioni del Mezzogiorno, complessivamente, sono destinati quasi 48 miliardi, mentre alle regioni più sviluppate andranno 24 miliardi di euro e alle regioni in transizione (in questo nuovo ciclo anche Marche e Umbria, oltre l’Abruzzo) circa 3,5 miliardi di euro.Le risorse a disposizione crescono di circa 10 miliardi, rispetto alla programmazione 2014-2020, raggiungendo l'importo più consistente nel confronto con i cicli precedenti. Tale disponibilità, sommata alle risorse del PNRR e del Fondo di sviluppo e coesione (FSC), costituisce senza dubbio la base del più importante e significativo programma di sostegno e stimolo all’economia nazionale e, soprattutto, un’occasione irripetibile per colmare i divari di sviluppo sia fra regioni che con le più avanzate economie europee.

Webinair l'8 settembre

Su questi temi dialogherà il giornalista del Sole 24 ore Giuseppe Chiellino con Raffaele Spallone, ricercatore ISSiRFA CNR durante la diretta "La programmazione dei fondi europei di coesione 2021-2027" di giovedì 8 settembre alle ore 15 sul sito e sui canali social del sole 24 Ore.Introduzione a cura di Fiorella Lavorgna, podcaster Il Sole 24 OreIl webinar è organizzato nell’ambito del progetto Work4Future cofinanziato dalla Commissione Europea – Dg Regio e realizzato da Il Sole 24 Ore in collaborazione con OBC Transeuropa e CNR ISSiRFA.

* ricercatore ISSiRFA CNR

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