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Nuovo aiuto ai dipendenti in busta paga a novembre

L’erogazione automatica vale anche per i pensionati. Istanze per i co.co.co.

di Valentina Melis e Valeria Uva

3' di lettura

Il decreto Aiuti ter introduce una riedizione del bonus già previsto dal primo decreto Aiuti per lavoratori e pensionati. La differenza è nella misura dell’assegno: non sarà più di 200 euro, come quello erogato da luglio – ma di 150 euro – e in base al Dl 144/2022 arriverà ai beneficiari da novembre in poi.

La platea si restringe da oltre 31 a 21,8 milioni di italiani, perché è stata abbassata la soglia di reddito per l’accesso: a parte chi otterrà i 150 euro senza filtri reddituali (come i disoccupati e i beneficiari del reddito di cittadinanza) questa volta incasserà il bonus solo chi ha un reddito annuo fino a 20mila euro. La spesa totale si riduce così dai 6,9 miliardi del primo decreto Aiuti a 3,27 miliardi per i 150 euro.

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La platea più numerosa di beneficiari dei 150 euro (8,3 milioni) è quella dei pensionati. Devono essere residenti in Italia, avere uno o più trattamenti pensionistici (compresi pensione o assegno sociale, di invalidità, di accompagnamento con decorrenza entro il 1° ottobre) e avere un reddito personale Irpef per il 2021 entro i 20mila euro. Dal calcolo sono esclusi il Tfr, il reddito della casa di abitazione e gli arretrati soggetti a tassazione separata. Salvo modifiche con la legge di conversione, che dovrà essere approvata dal nuovo Parlamento, il bonus di 150 euro arriverà automaticamente dall’ente previdenziale (Inps o altro) con la pensione di novembre.

È prevista l’attribuzione automatica – con la busta paga di novembre – anche per 6,7 milioni di dipendenti del pubblico e del privato, con retribuzione imponibile mensile, nello stesso mese, fino a 1.538 euro. I beneficiari non devono essere titolari di pensione né di reddito di cittadinanza. A pagare il bonus sarà il datore di lavoro, che compenserà poi la spesa con i contributi dovuti all’Inps.

I 150 euro dovrebbero arrivare a novembre, direttamente sul conto corrente, dall’Inps, ai lavoratori domestici che hanno già beneficiato dei 200 euro, senza nuove istanze. Questi lavoratori devono avere un rapporto attivo al 24 settembre 2022. La richiesta dei 200 euro, aperta ai domestici con reddito Irpef 2021 fino a 35mila euro e un rapporto attivo al 18 maggio scorso, è peraltro ancora possibile, tramite il sito Inps, fino a venerdì 30 settembre. Una sola domanda dà quindi diritto a 350 euro di bonus.

Incasso automatico anche per chi percepirà a novembre la Naspi o la Dis-Coll, per chi incassa nel 2022 l’indennità di disoccupazione agricola di competenza del 2021, per i beneficiari del reddito di cittadinanza (con la rata di novembre) e per i lavoratori del turismo e dello sport che hanno avuto nel 2021 le indennità Covid introdotte dai decreti Sostegni.

Devono invece fare domanda i collaboratori coordinati e continuativi ex articolo 409 del Codice di procedura civile, i dottorandi e gli assegnisti di ricerca con un contratto attivo al 18 maggio 2022, iscritti alla gestione separata e con un reddito 2021 derivante dagli stessi rapporti entro 20mila euro. È escluso chi percepisce una pensione. Serve la domanda anche per i lavoratori stagionali, a termine e intermittenti che nel 2021 hanno lavorato per almeno 50 giornate, e per i lavoratori dello spettacolo con 50 contributi giornalieri versati nel 2021. Per tutte queste categorie, i 150 euro non arriveranno prima dell’inizio del 2023.

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