Fondi strutturali Ue

Nuovo cambio all’Agenzia per la coesione: arriva Paolo Esposito

Il nuovo direttore viene dall’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila

di Giuseppe Chiellino

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(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Lo spoil system da cambio di governo fa le prime vittime. Il vertice dell’Agenzia per la Coesione territoriale cambia ancora. Il nuovo direttore generale sarà Paolo Esposito. Mara Carfagna, ministra per il Sud ha firmato ieri il decreto di nomina. Esposito, 55 anni, abruzzese, è responsabile dal 2012 dell’ufficio speciale per la ricostruzione nei comuni terremotati delle province dell’Aquila, Pescara e Teramo. Prenderà il posto di Massimo Sabatini che era stato messo a capo dell’Agenzia da Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud del governo Conte due.

Esposito sarà il quarto direttore dell’agenzia, da quando è diventata operativa a dicembre 2014. Rispetto al predecessore ha un profilo molto diverso. Mentre Sabatini, che ha gestito l’agenzia per la coesione in un anno particolarmente complesso in cui la pandemia ha stravolto qualsiasi piano organizzativo, era una figura esterna alla pubblica amministrazione e ha il profilo di esperto e studioso della materia, Esposito è una figura manageriale, con un profilo maturato nel settore privato fino al 2012 quando il governo Monti lo incaricò di organizzare la ricostruzione post terremoto nelle tre province abruzzesi. Prima di passare nella Pa aveva lavorato, tra l’altro, come direttore del personale in diversi gruppi privati, da Caltagirone (Messaggero) a Sanofi.

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L’avvicendamento avviene in un momento particolarmente delicato della politica di coesione, di cui l’agenzia rappresenta uno snodo cruciale per la gestione dei fondi strutturali europei. In queste settimane sono in corso le discussioni tra governo, regioni e commissione Ue per la definizione dell’accordo di partenariato 2021-2027 che vale 43 miliardi di Fesr e Fse, così come sta per chiudersi il negoziato su React-Eu, l’appendice del Next Generation Eu che anticipa ai programmi operativi in corso circa 13 miliardi del bilancio Ue 21-27. Buona parte del lavoro è già fatta, in sostanziale continuità con quanto aveva predisposto il precedente esecutivo, tenuto conto dei tempi stretti ma anche dei vincoli europei che non lasciano moltissimo spazio di manovra. Su React-Eu resta da sciogliere il nodo delle risorse destinate alla fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno: 4 miliardi secondo la Ue sono troppi. Sulla programmazione 21-27 si sta per chiudere il capitolo sui programmi operativi nazionali, i Pon. Si sta lavorando al riordino dei 13 Pon attuali, con l’obiettivo - gradito a Bruxelles - di ridurli. Secondo indiscrezioni, si scenderà a 10 Pon, di cui uno però sarà il nuovo Pon Salute annunciato da Carfagna che sarà gestito dal ministero della Salute con l’affiancamento dell’agenzia.

Tornando allo spoil system, c’è da chiedersi se avvicendamenti così ravvicinati negli incarici pubblici non siano alla lunga controproducenti per la qualità dell’amministrazione.

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