Siderurgia

Nuovo corteo a Genova degli operai ex Ilva. Traffico in tilt nel Ponente

Corteo nelle strade intorno alla fabbrica di Cornigliano. I sindacati: «L’azienda ritiri la cassa integrazione»

di Raoul de Forcade

(ANSA)

2' di lettura

«L’annuncio dell’incontro con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando (previsto per lunedì 28 giugno, ndr) non ci basta per fermare la protesta». Armando Palombo della Fiom-Cgil, coordinatore della Rsu dello stabilimento di Cornigliano di Acciaierie d'Italia (ex Ilva), sintetizza con efficacia il pensiero dei lavoratori della fabbrica genovese che oggi, al termine di un’assemblea, hanno deciso di proseguire lo sciopero a oltranza avviato ieri, che ha bloccato per otto ore il traffico cittadino nel Ponente.

È stata presa la decisione di tornare a manifestare. Il corteo, aperto da uno striscione con la scritta «Governo servo complice di Mittal», ha sfilato in via Cornigliano impedendo il passaggio di mezzi pubblici e privati. E il traffico di Genova ha nuovamente fatto tilt.

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Cornigliano bloccata

Poi i manifestanti hanno imboccato una traversa (via San Giovanni d’Acri, dove si trova la sede della Cgil di Genova) per raggiungere la strada Guido Rossa, arteria fondamentale per la viabilità del Ponente di Genova, che ieri è stata bloccata per quasi tutto il giorno.Infine, il corteo, durante il quale sono stati accesi fumogeni e lanciati petardi, si è spostato di nuovo su via Cornigliano.

Prosegue anche il presidio dei varchi dello stabilimento di Genova ideato per dare un segnale inequivocabile all’azienda, alla quale viene richiesto di ritirare la cassa integrazione ordinaria, per crisi di mercato, per tutti gli oltre 900 lavoratori di Genova. Le segreterie provinciali di Fiom, Fim e Uilm hanno inviato una lettera all’azienda per chiedere, appunto, ufficialmente la sospensione della cassa.

Domani stop e venerdì nuovo sciopero

Domani, festa di San Giovanni, patrono di Genova, la protesta si interromperà, hanno annunciato gli operai, per rispetto ai cittadini, «ma venerdì - ha detto Palombo - dobbiamo essere decisi e pronti a smascherare i servi e i complici. Dobbiamo andare in prefettura, con gli elmetti in testa. Speriamo che questo messaggio arrivi forte e chiaro. Ci andiamo per difendere la siderurgia. La gente come noi non molla mai».

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