il via libera del governo

Nuovo decreto ristori, la richiesta di scostamento sale a 32 miliardi di euro

La richiesta di extra-deficit approvata dal Consiglio dei ministri. Il 20 gennaio voto alla Camera

Arrivano nuovi ristori, cartelle fiscali "diluite"

La richiesta di extra-deficit approvata dal Consiglio dei ministri. Il 20 gennaio voto alla Camera


2' di lettura

La crisi politica non ferma per ora l’azione di governo sui provvedimenti per arginare gli effetti economici del coronavirus. Dopo l’approvazione della bozza del Recovery plan, è il turno di un nuovo scostamento di bilancio che servirà ad alimentare il quinto decreto Ristori per le attività colpite dalla pandemia. Il testo è stato approvato dal Consiglio dei ministri iniziato poco dopo le 22.30, con un ordine del giorno integrato da un decreto legge con misure urgenti in materia di accertamento, riscossione, adempimenti e versamenti tributari.

Sale a 32 miliardi la richiesta di scostamento che il governo si appresta a inviare alle Camere. Le risorse serviranno a finanziare il prossimo decreto Ristori. La richiesta dovrà poi ottenere il via libera del Parlamento a maggioranza assoluta. Matteo Renzi, annunciando le dimissioni delle sue ministre, ha comunque garantito il voto di Italia viva.

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Gualtieri: occorre proseguire il lavoro

«Occorre proseguire il lavoro: stasera avremo un Consiglio dei ministri dove vareremo la richiesta di scostamento che il Parlamento dovrà approvare e che è necessario per il provvedimento economico indispensabile e urgente» aveva detto a inizio riunione il ministro dell’Economia Gualtieri. È già fissato per il 20 gennaio il voto dell’assemblea della Camera.

Il quinto decreto Ristori dovrebbe essere «molto più ampio ed articolato» dei precedenti, provvedimenti ha affermato il viceministro dell’Economia Antonio Misiani. Il nuovo decreto, ha assicurato il ministro Francesco Boccia, ha «la massima priorità» e la crisi «non ci impedirà di correre per garantire tempi rapidi» ai nuovi aiuti ad hoc per lo sci e agli interventi “cospicui” per bar e ristoranti e su tutte le attività penalizzate dalle chiusure.

Il menù degli interventi

Le nuove risorse serviranno da un lato per nuovi ristori a fondo perduto per le attività colpite dalla crisi, con un meccanismo “perequativo” che dovrebbe misurare le perdite almeno su sei mesi. Dall’altro i fondi dovrebbero coprire un nuovo intervento fiscale che potrebbe articolarsi in un pacchetto di misure per intervenire su quella che il viceministro Misiani ha definito una «montagna di cartelle esattoriali in arrivo», circa 50 milioni di atti. L’idea sarebbe quella di una sospensione di altri due mesi per arrivare fino al 31 marzo e aprire una nuova finestra che arrivi al 30 aprile (data di conclusione dello stato di emergenza). In seguito si punterebbe da una parte su tempi di prescrizione più lunghi in modo da diluire nel tempo la notifica degli atti del 2021 ed evitare l’ingorgo con quelli targati 2020. Dall’altra su una nuova rottamazione delle cartelle con un sconto su sanzioni e interessi. Nel pacchetto potrebbe trovare spazio anche la “pulizia del magazzino” (cancellazione dei carichi non più esigibili) invocata dal direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, per rendere più efficace e meno dispersiva la macchina della riscossione.

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