comunicazioni alla Camera

Nuovo dpcm coronavirus, Conte: «Chiusura centri commerciali nei we, no a spostamenti fra regioni a rischio»

Musei e mostre chiuse, misure restrittive graduate in base al coefficiente di rischio

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, arriva un nuovo dpcm: ecco le misure

Musei e mostre chiuse, misure restrittive graduate in base al coefficiente di rischio


3' di lettura

«La curva dei contagi di sabato ha imposto un nuovo corpus delle misure restrittive da adottare anche prima di mercoledì 4 novembre». Il premier Giuseppe Conte nel corso delle comunicazioni alla Camera dei deputati riferisce sulle nuove misure per fronteggiare l’emergenza sanitaria. É partito dai dati che segnalano un peggioramento della situazione pandemica nel paese. Comunicazioni anticipate ad oggi, perché serviva «speditezza per l’evolversi del quadro epidemiologico». E ha proposto un nuovo «corpus di misure restrittive» illustrate stamattina alla Camera e alle 17 al Senato.

La curva corre in ogni Continente. In Italia verso scenario 4

«La curva corre in ogni Continente. L’Unione europea - ha ricordato Conte - all’interno di un quadro globale è una delle aree più colpite dall’urto della seconda ondata. Nelle ultime settimane l'incremento di casi Covid è stato di 150 contagi per ogni 100 mila abitanti e anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento, la recrudescenza ha condotto ad una moltiplicazione significativa dei contagi». Il quadro epidemiologico «è in via di transizione verso lo scenario 4 con particolare riferimento ad alcune regioni». Ha parlato delle criticità in regioni e province autonome. «L’Rt nazionale è a 1,7 ma in alcune regioni ovviamente il dato è superiore. Esiste un’alta probabilità che 15 regioni superino le soglie critiche nelle aree delle terapie intensive e delle aree mediche nel prossimo mese».

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Chiusi i centri commerciali nei we, no a spostamenti fra regioni a rischio

Chiusura festivi e prefestivi dei centri commerciali, limite agli spostamenti da e verso le regioni con elevati coefficienti di rischio salvo esigenze di lavoro, studio e salute, ha annunciato il premier alla Camera. Per l'intero territorio nazionale «intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare il contenimento e la mitigazione del contagio. Chiudiamo nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali, ad eccezione di negozi alimentari parafarmacie e farmacie ed edicole nei centri. Chiudiamo i corner per le scommesse e giochi ovunque siano, chiuderanno anche musei e mostre». Nel dpcm si prevede «anche integralmente» la didattica a distanza per le scuole di secondo grado. Il governo prevede, inoltre, a livello nazionale «la riduzione al 50 % del limite di capienza dei mezzi pubblici locali».

Massima protezione a lavoratori e imprese

Il Governo, ha detto Conte, «non intende arretrare di un millimetro rispetto al proposito di garantire la più ampia protezione economica possibile ai lavoratori alle imprese alla famiglie italiane. La complessità della situazione che stiamo vivendo ci impone di fornire tutto il sostegno necessario, per tutto il tempo necessario e nella misura in cui sarà necessario. Tutti gli ulteriori sforzi finanziari costituiscono elementi di stabilità, di certezza e sicurezza per il mondo del lavoro che appaiono oggi assolutamente irrinunciabili».

Tre aree in base al rischio

L’Italia sarà divisa in tre fasce, in base al coefficiente di rischio della regione. «Nel prossimo dpcm indicheremo 3 aree con tre scenari di rischio con misure via via più restrittive. L'inserimento di una Regione avverrà con un'ordinanza del ministro della Salute». Con ordinanza del ministero della Salute le regioni passeranno da una fascia all’altra.

Cresciuta la capacità di risposta

In terapia intensiva non c'è una pressione insostenibile, ha sottolineato il premier. C’è una rilevante differenza rispetto alla prima ondata: oggi c'è una accresciuta capacità di risposta in termini di dotazioni, per le quali «possiamo considerarci autosufficienti». «Non stiamo subendo un’insostenibile pressione nei reparti di terapia intensiva. Piuttosto, registriamo un crescente, preoccupante affollamento nei restanti reparti».

Comunicazione di Conte in Aula e dibattito alla Camera

Inizialmente si ipotizzava la chiusura alle 18 solo nelle zone rosse

Temi che sono stati discussi nei giorni scorsi in una serie di riunioni con regioni e comuni, con il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri e con il direttore delle emergenze del Dipartimento della Protezione civile Luigi D’Angelo. Appuntamenti per sciogliere i nodi sul tavolo e per giungere a un compromesso soprattutto sul controverso tema del coprifuoco. Inizialmente si era parlato di “chiudere”alle 18 solo nelle zone rosse, poi si è passati alle 21 per tutta Italia.

Tavolo di confronto rifiutato dalle opposizioni

Conte ha ricordato di aver proposto un tavolo di confronto alle opposizioni: «Ho prospettato ai leader delle opposizione un tavolo di confrotno con il governo» e ha ricordato che al momento «questa proposta è stata rifiutata, se ci sono ripensamenti posso confermare che la proposta è immutata e non sottende confusione di ruoli». Il governo, ha detto Conte, «è sempre stato e sempre rimarrà consapevole della piena responsabilità di fronte al paese di fronte a ogni decisio per la salvezza del paese», ha detto Conte.

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