conte: «COPRIFUOCO SERALE»

Dpcm: Italia divisa in 3 aree di rischio. Ipotesi zona rossa per Lombardia, Piemonte, Calabria. Didattica a distanza alle superiori

Prende corpo il nuovo decreto atteso al massimo entro mercoledì 4, ancora diversi i punti in sospeso. Il presidente del Consiglio è intervenuto in Parlamento per illustrare le misure all’interno del provvedimento per contenere la diffusione del virus. Casellati e Fico da Mattarella

di Nicola Barone e Andrea Carli

Coronavirus, arriva un nuovo dpcm: ecco le misure

Prende corpo il nuovo decreto atteso al massimo entro mercoledì 4, ancora diversi i punti in sospeso. Il presidente del Consiglio è intervenuto in Parlamento per illustrare le misure all’interno del provvedimento per contenere la diffusione del virus. Casellati e Fico da Mattarella


8' di lettura

I DATI DEL CONTAGIO
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Potrebbero essere la Calabria, il Piemonte e la Lombardia le Regioni che, sulla base dei dati dell’ultimo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità sul Coronavirus, rischiano di rientrare nelle prime ordinanze del ministero della Salute con la previsione di misure più restrittive, collocandosi in uno scenario 4 di rischio alto.

Piemonte e Lombardia, in particolare, hanno superato la soglia dell’indice di trasmissibilità Rt pari a 2 (rispettivamente sono a 2.16 e 2.09) e la Calabria è a 1,66.

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I dati del nuovo monitoraggio atteso per martedì 3 potrebbero però segnare un cambiamento del trend, poiché potrebbero iniziare a riportare gli eventuali effetti legati alle misure dell’ultimo Dpcm.

I tre scenari: rosso, arancione, verde

Sono in arrivo regole differenti per contenere la corsa dei contagi nelle singole Regioni, con tre differenti scenari. E l’ultima parola sul lockdown che spetterà al ministro della Salute Roberto Speranza. Si interverrà in sostanza a livello graduale a seconda della soglia di criticità che si registra nelle varie Regioni, quindici delle quali «sono a rischio».

Chiuderanno musei, mostre, centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi. Vietato lo spostamento tra le Regioni più a rischio a meno che non ci siano motivi di lavoro, di salute e di estrema urgenza. E ancora confermato stop licenziamenti fino a marzo, didattica a distanza per le superiori, riduzione al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici.

Queste alcune delle misure che entreranno nel nuovo Dpcm, il provvedimento anti-Covid che prevederà anche un coprifuoco nazionale nelle ore serali (non si sa ancora da che ora partirà la misura).

«Siamo costretti a intervenire in un’ottica di prudenza e massima preoccupazione» con misure «per una più stringente capacità contenitiva del contagio», ha spiegato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Parlamento. È convocata alle 9:30 una riunione tra il premier e i capidelegazione, mentre in settimana avrà luogo il tavolo con i leader della maggioranza.

Casellati e Fico al Quirinale da Mattarella

Nel pomeriggio di lunedì i presidenti di Senato e Camera Elisabetta Casellati e Roberto Fico si recheranno al Quirinale per incontrare il Capo dello Stato. Il dossier prioritario è la collaborazione tra maggioranza e opposizione in vista delle misure da adottare per l’emergenza coronavirus, e in questo solco si muove sottotraccia anche la moral suasion che, mentre Giuseppe Conte prepara faticosamente il nuovo, complesso Dpcm, il presidente Sergio Mattarella sta esercitando su Regioni e Parlamento.

Per il premier «la curva dei contagi di sabato ha imposto un nuovo corpus delle misure restrittive da adottare anche prima di mercoledì 4 novembre. Dopo un ulteriore interlocuzione con i presidenti delle Camere ho chiesto di poter anticipare già ad oggi queste mie comunicazioni così che il Parlamento possa esprimersi prima di adottare il provvedimento».

Lockdown locale sulla base di ordinanze della Salute

Le soluzioni saranno più mirate e con la possibilità di agire con un regime differenziato su base regionale. Martedì 3 dovrebbe essere pubblicato un nuovo report Iss-ministero della Salute con gli indicatori per le chiusure. «Nel prossimo Dpcm indicheremo tre aree con scenari di rischio e misure via via più restrittive - ha detto il premier - L’inserimento di una Regione avverrà con un’ordinanza del ministro della Salute». Scenari che «dovranno tener conto dell’indice di replicabilità del virus, dei focolai e della situazione dell’occupazione dei posti letto negli ospedali».

Limiti di spostamento tra Regioni e musei chiusi

Tra le misure che entreranno nel Dpcm, dunque, limiti a spostamenti verso Regioni più a rischio. Non solo: il governo prevede di adottare a livello nazionale «limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda». Nel provvedimento si prevede «anche integralmente» la didattica a distanza per le scuole di secondo grado. Il governo prevede inoltre a livello nazionale «la riduzione al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici locali».

Sempre a livello nazionale, secondo il capo del Governo, «intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare il contenimento e la mitigazione del contagio. Chiudiamo nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali ad eccezione di negozi alimentari parafarmacie e farmacie ed edicole dentro i centri. Chiudiamo i corner per le scommesse e giochi ovunque siano, chiuderanno anche musei e mostre».

L’Agenzia delle Dogane e Monopoli spiega che al momento non c’è ipotesi per lo stop a Lotto e Superenalotto né alle altre lotterie in vista del nuovo Dpcm al vaglio del governo.

La soglia critica delle terapie intensive

«Alla luce dell’ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune Regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità» delle Regioni, ha messo in evidenza Conte. «Il governo è sempre stato e sempre rimarrà consapevole della piena responsabilità di fronte al paese di fronte a ogni decisione per la salvezza del paese», ha sottolineato. «Il quadro epidemiologico è in via di transizione verso lo scenario 4 con particolare riferimento ad alcune Regioni. Ci sono specifiche criticità in Regioni e province autonome. L’Rt nazionale è a 1,7 ma in alcune Regioni ovviamente il dato è superiore. Esiste un’altra probabilità che 15 Regioni superino le soglie critiche nelle aree delle terapie intensive e delle aree mediche nel prossimo mese».

Scuola in presenza se Rt sotto controllo

Il governo deve «garantire, nelle aree territoriali in cui la soglia dell’indice Rt non risulti fuori controllo, la didattica in presenza, con particolare riferimento ai nidi, alle scuole per l’infanzia, alla scuola primaria e secondaria di primo grado, assicurando di conseguenza nel contempo screening periodici, tamponi veloci a personale scolastico, Ata e ad alunni». È uno degli undici impegni chiesti all’esecutivo inseriti nella risoluzione di maggioranza dopo le comunicazioni del premier alla Camera. Il governo dovrà inoltre «adottare misure nazionali che consentano di mitigare il più possibile la crescita del contagio, anche al fine di alleviare il carico già molto pesante sul Sistema sanitario nazionale».

Il secondo impegno invita il governo «a intervenire in costante confronto con le Regioni con misure restrittive crescenti, adeguate all’evoluzione della pandemia, che siano ispirate ai principi di massima precauzione, di proporzionalità e di adeguatezza, sulla base di parametri oggettivi che consentano di non sottovalutare la severità e l’imprevedibilità della pandemia stessa, che continua a crescere con preoccupante rapidità».

Nuova strategia per presenza pubblica nell’economia

«È necessario un nuovo patto tra pubblico e privato, nonché una nuova strategia di organizzazione della presenza pubblica nel’economia che non ostacoli il mercato ma sappia intervenire e indirizzarlo in questo momento di particolare crisi», ha detto il presidente del Consiglio. «La crisi che stiamo vivendo è la terza nello spazio degli ultimi 15 anni e stavolta l’Italia, l’Europa l’Occidente hanno la possibilità di imprimere una vera svolta che, al contrario è mancata dopo i precedenti episodi di crisi. L’Europa ha saputo cogliere questa sfida, in particolare attraverso il programma Next Generation Eu e attraverso varie altre iniziative, cui l’Italia ha fornito un contributo determinante».

Dalla Camera sì alla risoluzione di maggioranza

Nella mattinata, in un punto con i capidelegazione della maggioranza, una delle soluzioni emerse era anche quella di un coprifuoco a livello nazionale alle 21 ma la decisione è come detto in divenire. Sono ore di trattative frenetiche, sia all’interno del governo, sia tra Stato e Regioni. Dopo le comunicazioni del premier Conte, la Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza presentata sull’epidemia da Covid 19 che autorizza l’esecutivo a «a intervenire con misure restrittive crescenti». I sì sono stati 284, gli astenuti (il centrodestra)178, 1 contrario. La risoluzione è stata votata per parti separate, entrambe approvate ma con un diverso atteggiamento da parte del centrodestra. Infatti le opposizioni si sono astenute sulla parte dispositiva, con gli 11 impegni all’esecutivo per fronteggiare la pandemia, mentre ha votato contro sulla premessa nella quale si dà un giudizio positivo sull’operato seguito fino ad oggi dal governo. La premessa è stata approvata con 287 sì, 174 no e 2 astenuti.

Approvate quattro proposte del centrodestra

Quattro gli impegni per il governo previsti dalla risoluzione del centrodestra (sui 22 complessivi) che sono stati approvati con il voto anche della maggioranza. Ossia tenere in debita considerazione, in sede di adozione delle future misure di contenimento, le esigenze dei pazienti non Covid-19 (e, tra questi, dei pazienti cronici e dei pazienti oncologici), assicurando nei loro riguardi la continuità assistenziale e la tutela del diritto alla salute, anche attraverso l’attivazione dei servizi di telemedicina; garantire una tutela effettiva, da qui fino al termine dell’emergenza, ai lavoratori fragili, alle persone con disabilità (sia essa fisica, sensoriale, relazionale o intellettiva), nonché ai rispettivi familiari e caregiver, assicurando loro un adeguato sostegno economico e assistenziale, anche a livello domiciliare, affinché la progressione della pandemia e l’applicazione delle misure di contenimento non determinino ulteriori regressioni, discriminazioni o isolamenti; prevedere interventi mirati e appropriati alle diverse fragilità, al fine di non isolare ulteriormente bambini, ragazzi e persone con disabilità - in particolare intellettive - potenziando in modo adeguato l’assistenza socio-sanitaria domiciliare, nell’ottica di prevenire e assistere in sicurezza, consentendo anche a chi svolge attività domiciliare di usufruire di test rapidi a tutela sia propria che dell’utenza; per quanto riguarda la sicurezza delle scuole, ad applicare termoscanner all’ingresso delle strutture scolastiche o delle classi per monitorare la temperatura di alunni e personale, e ad allestire tensostrutture da dedicare alle scuole per aumentare gli spazi disponibili; a prevedere interventi straordinari di edilizia scolastica per adeguare gli ambienti di apprendimento alle disposizioni di sicurezza.

Senato approva risoluzione maggioranza

Anche l’Aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Conte. Circa il complesso degli impegni richiesti al governo dai partiti che lo sostengono si sono registrati 140 sì, 104 astenuti e 5 voti contrari. Allo stesso tempo Palazzo Madama ha dato via libera alla risoluzione presentata dal senatore della Lega Roberto Calderoli sulla relazione del presidente del Consiglio (testo approvato così come riformulato dal governo). Via libera ad una successiva risoluzione del centrodestra per quanto riguarda le parti su cui il governo ha espresso parere favorevole.

Lavoriamo a piano vaccini, tuteleremo più fragili

Nella sua relazione al Senato Conte ha spiegato più nel dettaglio che il ministero della Salute sta già elaborando un piano di distribuzione dei vaccini «così che quando arriveranno le prime dosi potremo procedere in modo organizzato, secondo un piano ordinato. Ragionevolmente prevedo che favoriremo le fasce della popolazione più fragili e vulnerabili e gli operatori più esposti al pericolo». Tra le fasce più vulnerabili «il governo considera anche le persone più anziane, sono i nostri cari, i nostri genitori, i nostri nonni che hanno consentito di vivere al nostro Paese il miracolo economico».

Braccio di ferro tra governo e Regioni

Il quadro delle ultime ore, ancora una volta, ha registrato ancora una volta un braccio di ferro: da una parte il governo; dall’altra i governatori. Il presidente del Consiglio contrario a un coprifuoco nazionale: ha spinto per individuare delle “zone rosse”, sulla base della diffusione del virus sul territorio fotografata dall’indice Rt (l’indice di trasmissione). Se il parametro è superiore a 1,5, scatta in maniera automatica il lockdown. I governatori premono invece affinché vengano individuate regole da applicare a livello nazionale. «Le misure devono essere necessariamente nazionali, perché dalla Valle d’Aosta alla Calabria il virus c’è ovunque e sta crescendo ovunque», ha replicato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio alle telecamere di Sky TG24.

Mattarella sente Bonaccini e Toti

Nella mattinata di lunedì Sergio Mattarella ha avuto un colloquio con il presidente e il vice presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e Giovanni Toti (originariamente previsto di presenza, si è svolto in videoconferenza). Nel corso della conversazione è stato ribadito il ruolo decisivo delle Regioni nel fronteggiare la pandemia in una più stretta collaborazione tra tutte le istituzioni dello Stato anche se il presidente della Repubblica non è entrato nel merito delle misure concrete.

Il Trentino torna indietro su palestre, bar e ristoranti

Intanto, mentre il paese va verso misure più restrittive, sulle palestre aperte negli istituti scolastici e sugli orari di chiusura di bar (alle 20) e ristoranti (alle 22) il Trentino torna sui suoi passi. I locali, perciò, chiuderanno alle 18, come nel resto d’Italia. Decade quindi il provvedimento precedente, quello impugnato dal Governo. Con un’ordinanza approvata ieri ed in vigore da oggi, 2 novembre, il presidente della Provincia autonoma, Maurizio Fugatti, ha infatti messo in evidenza che è «opportuno in questa fase rendere coerenti ed omogenei con la normativa nazionale le misure provinciali più ampliative rispetto a quelle disposte dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2020».

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