edilizia

Nuovo ecobonus, quintuplicate le richieste di informazioni

Venerdì 18 settembre 2020 il convegno di Urbanpromo

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Venerdì 18 settembre 2020 il convegno di Urbanpromo


2' di lettura

Un interesse che è palpabile, visto che il volume delle informazioni che vengono richieste è almeno cinque volte superiore rispetto a prima che l'ecobonus in modalità 110 per cento venisse varato. La valutazione è di Domenico Prisinzano, responsabile del laboratorio Duee – Sps – Sap di Enea, che cura i sistemi informativi e l'assistenza sugli atti normativi. Prisinzano interverrà venerdì 18 settembre alla seconda giornata di Urbanpromo Green, la manifestazione organizzata dall'Istituto Nazionale di Urbanistica e dall'Università Iuav di Venezia, in un convegno (sarà online come gli altri incontri dell'evento, le informazioni per partecipare sono disponibili su www.urbanpromo.it dedicato al nuovo ecobonus.

Prisinzano ricorda che “il decreto rilancio ha posto delle condizioni rispetto all'applicabilità dell'ecobonus, servono interventi che siano trainanti, quelli sull'involucro (per più del 25% della parte opaca della superficie disperdente) e relativi agli impianti centralizzati di climatizzazione invernale, nei condomini e negli edifici unifamiliari. Quando si realizza ciò che è trainante, si possono attuare altri interventi che sono trainati. Bisogna poi specificare che gli interventi che si realizzano devono portare al miglioramento di due classi energetiche”. Sempre per quanto riguarda le attese sul volume di applicazione dell'incentivo, Prisinzano ipotizza rispetto al passato la possibile migliore risposta da parte dei condomini: “In precedenza si scontava il limite della difficoltà dell'accordo tra più persone, ora sarà più facile, visto che l'incentivo è molto forte”.

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Al convegno del 18 settembre interverrà anche Piercarlo Romagnoni, docente di Fisica Tecnica Ambientale all'Università Iuav di Venezia. In una prospettiva di valutazione di uno strumento, quello dell'ecobonus, che sta per entrare a regime, Romagnoni auspica concentrazione sempre più capillare sui “feedback di controllo”, ovvero non solo l'attenzione “alla quantità degli interventi fatti, ma anche l'evidenza e la relazione con i consumi iniziali”, per cogliere il reale miglioramento in termini di efficienza energetica. Gettando uno sguardo al futuro e immaginando l'evoluzione dell'ecobonus, la strada per Romagnoni potrebbe essere quella di incrementare la scala di intervento: “Una soluzione sono le microreti e i sistemi di controllo, in generale la digitalizzazione per gestire la produzione energetica su comparti più larghi, un gruppo di edifici, anche un lotto”. Una prospettiva particolarmente appetibile per la progettazione di interventi in tessuti storici, il nostro Paese ne è pieno, in cui “l'efficientamento classico” è difficilmente realizzabile.

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