ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùVerso l’esecutivo Meloni

Nuovo governo, dalle consultazioni al giuramento: le prossime tappe

Dopo la costituzione dei gruppi parlamentari e l’elezione dei presidenti, il Capo dello Stato avvia giovedì le consultazioni. L’incarico a formare il governo potrebbe arrivare venerdì, il 23 giuramento e il 25 la fiducia delle Camere

di Riccardo Ferrazza

Articolo aggiornato il 19 ottobre 2022 alle ore 22

Tregua tra Berlusconi e Meloni, "insieme al Quirinale"

3' di lettura

Consultazioni al via giovedì 20 ottobre, incarico a Giorgia Meloni forse già venerdì sera, giro di orizzonte della presidente del Consiglio incaricata e scioglimento della riserva, quindi giuramento del nuovo governo tra domenica e lunedì e dibattito parlamentare sulla fiducia da martedì 25 ottobre. È questo il percorso, ancora ipotetico viste le tensioni che scuotono il centrodestra dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi su Putin, l’Ucraina e Zelens’kyj, che dovrebbe portare alla nascita del nuovo esecutivo a un mese dalle elezioni politiche del 25 settembre.

Passaggio preliminare per l’avvio delle consultazioni è stata la procedura in Parlamento per la formazione dei gruppi e l’elezione dei capigruppo, oltre all’elezione dei vicepresienti che si è completeta mercoledì 19.

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Le consultazioni

Al Quirinale è tutto pronto per l’avvio dei colloqui del presidente Sergio Mattarella con i gruppi parlamentari e i leader dei partiti. Si partirà il 20 ottobre e le consultazioni avranno tempi contenuti.

Il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano verrà raggiunto telefonicamente. Poi Mattarella incontrerà nello Studio alla vetrata al Quirinale il presidente del Senato Ignazio La Russa (ore 10) e il presidente della Camera Lorenzo Fontana (ore 11). Alle 12 e alle 12,30 saliranno al Colle i gruppi Per le Autonomie e Misto del Senato. Dalle 16 alle 19, ogni mezz’ora, gli incontri con il gruppo Misto della Camera, la componente Verdi-Sinistra, i gruppi di Azione-Italia Viva, del Movimento Cinque Stelle e del Pd.

Il giorno successivo (venerdì 21 ottobre) alle 10,30 Mattarella riceverà in un’unica delegazione i gruppi parlamentari della coalizione di centrodestra: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. L’incontro concluderà le consultazioni.

L’incarico

Visto il chiaro esito delle elezioni politiche con il centrodestra che gode di una netta maggioranza in Parlamento e Fdi primo partito con il 26 dei consensi, Mattarella potrebbe affidare l’incarico di formare il nuovo governo a Giorgia Meloni già nella serata di venerdì. Il premier incaricato andrà prima alla Camera, poi al Senato e quindi a Palazzo Chigi per comunicare formalmente di aver ricevuto l’incarico da Mattarella. Sarebbe la prima donna a ricevere l’incarico dopo trenta presidenti del Consiglio uomini (che hanno presieduto complessivamente 67 governi).

La lista dei ministri e il giuramento

A partire dal giorno sucessivo (22 ottobre) a Meloni spetta lo svolgimento di proprie consultazioni che possono essere più o meno ampie (ad esempio decidendo di sentire anche le parti sociali). Non è però scontato: non sono state tenute per i governi politici usciti dalle urne nel 2001, nel 2006 e nel 2008. Ove si tengano, saranno a Montecitorio, quasi sicuramente nella Sala della Lupa. Nella serata di sabato Meloni potrebbe salire al Quirinale per sciogliere la riserva con la lista dei ministri . Se non ci saranno obiezioni del Colle - la nomina dei ministri spetta al Capo dello Stato su proposta del premier incaricato - il governo è pronto a nascere. Manca solo il giuramento al Quirinale che potrebbe essere il 23 ottobre. A cerimonia conclusa il governo entrerà nella pienezza dei poteri. A Palazzo Chigi si svolgerà quindi il “passaggio della Campanella” e si terrà il primo Consiglio dei ministri.

La fiducia delle Camere

Il 25 ottobre (martedì) il governo si presenterà in Parlamento per la fiducia. Si comincia al mattino alla Camera, poi Meloni si sposterà al Senato per consegnare il testo delle dichiarazioni programmatiche appena svolte a Montecitorio. Non è ancora chiaro se la fiducia in entrambi i rami del Parlamento arriverà nella stessa giornata o si articolerà in due giorni, con il voto al Senato il 26 ottobre.

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