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Faccia a faccia Meloni-Salvini. FdI: «Né nomi né veti». Il sito del Viminale: Bossi eletto in Lombardia

La leader di Fratelli d’Italia è al lavoro sulla squadra di governo. Ha incontrato l’alleato-rivale, il segretario della Lega Matteo Salvini per fare il punto. Un colloquio durato circa un’ora dal quale è emersa la voglia di «grande collaborazione e unità di intenti». Bossi di nuovo in pista dopo verifica ma è caos seggi

Meloni pensa alla squadra di governo
  • Presidente Usa Biden: «visto cosa è successo in Italia?»

    «Avete appena visto cosa è accaduto in Italia in quelle elezioni. Vedrete cosa accadrà nel mondo. La ragione per cui mi preoccupo di dire questo è che non potete essere ottimisti neppure su cosa accadrà qui»: lo ha detto Joe Biden evocando l’esito delle elezioni italiane a un evento di raccolta fondi del partito, mentre lanciava un monito sul destino della democrazia, secondo quanto riferisce il pool di giornalisti al seguito del presidente Usa. Biden ha parlato a braccio a un ricevimento della Democratic Governors Association. La prima a riportare le sue parole, su Twitter, è stata la corrispondente dalla Casa Bianca dell’Associated Press, Seung Min Kim. Poi la dichiarazione è stata confermata dal giornalista del pool della Casa Bianca Alexander Nazaryan, corrispondente di Yahoo News.

    Il presidente Usa Joe Biden. (EPA/SHAWN THEW)

  • Consigliere regionale ligure Lista Toti lascia partito

    Il consigliere regionale della Liguria Stefano Anzalone, del gruppo “Cambiamo con Toti presidente” ha lasciato il partito dopo il flop alle elezioni dove il raggruppamento Noi moderati che includeva il partito di Toti Italia al centro ha ottenuto solo il 2%. Ad annunciarlo, con una nota, è lo stesso consigliere.

  • Regionali: in Sicilia mancano all’appello ancora 48 sezioni

    Con la validazione da parte della Prefettura di Palermo dei dati relativi alle sei sezioni del Comune di Marineo si è chiuso definitivamente lo spoglio per le elezioni regionali nel Palermitano. Sono scese, quindi, a 48 le sezioni elettorali che, a causa di diverse difficoltà ancora mancano all’appello in Sicilia. Nello specifico: 43 nel Siracusano (42 nel capoluogo e una a Lentini); due nella città di Agrigento; due nel Comune di Villalba, nel Nisseno; e una a Misiliscemi, in provincia di Trapani. Il portale web elezioni.regione.sicilia.it è stato già aggiornato con il dato definitivo che riguarda la provincia di Palermo.

  • Terzo polo: Calenda, con nuovo partito decisivi alle Europee

    «Dobbiamo avere il nuovo partito assolutamente in piedi per le prossime elezioni europee, dove saremo decisivi. E prima di queste, saremo fondamentali per riequilibrare il sistema politico italiano». Lo ha detto il leader di Azione e del Terzo polo, Carlo Calenda, rispondendo alle domande dei suoi follower in una diretta video sui social.

  • Terzo polo: Calenda, lunedì ci vediamo con Renzi

    «Una scuola di formazione politica? Sì, ci vedremo lunedì con Renzi e ne parliamo». Lo ha detto il leader di Azione e del Terzo polo, Carlo Calenda, rispondendo alle domande dei suoi follower in una diretta video sui social.

  • Calenda, nuova legge elettorale contro finte coalizioni

    «La legge elettorale deve essere cambiata altrimenti continueremo ad avere finte coalizioni». Lo ha detto il leader di Azione e del Terzo polo, Carlo Calenda, rispondendo alle domande dei suoi follower in una diretta video sui social.

  • Plurinominale: in Sicilia un seggio tolto a Lega va a Pd

    In Sicilia il seggio tolto alla Lega, (non sarebbe eletta Annalisa Tardino) nel collegio Sicilia 1 P02 andrebbe al vicesegretario Pd Giuseppe Provenzano che già era risultato eletto nel collegio Sicilia 1 P01. Quindi in Sicilia nei collegi plurinominali alla Camera sono stati eletti sei deputati col M5s, 5 con Fdi, 4 col Pd, 1 con la Lega, 2 con Iv-azione e 2 con Forza Italia. In uno dei due seggi assegnati al Pd, in base ai calcoli elettorali, entrerebbero alla Camera o Teresa Piccione o Giovanna Iacono.

  • Nuova ripartizione seggi Toscana,non eletta Lucia Annibali

    Il nuovo calcolo della ripartizione dei seggi operato dal Viminale cambia le cose in Toscana per il Terzo polo: il secondo seggio alla Camera nel plurinominale che avrebbe portato all’elezione di Lucia Annibali, candidata nel collegio Toscana 03 per Azione-Italia viva, è stato invece attribuito al centrosinistra, per il quale viene eletto il candidato Pd Marco Simiani. «Purtroppo è andata così», afferma Annibali, deputata uscente.

  • Plurinominale: in Sicilia un seggio tolto alla Lega

    Anche in Sicilia cambia sul sito del Viminale la composizione degli eletti alla Camera. Nel collegio Sicilia 1 P02 non sarebbe stata eletta Annalisa Tardino della Lega. Secondo questa novità in Sicilia nei collegi plurinominali alla Camera sono stati eletti sei deputati col M5s, 5 con Fdi, 3 col Pd, 1 con la Lega, 2 con Iv-azione e 2 con Forza Italia.

  • Agcom,nuovi procedimenti sanzionatori per mancato equilibrio

    Il Consiglio dell’Agcom ha, all’unanimità, dato mandato agli uffici di avviare i procedimenti sanzionatori nei confronti di Rai, Mediaset, La7 e Sky, dopo aver esaminato i dati di monitoraggio dal 18 al 23 settembre. Il 21 settembre, l’Autorità aveva impartito alle stesse emittenti degli ordini di riequilibro in merito al rispetto dei parametri vigenti per le varie testate. Nonostante lo sforzo compiuto dalla maggior parte delle emittenti - informa Agcom -, sono stati riscontrati diversi scostamenti nei tempi di parola, sia in termini di sottorappresentazione che di sovrarappresentazione, fruiti da ciascun soggetto politico.

  • Calenda, mi dimetto da Parlamento Ue e opto per Senato

    «L’incarico da parlamentare europeo? Mi dimetterò, i due ruoli sono incompatibili, però andrò a Strasburgo la prossima settimana perché c’è l’ultimo voto sulla questione energetica che voglio fare. Dal 12 ottobre dovrò dimettermi e opterò per il Senato». Lo ha detto il leader di Azione e del Terzo polo, Carlo Calenda, rispondendo alle domande dei suoi follower in una diretta video sui social.

  • Latina,consiglieri c.destra si dimettono e decade sindaco

    I 19 consiglieri del centrodestra di Latina (FdI- Lega - Forza Italia e Latina nel Cuore e un Udc) e l’esponente di Fare Latina, maggioranza in consiglio comunale, da quanto si apprende, hanno firmato dal notaio le dimissioni. Ciò ha determinato lo scioglimento dell’assise cittadina e la caduta del sindaco di centrosinistra Damiano Coletta da poco riconfermato dopo che 22 sezioni elettorali erano riandate al voto.

  • Eletti cambiano ma a saldo zero tra partiti

    In base all’evoluzione dei complicati conteggi dovuti al Rosatellum cambiano alcuni nomi degli eletti ai seggi proporzionali in alcuni collegi plurinominali delle Politiche di domenica scorsa, ma le variazioni sono a saldo zero per quanto riguarda i partiti. Ad esempio, la Lega che rispetto a ieri ha “guadagnato” due deputati in Lombardia (Umberto Bossi e Giulio Centemero), ne ha persi altrettanti tra Emilia Romagna e Sicilia. È quanto sottolineano fonti del Viminale, ricordando che i nomi degli eletti pubblicati sul sito Eligendo sono da considerarsi “ufficiosi” in attesa del “timbro ufficiale” dell’Ufficio elettorale centrale nazionale presso la Cassazione.

  • Meloni, al lavoro sul dossier energia, non si sta parlando di incarichi

    Durante la giornata la presidente di Fdi, Giorgia Meloni «ha fatto un punto con i suoi collaboratori. Particolare attenzione è stata riservata ai dossier del caro energia e approvvigionamento energetico anche alla luce dei recenti sviluppi in ambito internazionale». Così in una nota nella quale si puntualizza, tra l’altro, «non si è parlato né oggi e né in questi giorni di nomi, incarichi, attribuzioni di deleghe né separazioni di ministeri e sono prive di fondamento retroscena di stampa su presunti veti, così come le notizie già smentite da Palazzo Chigi su un “patto” Meloni-Draghi».

  • Plurinominale Toscana, un altro seggio Camera al Pd

    Marco Simiani è stato eletto alla Camera per il Pd nel collegio plurinominale di Arezzo-Siena-Grosseto-Livorno. Lo annuncia lo stesso Simiani sulla sua pagina Facebook, dopo la pubblicazione dell’esito sul sito Eligendo del Viminale. Il candidato secondo il primo calcolo dei quozienti era stato dato per escluso. “«n poche ore - ha scritto Simiani - la mia amarezza si è trasformata in sorpresa. Poi in gioia».

  • Meloni lascia la Camera,io ottimista,sono arrivata fin qui...

    Ottimista? «Sono sempre ottimista io, mi ha portato fin qui...». Così la leader di Fdi, Giorgia Meloni, ha risposto ai giornalisti prima di lasciare Montecitorio dove oggi ha proseguito il lavoro in vista della formazione del Governo.

  • Pd:direzione deciderà tappe, Letta chiede confronto radicale

    Verranno discusse nella direzione del 6 ottobre le tappe per la scelta del segretario Pd. In base a quanto si apprende da fonti del Nazareno, al momento all’odg ci sono l’analisi del voto e la discussione sull’avvio del percorso congressuale. Ma non è ancora prevista l’approvazione del regolamento: da Statuto è il primo passo del congresso. Alcuni esponenti Pd stanno chiedendo un congresso che preveda una discussione più profonda di quella prevista dallo Statuto. Letta non vuole allungare troppo i tempi, ma intende assicurate un confronto serio, radicale e senza infingimenti sul profilo, l’identità e la collocazione del Pd post voto.

  • Corretto errore in Lazio1,un altro seggio a Pd

    Il Viminale corregge sul sito Eligendo anche la lista degli eletti nella circoscrizione Lazio 1 plurinominale 01: nel listino con capolista Nicola Zingaretti scattano ora, nella versione corretta, due seggi anzichè uno. Dunque oltre a Zingaretti al Pd andrà un altro seggio: la seconda risulta Marianna Madia, una delle plurielette, mentre terzo il segretario cittadino del Pd Andrea Casu a cui presumibilmente sarà attribuito il secondo seggio.

  • Nuova attribuzione seggi Calabria, 1 da Pd a M5S

    Cambia il quadro degli eletti calabresi in Parlamento. Sulla base di un aggiornamento della ripartizione dei seggi proporzionali della Camera dei deputati in alcuni collegi plurinominali, pubblicato sul sito Eligendo del Viminale, in Calabria, il Partito democratico perde un seggio a vantaggio del Movimento 5 stelle. In Parlamento entra così il pentastellato Riccardo Tucci, uscente, a scapito della dem Enza Bruno Bossio che lascia la Camera dei Deputati dove era entrata nel 2013. Per effetto della nuova ripartizione, dunque, i deputati 5 stelle eletti al proporzionale - all’uninominale è stata eletta l’uscente Anna Laura Orrico - sono 3: oltre a Tucci, sono l’ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho e Vittoria Baldino. Nel Pd, invece, i deputato da due passano a uno, Nicola Stumpo, in quota Articolo 1

  • Cambiano eletti plurinominale Umbria, dentro M5s-FI

    Cambia il quadro degli eletti in Umbria alla Camera con il plurinominale in base a quanto riporta l’aggiornamento del sito Eligendo del Viminale. Vengono infatti indicati ora Emma Pavanelli (M5S) Emanuele Prisco (Fdi), Anna Ascani (Pd) e Catia Polidori (FI). Una prima indicazione riportava invece due deputati per FdI, Prisco e Chiara La Porta, e altrettanti per il Pd, Ascani e Pierluigi Spinelli, che invece scendono ora a un solo candidato eletto.

  • Molise,Ministero toglie seggio a Pd,va a Fdi

    Colpo di scena nell’attribuzione dei seggi al Molise dopo le elezioni Politiche. Il Ministero dell’Interno, con i dati aggiornati sul sito Eligendo, ha modificato gli eletti in regione alla Camera. Non c’è più il nome di Caterina Cerroni del Pd e al suo posto risulta eletta al proporzionale Elisabetta Lancellotta di Fratelli d’Italia. Sono, dunque, ora quattro su quattro gli eletti del centrodestra in regione. Dunque Claudio Lotito e Costanzo Della Porta risultano eletti al Senato, Lancellotta e Lorenzo Cesa alla Camera. Le operazioni di verifica, comunque, non sono ancora concluse.

  • Bossi:Viminale,ripartizione seggi su indicazioni Cassazione

    Un aggiornamento della ripartizione dei seggi proporzionali della Camera dei deputati in alcuni collegi plurinominali (è il caso di quello di Umberto Bossi a Varese, che solo oggi appare tra gli eletti) viene pubblicato sul sito Eligendo «anche a seguito di indicazioni fornite dall’Ufficio Elettorale Centrale Nazionale presso la Corte di Cassazione». È quanto precisa il Dipartimento per gli affari interni e territoriali del ministero dell’Interno. «Resta invariato - rileva il Dipartimento - il dato relativo al totale dei seggi attribuiti, a livello nazionale, a tutte le coalizioni e alle liste della Camera dei deputati, anche per i collegi uninominali, nonché la ripartizione dei seggi relativa al Senato della Repubblica».

  • Patuanelli, preferenze M5S non solo da percettori di reddito

    «C’è l’esempio della Puglia dove abbiamo raddoppiato i voti rispetto ai percettori del reddito di cittadinanza, quindi quantomeno ci sono 240 mila elettori pugliesi che non percepiscono il reddito che hanno votato il Movimento 5 stelle ma questo ovviamente ovviamente può essere esteso in tutte le zone d’Italia. Non è vero il fatto che abbiamo avuto soltanto il voto dei percettori del reddito di cittadinanza. E’ un assurdo». È quanto dichiarato dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli a margine dell’ottavo Congresso Uila e in risposta al consenso politico ottenuto dal Movimento 5 stelle.

  • Via libera del Cdm a Nadef e riforma della giustizia legata a Pnrr

    Il consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, ha dato il via libera alla Nota di aggiornamento al Def. Il Pil rallenta ed è atteso crescere solo dello 0,6% nel 2023. Lo riferiscono fonti di governo. L’ultimo Def prevedeva una crescita del 3,1% nel 2022 e del 2,4% nel 2023, un deficit/Pil rispettivamente al 5,6% e al 3,9%, un rapporto debito/Pil al 147% e al 145,2% e 143,4. Il Cdm ha dato il via libera anche ai decreti legislativi che riformano la giustizia civile e penale, provvedimenti in ambito Pnrr.

  • Spread Btp Bund chiude in calo sotto 240 punti

    Lo spread tra Btp e Bund chiude in calo sotto i 240 punti (239,6) rispetto ai 248,9 dell’avvio e 11 punti in meno sulla chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano scende al 4,5%.

  • Salvini: Bossi eletto, quante parole al vento…

    “Il Viminale riconta le schede e corregge degli errori: Umberto Bossi è eletto in Lombardia. Quante parole al vento…”. Così il leader della Lega Matteo Salvini

  • Sito Viminale: Umberto Bossi eletto in Lombardia

    Ieri non c’era nell’elenco del Viminale, ma oggi risulta eletto Umberto Bossi nel collegio plurinominale di Lombardia 2 (Varese). E’ quanto risulta dal sito Eligendo del Viminale.

  • Calderoli: errore del Viminale, Bossi potrebbe tornare in parlamento

    “Il Ministero dell'Interno nell'attribuzione provvisoria dei seggi dei collegi plurinominali ha preso un granchio clamoroso. Non lo dico per contestarli, ma solo perché in autotutela, fino a quando il dato non diviene definitivo, possano ancora correggerlo”. Lo sostiene il senato della Lega Roberto Calderoli. “Vi spiego da dove nasce l'errore. Tutto è corretto - spiega- fino all'attribuzione dei seggi delle coalizioni a livello nazionale, ovvero sulla base della cifra elettorale nazionale di coalizione dei partiti che abbiano superato l'1%. L'errore nasce dal passaggio successivo dove la cifra elettorale di coalizione nella circoscrizione deve comprendere anche i partiti che hanno superato l'1% anche quando questi non hanno raggiunto il 3% perché questo dice la legge, cosa che loro non hanno fatto sottraendo già a livello circoscrizionale la lista di ‘+Europa', creando una serie di seggi deficitari che coinvolgono 13 circoscrizioni su 28”. “La ripartizione finale dei seggi ai singoli partiti che abbiano superato il 3% è stata fatta in maniera corretta, ma purtroppo l'errore è a monte. Io di leggi elettorali magari non ne capisco tanto, ma fino a questo punto ci arrivo… poi io confesso di essere in conflitto di interessi perché in base alla corretta applicazione della legge, se questo errore venisse corretto, allora Umberto Bossi tornerebbe in Parlamento. E comunque questa mia osservazione viene confermata tra l'altro dal verbale di domenica 4 marzo 2018 delle operazioni dell'ufficio elettorale nazionale della Cassazione, basta andare a vederlo…”, conclude il vicepresidente del Senato.

  • Gentiloni, impegni Pnrr non saranno cambiati o rinviati

    «Il NextGenerationEu rimane lo strumento comune più potente che abbiamo a nostra disposizione. Ed è per questo che ho chiarito che mentre siamo aperti a discutere di punti limitati e specifici, non dovrebbe esserci una riapertura totale dei piani o un rinvio di impegni chiave». Lo ha detto il commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, parlando al forum di Francoforte sulle relazioni Ue-Usa, organizzato dall’Atlantic Council.

  • Nadef: iniziato Cdm a Palazzo Chigi

    È iniziato da pochi minuti il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi. Sul tavolo la Nota di aggiornamento al Def.

  • Pd: sindaco Modena, «Congresso è già stato avviato»

    «Rinviare il congresso? Ma il congresso è già avviato, pensiamo piuttosto a come farlo affinché sia davvero utile». Lo dice Gian Carlo Muzzarelli, sindaco dem di Modena, città dove il Pd ha tenuto alle recenti elezioni, interpellato sulle dichiarazioni del primo cittadino di Bologna, Matteo Lepore, il quale ha sostenuto sarebbe meglio rinviare il congresso Pd e ascoltare piuttosto i delusi.

  • Voci Descalzi ministro. Eni: ipotesi mai considerata

    Su voci e articoli di stampa che indicano l’Ad di Eni Claudio Descalzi come componente del nuovo governo, un portavoce della società interpellato dall’ANSA ha risposto che “il dottor Descalzi, pur lusingato dalle indiscrezioni che lo indicano tra i possibili ministri del prossimo Governo, tiene a specificare che l’ipotesi di un suo incarico ministeriale non è mai stata considerata, e che in ogni caso non ritiene il proprio percorso professionale compatibile con un ruolo governativo”.

  • Elezioni: Demopolis, Meloni ha preso voti da Lega e M5s

    «Alle Politiche del 25 settembre Fratelli d’Italia - con 7 milioni e 300 mila voti - ha guadagnato quasi 6 milioni di elettori in poco più di 4 anni». Lo sottolinea l’Istituto Demopolis che ha studiato la provenienza del consenso al partito di Giorgia Meloni, rispetto al voto espresso dagli italiani nel marzo del 2018. «Degli oltre 7 milioni di elettori odierni - afferma il report dell’Istituto -, 18 su 100 avevano già votato Fratelli d’Italia alle ultime Politiche. I dati più significativi sono costituiti dai voti in ingresso, non solo dall’area di Centro Destra: 30 elettori su 100 odierni di Fratelli d’Italia avevano scelto nel 2018 il Movimento 5 Stelle, 12 Forza Italia. Il flusso più significativo proviene però dal partito di Salvini: 33 elettori attuali su 100 della Meloni avevano optato per la Lega nel 2018».

  • Crosetto (Fdi), «liquido mia società per evitare illazioni»

    «Da privato e libero cittadino in questi anni ho costruito una bella società di consulenza, con mia moglie e mio figlio. Sono fatto così male che, adesso che una mia amica, che fino a 2 giorni fa non contava, conterà, ho deciso di liquidarla perché nessuno possa fare illazioni». Lo scrive su Twitter Guido Crosetto (Fdi).

  • Youtrend, al Sud oltre metà voti 5S e il 41% di Fi

    Oltre la metà dei voti di M5S arriva dal sud Italia, regioni dalle quali proviene anche più di 4 voti su dieci a Forza Italia. È quanto emerge da un’analisi di Youtrend sulla composizione geografica del voto dello scorso 25 settembre che ha portato il centrodestra alla vittoria. Dalle analisi degli esperti, dunque, il partito di Giuseppe Conte conquista il 56% delle sue preferenze al sud e nelle Isole, mentre al centro raccoglie il 18%, al nord ovest il 16% e nel nord est solo il 10%. Il partito di Silvio Berlusconi, invece, incassa il 41% al sud e la stessa percentuale (il 16%) nel centro e nel nord est, mentre nel nord ovest sale al 27%. Chi, invece, raccoglie più consenti al nord sono la Lega, con il 65% tra nord ovest e nord est, e Azione/Italia Viva, con il 57% tra nord ovest e nord est. Al centro Calenda e Renzi prendono il 23% dei voti, mentre la Lega si ferma al 16%. Praticamente identico il risultato al sud: Lega al 19% e Azione/Italia Viva al 20%. Quanto al centrosinistra, i maggiori consensi arrivano dal nord ovest: 29% per il Pd e 31% per Verdi e Sinistra. Risultato identico per i due partiti nel nord est (con il 23%) e simile al centro e al sud (24% il Pd, 23% Verdi e sinistra). E il partito vincitore delle elezioni? Il consenso a Fratelli d’Italia, dice l’analisi di Youtrend è omogeneo in tutta Italia con una leggera prevalenza nel nord ovest: qui il partito di Giorgia Meloni prende infatti il 30% dei propri voti, a fronte del 23% nel nord est e nel centro e del 24 al sud e nelle isole.

  • Governo: Meloni-Salvini, collaborazione e unità intenti

    «Grande collaborazione e unità di intenti». È quanto si legge in una nota congiunta della Lega e Fdi al termine dell’incontro tra Meloni e Salvini. «Entrambi i leader - si legge - hanno espresso soddisfazione per la fiducia data dagli italiani alla coalizione e hanno ribadito il grande senso di responsabilità che questo risultato comporta. Meloni e Salvini hanno fatto il punto della situazione e delle priorità e urgenze all’ordine del giorno del governo e del parlamento, anche alla luce della complessa situazione che l’Italia sta vivendo».

  • Letta: giovedì 6 direzione su congresso

    «Verso il #Congresso del #nuovoPD. Convocheremo giovedì 6 la Direzione. Per un percorso congressuale inclusivo e aperto che vada alla radice dei problemi e affronti le sfide che stanno di fronte alla nostra comunità. E per poi scegliere di conseguenza chi ci guiderà in futuro». Lo scrive su twitter Enrico Letta.

  • Concluso incontro Salvini Meloni

    Concluso, dopo un’ora, l’incontro tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni negli uffici di Fratelli d’Italia alla Camera. Il leader leghista è uscito parlando al telefono.

  • Sala: lottare subito a difesa di 194 e Costituzione

    «Vi invito a riflettere sul fatto che al giorno tre dopo le elezioni, oltre alla volontà di cambiare la Costituzione perché sarebbe troppo vecchia, gli esponenti di Fratelli d’Italia vanno subito sulla legge 194, che garantisce il diritto all’aborto». Lo ha scritto sulle sue pagine social il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando della vittoria alle elezioni di Fratelli d’Italia. «Sappiamo bene cosa significa toccare quella legge. C’è un’intera visione del mondo dietro a questa ambizione. Ecco: non è la mia visione - ha aggiunto - . Per cui mettiamoci in testa una cosa. Si può parlare di segreterie e di congressi, ma c’è subito, da oggi, da lottare per difendere le ragioni di tutti coloro che riteniamo di rappresentare. Se non saremo in grado di farlo, cercheranno altri rappresentanti, veri o presunti tali».

  • Messina (Intesa): nuovo governo affronti diseguaglianze

    È indispensabile che il nuovo governo come «punto numero uno», «affronti i temi della povertà e delle diseguaglianze». Lo afferma l’ad di Intesa Sanpaolo Carlo Messina arrivando al congresso Uilca secondo cui il voto ha espresso «una condizione politica che dà stabilità» ma serve «la coesione sociale perchè le situazioni drammatiche che stiamo vivendo possono portare a un forte disagio». Messina ha indicato come priorità anche «evitare di far aumentare il debito pubblico e accelerare sull’attuazione del Pnrr le cui eventuali modifiche non sono un tabù».

  • Messina (Intesa): io al governo? Resto a fare il manager

    «Io sono un manager, resto a fare il manager». Così l’ad di Intesa Sanpaolo Carlo Messina replica a chi gli chiede di un suo possibile ruolo da ministro nel nuovo governo.

  • Salvini incontra Meloni alla Camera

    Matteo Salvini è entrato negli uffici del gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera per incontrare Giorgia Meloni. Salvini è entrato senza fare alcuna dichiarazione ai giornalisti.

  • Salvini arrivato a Montecitorio

    Il leader della Lega Matteo Salvini è arrivato a Montecitorio, dove si trova anche la presidente di FdI Giorgia Meloni. Oggi è in programma un incontro tra i due.

  • Governo: in giornata incontro tra Meloni e Salvini

    In giornata si terrà un faccia a faccia tra la leader di FdI, Giorgia Meloni e il segretario federale della Lega, Matteo Salvini. Lo si apprende da fonti parlamentari.

  • Fazzolari (FdI): Stellantis dia bonus anche ai dipendenti italiani

    «La casa automobilistica italo-francese Stellantis, nata dalla fusione dello storico gruppo Fiat-Fca e gruppo Peugeot, ha deciso di aiutare i propri dipendenti degli stabilimenti francesi con un bonus anti inflazione fino a 1.400 euro per il mese di ottobre. Nessuna notizia per chi lavora in Italia, se ne parlerà, forse, più avanti. Fratelli d’Italia si augura che il bonus dato ai lavoratori francesi sia concesso immediatamente anche a quelli italiani. Una differenza di trattamento tra lavoratori italiani e francesi sarebbe ingiustificata e inaccettabile e confermerebbe i timori di un gruppo Stellantis sempre più attento alle richieste francesi anche a discapito degli stabilimenti e dei lavoratori italiani. Dispiace constatare il silenzio totale su questi fatti delle molte testate del gruppo Gedi, a partire da La Repubblica e La Stampa, collegato alla stessa proprietà di Stellantis». Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari.

  • Boccia: nel Lazio unire fronte comune per Regionali

    «Voteremo nella Regione Lazio, sarà il primo voto dopo le politiche. Dopo 10 anni eccellenti di governo Zingaretti noi vogliamo continuare a governarla, per farlo il mio appello è a tutte le forze progressiste e democratiche, bisogna lavorare fin da ora pe riunire quel fronte comune che ci ha permesso di vincere le amministrative». Lo ha detto il senatore e responsabile Enti locali del Pd, Francesco Boccia, a Radio Immagina.

  • Rdc, Ue: fondamentale ma sia associato a politiche attive per lavoro

    «Se si elimina tale reddito con che cosa si sostituisce? Se lo si abolisce di punto in bianco facendo in modo che chi non ha acceso al mercato del lavoro si trovi un una situazione di povertà, nell’illusione che queste persone si precipitino sul primo lavoro, non mi pare che possa funzionare». Lo ha detto il commissario Ue al Lavoro, Nicolas Schmit, rispondendo a una domanda sul reddito di cittadinanza italiano nella conferenza stampa di presentazione delle raccomandazioni sul reddito minimo. «Quello che conta è che il reddito minimo siano legato a politiche di accompagnamento e inclusione nel mercato del lavoro. Altrimenti, si corre il rischio che queste persone non accettino alcun lavoro».

  • Giorgia Meloni al lavoro alla Camera

    Giorgia Meloni alla Camera. La leader di FdI è arrivata a Montecitorio dopo le 12, senza rilasciare dichiarazioni ai cronisti presenti.

  • Crosetto: tetto al prezzo per consumatori finali

    «Quando parlo di “tetto” al prezzo del gas penso ad un prezzo al metro cubo fissato per i consumatori finali, aziende e cittadini, individuati puntualmente, in ordine di priorità e necessità. Un tetto fissato genericamente per legge in una sola nazione è impossibile». Lo scrive su Twitter Guido Crosetto.

  • Salvini: ora difesa confini, ho qualche nome...

    «Ci vuole qualcuno che torni a difendere e proteggere confini, leggi, forze dell’ordine e sicurezza in Italia. Qualche idea ce l’abbiamo». Così il leader della Lega, Matteo Salvini su Twitter.

  • Fontana: mia ricandidatura è riconfermata

    «La mia ricandidatura è assolutamente riconfermata: ieri abbiamo fatto un’analisi serena del voto in via Bellerio e ripartiamo con lo stesso o anzi maggiore entusiasmo». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, stamattina intervistato ai microfoni di TeleBoario a margine di una sua visita sul lago d’Iseo.

  • Mossa Ue su reddito minimo, contro povertà e per occupazione

    Mossa della Commissione Ue a favore del reddito minimo, per combattere povertà ed esclusione sociale, e sostenere l’occupazione. L’esecutivo europeo che il Consiglio adotti una raccomandazione agli Stati membri, perché rendano più moderni ed efficaci i regimi di reddito minimo, il sussidio che va a colmare il divario tra reddito percepito e il livello di entrate necessario invece per vivere una vita dignitosa. Lo scopo è raggiungere gli obiettivi sociali dell’Ue al 2030 di ridurre di 15 milioni le persone a rischio di povertà ed esclusione. E per gli Stati, avere il 78% della popolazione tra 20 e 64 anni di età occupato.

  • Azione: donne italiane non faranno passo indietro


    «Il solo modo per rafforzare la legge 194 è assicurare la sua concreta attuazione garantendo che in ogni struttura ospedaliera ci siano medici disponibili a praticare tempestivamente l’interruzione volontaria di gravidanza. A questo si aggiunge l’urgenza di rendere pubblici i dati sul numero delle strutture ospedaliere e dei medici che praticano realmente interruzioni di gravidanza sia chirurgica che farmacologica». Così in una nota Alessia Centioni, responsabile per le Pari Opportunità di Azione commenta le dichiarazioni di esponenti di FdI.

  • Pd, Sala: spero non si limiti tutto a nuovo segretario

    «Mi esprimerò nei prossimi giorni perchè voglio ragionare con lucidità. Spero solo che tutto non si riduca al nuovo segretario. C’é bisogno di un cambio molto più radicale». Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando delle prime candidature arrivate da esponenti del Pd per la segreteria del partito dopo che Enrico Letta ha detto che non si ripresenterà. Anche Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, potrebbe pensare a una candidatura. «Ricci è benvoluto dai sindaci. Oggi dalle parole di Nardella può venirne fuori una sua disponibilità - ha commentato Sala - . Ma è difficile dare giudizi adesso».

  • Lupi: 100mila imprese a rischio, subito fondi Ue

    «La situazione creata dal caro energia sta peggiorando ogni settimana: ormai sono oltre 100 mila le imprese che rischiano la chiusura per colpa del costo delle bollette, che non solo non può più essere scaricato sui clienti ma mette in pericolo l’esistenza stessa delle aziende, ponendole fuori dal mercato. La soluzione immediatamente perseguibile, quella che stiamo avanzando da mesi, è di utilizzare, per offrire adeguati ristori a chi fa impresa, i fondi strutturali europei. Ci sono, e sono immediatamente utilizzabili, anche perché per definizione sono lo strumento principale della politica degli investimenti UE e sono indirizzati a favorire la crescita economica e occupazionale degli stati membri. Qui purtroppo, invece che di crescita, si parla della stessa esistenza sul mercato di 100 mila aziende italiane. Non si può più perdere tempo». Lo dice Maurizio Lupi, capo politico di Noi moderati.

  • Nessun patto Draghi-Meloni, avanti transizione ordinata

    Palazzo Chigi smentisce la tesi e il contenuto dell’articolo «Kiev e conti pubblici, contatti di Draghi con l’Ue - “Meloni starà ai patti”» pubblicato su Repubblica. «Il presidente del Consiglio non ha stretto alcun patto né ha preso alcun impegno a garantire alcunché. Il Presidente del Consiglio mantiene regolari contatti con gli interlocutori internazionali per discutere dei principali dossier in agenda e resta impegnato a permettere una transizione ordinata, nell’ambito dei corretti rapporti istituzionali».

  • Famiglia Cristiana, ipotesi presidenzialismo appare temeraria

    «Andiamo al voto con una legge elettorale astrusa e poco adatta a favorire maggioranze di governo stabili. Non abbiamo alcuna facoltà di scelta nell’ambito delle liste bloccate, cioè fatte di candidati designati in un ordine immutabile da quei decaduti partiti». Così Adriano Sansa, ex sindaco di Genova eletto con il centrosinistra, in un editoriale sul numero di Famiglia Cristiana in edicola da domani 29 settembre. Per l’editorialista del settimanale il Rosatellum è una delle cause dell’instabilità politica e della bassa partecipazione al voto. «La sensazione di non contare abbastanza tiene lontani dai seggi migliaia di cittadini». E anche l’ipotesi del presidenzialismo appare «temeraria».

  • Meloni: stop a mistificazioni, centrodestra pronto

    «Trovo abbastanza surreale che certa stampa inventi di sana pianta miei virgolettati, pubblicando ricostruzioni del tutto arbitrarie. Si mettano l’anima in pace: il centrodestra unito ha vinto le elezioni ed è pronto a governare. Basta mistificazioni». Lo scrive su Twitter Giorgia Meloni in riferimento ad alcune ricostruzioni giornalistiche secondo le quali la presidente di FdI avrebbe posto un veto sulla presenza di Matteo Salvini al governo in incarichi chiave.

    La presidente di FdI Giorgia Meloni esce dalla sua abitazione (ANSA/FABIO FRUSTACI)

  • Patuelli (Abi): indisponibile a incarichi pubblici

    «Sono indisponibile a qualsiasi incarico pubblico». Lo afferma il presidente dell’Abi Antonio Patuelli al congresso Uilca a chi gli chiede di un possibile ruolo nel nuovo governo che dovrà formarsi dopo le elezioni. «Non partecipo, cerco solo di dare un contributo in maniera indipendente e programmatica», ha aggiunto. Patuelli è stato parlamentare negli anni 80-90 e sottosegretario del governo Ciampi.

  • Nadef, verso Consiglio dei ministri alle 16

    Il Consiglio dei ministri chiamato a varare la Nadef, atteso per domani, potrebbe essere anticipato al pomeriggio di oggi, alle 16. Lo si apprende da fonti di governo. I ministri sono stati infatti preallertati ed è in corso, da pochi minuti, il preconsiglio, ovvero la riunione preparatoria del Consiglio dei ministri.

  • Calenda: contrario al presidenzialismo, sì a una sola Camera

    «Faremo una opposizione sempre costruttiva, mai ideologica. Il presidenzialismo? Io sono molto contrario. Non sono d’accordo, ma ne discuteremo». Così il leader di Azione, Carlo Calenda, ospite di RaiNews24. «Io sono per il monocameralismo - ha quindi aggiunto -. Ci vuole una Camera e basta, e anche Renzi la pensa come me».

  • Ft, vittoria Meloni merita preoccupazione ma non panico

    «La vittoria elettorale di Meloni merita preoccupazione ma non panico». È il titolo di un editoriale sul Financial Times dedicato all’Italia, dove - secondo il quotidiano - «economia e politica vincoleranno il probabile nuovo primo ministro». Per l’Ft «ci sono certamente motivi per preoccuparsi di Meloni». «La sua retorica martellante combacia con un preoccupante sbandamento a destra in tutta l’Ue, con cui Bruxelles dovrà fare i conti mentre cerca di promuovere, e persino far rispettare, lo stato di diritto in tutto il blocco», segnala. «La dimensione della sfida economica che il nuovo governo deve affrontare è un altro motivo per preoccuparsi», aggiunge il quotidiano segnalando l’alto debito italiano, da gestire con inflazione alle stelle e rialzo dei tassi di interesse. L’Ft ricorda però che le tranche future del Pnrr «sono subordinate al proseguimento delle riforme strutturali», come pure ci sarebbero condizioni per il nuovo programma di acquisto di obbligazioni della Banca centrale europea.

  • Orcel (Unicredit): bene ci sia maggioranza chiara

    «Un elemento positivo, in parte riconosciuto dal mercato, è che abbiamo una maggioranza chiara e la capacità di formare un governo rapidamente, che era uno dei temi che proeccupava molto». Lo afferma l’ad di Unicredit Andrea Orcel commentando, al congresso Uilca, i risultati del voto politico. Per Orcel siamo «confidenti» che, in vista dello shock all’economia che sta arrivando, le priorità del nuovo governo saranno «l’esecuzione delle riforme, l’attuazione del Pnrr e il sostegno all’economia».

  • Calenda: governo Meloni durerà massimo sei mesi

    La doppia cifra per il suo Terzo polo non è arrivata, ma Carlo Calenda in un’intervista a La Stampa dice di non essere deluso: «Siamo l’unico caso nella storia italiana in cui un movimento politico nato in un mese ha preso quasi l’8%, 2 milioni e 200 mila voti». I flussi elettorali, dicono «che abbiamo sfondato in tutto il Centro-Nord e che siamo i più votati dai giovani». Per Calenda il Pd «ormai è un partito in crisi irreversibile, non basterà cambiare il segretario». E c’è una destra «che non sarà capace di governare e che, secondo me, dura quattro, massimo sei mesi perché è una coalizione super litigiosa, con una classe dirigente inesperta e incompetente».

  • Prodi: Pd si è autodistrutto e ora va rifondato

    «Anche se il Pd si è autodistrutto con i suoi conflitti interni, resta l’unico vero partito. Ma attenzione: se si va a Congresso, partendo dai nomi, vorrà dire che pure il Pd ha scelto di affidarsi ad un leader-fenomeno». Lo dice Romano Prodi alla Stampa. Prima delle elezioni a Bologna si diceva: se va male, Prodi sosterrà Elly Schlein come futura leader. Vero? «Una invenzione totale! Non appoggerò nessuno, non farò endorsement, non entrerò assolutamente nel congresso che farà il Pd, ma che personalmente chiedo dal 2019. Sono passati tre anni! Pensavo allora, e penso ancora, che sia urgente rifondare le basi ideologiche e programmatiche del Pd. Ma che errore partire dai nomi! Si parta da un grande dibattito popolare, centrato su una quindicina di temi che stanno a cuore alla gente, quelli dei quali si parla a tavola: energia, scuola, salute, cambiamento climatico. Ogni settimana una ventina di personalità, interne ed esterne al partito, ne discuta in rete con migliaia e migliaia di persone, se ne estraggano poi delle tesi sulle quali il partito dovrà misurarsi», dice Prodi.

  • Orfini: fare il congresso il prossimo anno è tardi

    «In questa campagna elettorale non ho trovato uno che fosse felice di votarci. Quando ci fu la campagna elettorale con Veltroni perdemmo, però c’erano passione ed entusiasmo. È tardi fare il congresso il prossimo anno e bisogna coinvolgere i nostri iscritti in questa discussione. Io segretario? Se andiamo avanti a due candidature al giorno, fra poco avremo più candidati che elettori. Io ho fatto 5 anni il presidente del Pd e 2 volte il segretario reggente, ho già avuto questo onore». Lo afferma Matteo Orfini (Pd), ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus.

  • Donzelli: FdI non vuole indebolire 194 ma rafforzarla

    «Basta leggere le dichiarazioni: gli esponendi di Fdi, anche in Liguria, sono pienamente convinti che bisogna attuare la legge 194 ma volevano emendare per parlare anche dell’articolo 5 che garantisce anche a chi a dei dubbi o è in difficoltà economica. Volevamo aprire un dibattito e migliorare il testo ma non è stato possibile. Dopodiché anziché votare contro, proprio perché noi non siamo contrari alla legge, ci siamo astenuti. Non c’era la volontà di indebolire e eliminare la legge 194 ma di rafforzarla in tutte le sue parti». Lo dice il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, a Radio Capital.

  • Ruini: ora Meloni imiti Draghi

    “La cultura politica prevalentemente è a sinistra; ma il Paese è in buona parte a destra, anche se in maniera meno netta”. Lo ha detto il cardinale Camillo Ruini in un’intervista al Corriere della Sera. Sull’esito delle elezioni Ruini ritiene che sia “presto per dire quanto profondamente inciderà il risultato del 25 settembre”. Sul successo di Giorgia Meloni, Ruini commenta “Me l’aspettavo, perché vedevo l’ascesa di Giorgia Meloni. Mentre a sinistra non mi pare ci siano oggi donne di grande rilievo politico”. “Ha esperienza politica, ma poca esperienza di governo. In questo dovrà imparare molto... Non saprei quanto sia competente in economia. L’importante è che scelga i ministri ’giusti’ in una situazione economica estremamente difficile per l’Italia e per l’Europa”. Per Ruini, “Mario Draghi ha reso un grande servizio all’Italia. Spero che tra il nuovo governo e quello di Draghi ci sia per molti aspetti una sostanziale continuità”. Sulle preoccupazioni di un ritorno al fascismo Ruini aggiunge: “Alla prova dei fatti penso e spero che Giorgia Meloni sappia dissipare queste preoccupazioni. Al di là del simbolo, la scommessa è che sappia rappresentare le istanze dei moderati, non quelle della destra estrema”. Sull’aborto Ruini commenta: “Spero che la legge 194 sia finalmente attuata anche dove dice che lo Stato riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio”.

  • Nel totoministri spunta ipotesi due vicepremier

    Il centrodestra è al lavoro sulla composizione della squadra di governo. Un progetto che vede come novità l’idea di nominare dei vicepremier. Due caselle che potrebbero essere affidate a Tajani e Matteo Salvini (il partito chiede per lui un ruolo da “protagonista”), per “blindare” ancora di più la coalizione ed anche per evitare fughe in avanti degli alleati sulle richieste di ministeri specifici.

  • Donzelli (coordinatore Fdi): sulle riforme vogliamo dialogare con tutti

    Sulle riforme, a partire dal presidenzialismo, “vogliamo avere tutti come interlocutori. Vogliamo provare a dialogare con tutti”. Lo dice il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, a Radio Capital.

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