ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLo scontro interno al centrodestra

Nuovo governo, verso l’accordo nel centrodestra, oggi incontro Meloni-Berlusconi

Si punta innanzitutto a ricucire il rapporto umano fra i due leader, dopo le parole («supponente, prepotente, arrogante») scritte dall’ex presidente del Consiglio su un appunto e catturate dalle telecamere, per poter riavviare il confronto politico necessario alla nascita del nuovo esecutivo

Governo, Meloni: "Su tempi nuovo esecutivo chiedere a Mattarella non a me"

4' di lettura

Alla fine, dopo l’ennesima giornata che ha visto i pontieri di FdI e quelli di Fi impegnati a ridurre le distanze tra le due forze politiche del centrodestra, l’obiettivo è stato raggiunto: il faccia a faccia tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi ci sarà. E la settimana che si apre potrebbe essere cruciale per la formazione del nuovo governo, con l’avvio delle consultazioni al Quirinale. In serata fonti di FdI e Fi hanno infatti riferito che Meloni e Berlusconi hanno avuto contatti telefonici, e che si vedranno di persona lunedì 17 ottobre, nel pomeriggio, intorno alle 16, a via della Scrofa, nella sede di Fratelli d’Italia.

Lega: ottimismo per l’incontro Meloni-Berlusconi

Plaude la Lega. «Anche oggi - si legge in una nota - Matteo Salvini è stato in contatto con gli alleati: la Lega guarda con estremo ottimismo all’annunciato incontro di domani tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. L’obiettivo comune di tutto il centrodestra dev’essere quello di rispondere alle aspettative degli italiani, con buonsenso, responsabilità e serietà».

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L’ipotesi di compromesso

Il clima si è stemperato, grazie al lavoro “di fioretto” dei pontieri, lungo l’asse fra Gianni Letta (che domenica 16 ottobre è andato ad Arcore) e il nuovo presidente del Senato Ignazio La Russa. Un punto di caduta potrebbe alla fine trovarsi sulla Giustizia. Meloni per quel posto pensa da tempo all’ex magistrato Carlo Nordio. Ma, secondo varie ricostruzioni, ci sarebbero margini di trattativa. In alternativa Berlusconi è pronto a rivendicare il Viminale (con una figura di alto profilo, di garanzia), o il Mise, che è però uno dei dicasteri chiave per la premier in pectore. Altrimenti, in ultima istanza, Fi chiederebbe un ministero in più di quelli della Lega. Finora sono quattro quelli attribuibili a Forza Italia, fra cui gli Esteri per Antonio Tajani. Ad ogni modo, l’esito della trattativa dovrà incastrarsi con i desiderata della Lega, che non sembra incline a rinunciare al Viminale, e si è già assicurata il Mef con Giancarlo Giorgetti (a meno che si riapra l’opzione di Fabio Panetta).

Meloni: la sinistra si metta l’anima in pace

Si punta innanzitutto a ricucire il rapporto umano fra i due leader, dopo le parole («supponente, prepotente, arrogante») scritte dall’ex presidente del Consiglio su un appunto e catturate dalle telecamere (e la replica a stretto giro di Meloni: «Ha dimenticato un punto: che non sono ricattabile»), per poter riavviare il confronto politico necessario alla nascita del nuovo governo. In un post su Facebook la premier in pectore ha criticato gli «attacchi scomposti della sinistra. Si mettano l’anima in pace - ha aggiunto -: siamo qui per risollevare la nostra Nazione. Sarà un percorso pieno di ostacoli, ma daremo il massimo. Senza mai arrenderci». Meloni ha così inviato un messaggio anche agli alleati, a cominciare da Berlusconi: il governo si farà. «Nessuno vuole farlo senza Fi», tende la mano Guido Crosetto, uno dei fondatori di Fratelli d’Italia.

Il Pd: «Su cosa trattano i figli di Berlusconi?»

Lo scontro politico tra centrodestra e centrosinistra non accenna dunque a perdere di intensità. Tanto che il Pd, per voce del responsabile Sicurezza Enrico Borghi, si chiede come mai i figli di Berlusconi siano coinvolti nelle trattative con FdI in vista della formazione del nuovo esecutivo. «Com'era la favola della destra normale in un Paese normale? - osserva in un post su twitter Borghi -. Nella trattativa per la formazione del governo entrano in campo i figli di B cioè i proprietari di Mediaset. Di cosa parlano con Meloni? Del futuro dell'azienda? Cose inconcepibili in qualunque altro paese occidentale».

Biden all’attacco delle destre, torna a citare l’Italia: «guardate cosa è successo»

La coalizione di centrodestra, destabilizzata dal braccio di ferro tra Fratelli d’Italia e Forza Italia, si trova a “incassare” l’ennesimo intervento del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. «Putin voleva dividere la Nato. E guardate cosa è successo sul fianco orientale dell’Alleanza. La Polonia resiste, ma che mi dite dell’Ungheria? E guardate cosa è successo di recente in Spagna e Italia», ha detto Biden intervenuto a una raccolta fondi per i democratici a Los Angeles, a poco più di venti giorni dalle elezioni di Midterm. Parole che sembrano tradire ancora una volta i veri timori sulla svolta a destra in Italia trainata da Meloni dopo la luna di miele con l’esecutivo Draghi. Un mese fa la Casa Bianca aveva poi corretto il tiro delle dichiarazioni di Biden sottolineando che l’Italia è un importante alleato della Nato e Washington rispetta il voto popolare.

Meloni condanna «furia nazifascista memoria di tutti»

Domenica 16 ottobre è stata l’anniversario del rastrellamento del 16 ottobre 1943, quando nel Ghetto di Roma 689 donne, 363 uomini e 207 bambini furono trascinati all’alba fuori dalle loro case dalle SS. Per la prima volta quest’anno l’anniversario della tragedia vede un premier in pectore erede della destra italiana, Giorgia Meloni, che con forza ha condannato «la vile e disumana deportazione di ebrei romani per mano della furia nazifascista: donne, uomini e bambini furono strappati dalla vita, casa per casa». «Un orrore che deve essere da monito - ha continuato la leader di Fdi sapendo che il mondo guarda alle sue parole - perché certe tragedie non accadano più. Una memoria che sappiamo essere di tutti gli italiani, che serve a costruire gli anticorpi contro l’indifferenza e l’odio. Una memoria per continuare a combattere, in ogni sua forma, l’antisemitismo». In mattinata Meloni ha chiamato al telefono la presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello , per esprimerle vicinanza e sostegno, ricordando nei dettagli quella giornata «tragica, buia e insanabile».

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