«clima positivo»

Trattativa M5S-Pd, faccia a faccia tra Di Maio e Zingaretti. Grillo: Conte «elevato», non scambiarlo come le figurine

I tempi per un accordo sul nuovo governo sono stretti: ieri, al termine del primo giro di consultazioni, il capo dello Stato Sergio Mattarella ha concesso ai due partiti solo quattro giorni per trovare un accordo, e fissando nuove consultazioni da martedì 27 agosto. M5S smentisce le voci di un incontro Di Maio-Zingaretti. Domenica i tavoli tematici del Pd

di V.N.


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7' di lettura

Dopo il tavolo di trattativa che si è aperto oggi tra le delegazioni di Pd e M5S, per un possibile governo giallo-rosso, c’è stato il faccia a faccia tra Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti. Sul tavolo, secondo fonti qualificate di entrambi gli schieramenti, ci sarebbe il mantenimento di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. Una linea, questa, su cui Di Maio in queste ore sta puntando con decisione.

Il primo round del tavolo dem-Cinquestelle si è chiuso dopo circa un'ora e mezza. A riunione ancora in corso, il segretario dem Nicola Zingaretti lancia «ancora una volta» un appello alla «responsabilità» rivolto a Renzi e ai dem divisi sulla strategia da seguire nel negoziato con i 5 Stelle. L'invito è a «fermare questo continuo proliferare di comunicati, battute, interviste che, questi si, mettono tutto a rischio e logorano la nostra credibilità». All'incontro ospitato nella sala Siani della Camera hanno partecipato i capigruppo Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli per il M5S, mentre il Pd ha mandato i capigruppo Andrea Marcucci e Graziano Delrio e i vicesegretari Andrea Orlando e Paola De Micheli. 

Da domenica pomeriggio si riuniranno «i tavoli di lavoro del Pd per il programma del governo di svolta», annuncia il coordinatore della segreteria dem Andrea Martella. I tavoli saranno sei e verranno coordinati dai membri della segreteria con la partecipazione dei capigruppo del Pd nelle rispettive commissioni di Camera e Senato. Smentite, invece, le voci di un possibile incontro tra Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio nelle prossime ore: «Nel week end non è in programma alcun incontro» tra i due leader, dicono fonti M5S.

«La riunione si è svolta in un clima positivo e costruttivo, che ci fa ben sperare sulle prospettive», ha detto il capogruppo Pd Andrea Marcucci al termine dell’incontro con M5s. E il capogruppo alla Camera Graziano Delrio ha fatto sapere che con i 5S «c’è stata un’ampia convergenza sui punti dell'agenda ambientale e sociale. C’è un lavoro molto serio da fare sulla legge di bilancio, sulle priorità». Dai Cinquestelle il capogruppo alla Camera Francesco D’Uva precisa che quello con il Pd «è il tavolo principale, non abbiamo tavoli con altre forze politiche, anche perchè sui rispettivi punti non mi sembra ci siano problemi di sorta». Gli fa eco il capogruppo M5S al Senato, Stefano Patuanelli: «Questo tavolo non ha posto ostacoli insormontabili », dice. Ma dal Pd Andrea Orlando chiede che sulla decisione di dialogare solo con i dem ci sia «un passaggio formale, mi pare sia importante che questo sia detto in modo chiaro al capo dello Stato». E assicura che nel Pd «non c’è nessuno scontro».

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Grillo: Conte “elevato”, non scambiarlo come figurine
In serata arriva l’endorsement di Beppe Grillo per Giuseppe Conte: «Sembra che nessuno voglia perdonare a Conte la sua levatura ed il fatto che ci abbia restituito una parte della dignità persa di fronte al mondo intero - scrive in un post sui social. «Se dimostreremo la capacità di perdonare le sue virtù sarà un passo in avanti per il paese - aggiunge - qualsiasi cosa che preveda di scambiare lui, come facesse parte di un mazzo di figurine del circo mediatico-politico, sarebbe una disgrazia. Ora ha pure un valore aggiunto… l'esperienza di avere governato questo strano paese… benvenuto tra gli Elevati». Senza tralasciare una stoccata a Matte Renzi, chiamato «il finto rottamatore, un guascone che compare su tutte
le reti in una svendita di ferrivecchi ripetendo “venghino siori
venghino” salito su a furor di europee, mancette e menzogne, sempre felice di rappresentare al meglio l’Italia, anche lui obbedisce a Bruxelles: via i diritti dei lavoratori. Un tradimento senza alcuna decenza della storia del suo partito, di quella del paese e dei suoi sistemi di equilibrio sociale».

Zingaretti: mai esistita manovra per far fallire trattativa
«Non è mai esistita ovviamente nessuna manovra del presidente Gentiloni per far fallire l'ipotesi di un nuovo Governo e sostenerlo è ridicolo e offensivo» - puntualizza poi la nota del segretario riferendosi alle accuse di sabotaggio del negoziato lanciata da Renzi - stiamo nel pieno di consultazioni delicatissime e stiamo lavorando tutti insieme per raggiungere un obiettivo difficile: quello di dare vita a un Governo di svolta per cambiare l'Italia; e questo passa per uno spirito unitario, per difendere contenuti storia e valori del Pd» .

GUARDA IL VIDEO: Di Maio detta le sue condizioni, ecco i dieci punti irrinunciabili

Di Maio: taglio parlamentari fuori discussione
«Il taglio dei parlamentari si deve fare e basta. Se non c’è il primo punto non c’è nient’altro. Questi già litigano...». Così il capo politico del M5S Luigi Di Maio, interpellato all'uscita dall'ufficio del gruppo alla Camera poco prima dell'inizio del tavolo.«L'Italia ci ha chiesto di fare il taglio dei parlamentari, non di fare discussioni a mezzo stampa. Quindi si chiarissero le idee», ha concluso.

Di Battista: bene aperture Lega, da Pd porte spalancate
Da registrare, quasi in conteporanea, anche la strizzata d'occhio alla Lega di Alessandro Di Battista. Che su Facebook da un lato ricorda il «potere contrattuale immenso» oggi detenuto dal Movimento: tutti ci cercano». Dall'altra segnala le «nuove aperture della Lega al Movimento e mi sembra una buona cosa. Soprattutto perché non mi dispiacerebbe un Presidente del Consiglio del Movimento 5 Stelle. Ho visto inoltre porte spalancate da parte del Pd». E aggiunge: «Zingaretti fa la parte di chi pone veti e condizioni ma in realtà ha il terrore che Renzi spacchi il Pd».

Delrio: cerchiamo di capire se c'è un'agenda
«Stiamo cercando di capire se c'è una agenda» ha invece spiegato Delrio in collegamento con il Meeting di Rimini. L'ex ministro delle Infrastrutture ha detto di sperare «che questo dialogo che si sta avviando con i 5 Stelle e altre forze parlamentari prescinda da una tentazione di comunicazione ma abbia l'ambizione di risolvere i problemi di famiglie e imprese che in questo anno li hanno visto aggravarsi».

Da martedì nuove consultazioni al Quirinale
I tempi per un'intesa sono stretti: giovedì, al termine dl primo giro di consultazioni, il capo dello Stato Sergio Mattarella ha dettato un'agenda «rapida» per la risoluzione della crisi, concedendo ai due partiti solo quattro giorni per trovare un accordo, e fissando nuove consultazioni da martedì 27 agosto. «Sono possibili - ha sottolineato il Capo dello Stato - solo governi che ottengono la fiducia del Parlamento con accordi su un programma per governare il Paese, altrimenti la strada è quella delle elezioni».

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Riunione notturna delle varie "anime" M5S
In vista dell'incontro tra le due delegazioni , che vedrà sul tavolo come punto di partenza del negoziato anche le 10 priorità di governo presentate da Di Maio (a partire dall'identitario taglio ai parlamentari), il capo politico del M5S ha tenuto una lunga riunione notturna con i suoi, al termine dell'assemblea congiunta dei gruppi. Presenti un po' tutte le anime del Movimento, da quella governativa - rappresentata da Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede - a quella più "movimentista", rappresentata da Alessandro Di Battista e Paola Taverna.

Zingaretti al lavoro al Nazareno
Il segretario dem Nicola Zingaretti è invece al lavoro da questa mattina al Nazareno, dove sono riuniti anche molti dirigenti del partito, tra cui il presidente Paolo Gentiloni, la vicepresidente Anna Ascani, e il tesoriere Luigi Zanda. In casa Pd non mancano segnali di nervosismo. Ieri, pur in presenza di una piattaforma in cinque punti votata all'unanimità in Direzione (centralità del Parlamento, sviluppo sostenibile, cambio nella gestione dei flussi migratori, politica economica in chiave sociale e leale appartenenza alla Ue) il segretario ha corretto il tiro per mettere alle strette i 5S pssando di fatto a una scaletta in tre punti «irrinunciabili» : no al taglio dei parlamentari, manovra pre-concordata e stop ai decreti sicurezza. Per questo i renziani hanno accusato l'area che fa capo al segretario di «non volere l'accordo» con i pentastellati. Le acque si sono calmate solo dopo le parole di Graziano Delrio: «Siamo a favore del taglio dei parlamentari che pure avevamo già proposto in passato, ma chiediamo sia inserito in una agenda complessiva che tenga conto di una riforma della legge elettorale che garantisca rappresentanza democratica ai territori».

Le accuse di Renzi a Gentiloni
A dividere il partito contribuisce oggi anche l'audio registrato, finito poi in Rete, di un intervento di Renzi alla sua scuola di politica in Garfagnana . In pratica, l'ex premier accusa il suo successore Paolo Gentiloni di aver tentato di far deragliare la trattativa Pd-M5S, «passando a due giornali (Repubblica e Huffington Post, ndr) uno spin con una triplice richiesta di abiura ai cinquestelle». Nella registrazione, avvenuta durante la sessione pomeridiana e prima della dichiarazione post consultazioni di Luigi Di Maio al Quirinale, Renzi dice anche «come uno spin fa saltare tutto, non è detto che il Pd arrivi tutto insieme alle elezioni». Secondo Renzi, Gentiloni avrebbe fatto trapelare come condizoni del Pd per la trattiva due punti (su tre) difficili da digerire per i 5S, nella speranza di farla fallire. «Ci mettiamo a sedere solo se voi ritirate subito il decreto sicurezza bis - così la sintesi di Renzi - ma soprattutto il taglio dei parlamentari».

La Lega lascia la porta aperta al M5S
In attesa dell'incontro Pd-5 Stelle, dalla Lega continuano ad arrivare segnali favorevoli a una ricucitura della maggioranza giallo-verde, ipotesi paradossale ma in linea con l'apertura che trapelava dalle parole di Salvini dopo le consultazioni di ieri («Di maio ha lavorato bene», e «se i "no" diventano "si" io non porto rancore»). In maniera più o meno esplicita, sono in molti i big della Lega ad auspicare oggi un rewind: «Secondo me c'è ancora possibilità di recuperare il rapporto coi 5 Stelle perché, oltre a Di Maio, ci sono una serie di esponenti del Movimento che si ricordano bene del lavoro positivo che è stato fatto», spiega il ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio. Più cautoil sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti che a margine del Meeting di Cl sottolinea: «Tra tante discussioni con M5S andare d'accordo sullo sport è stato un miracolo».

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