adi - compasso d’oro

Nuovo museo del design per Milano: una casa per 2.400 opere che hanno fatto la storia

Attesa per l’estate l’apertura dell’Adi Design Museum, con tutte le opere menzionate e premiate dal Compasso d’Oro. Oltre 5mila mq in via Ceresio

di Giovanna Mancini


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(Credit: © 2020 Roberto De Riccardis / Fondazione ADI Collezione Compasso d'Oro)

3' di lettura

La Milano del design raddoppia: per anni si è criticato il fatto che la capitale italiana del design non avesse un museo dedicato a questa espressione della creatività e ora ne avrà ben due, in rete e sinergia tra loro. Dopo l’apertura l’anno scorso del museo della Triennale – a fine giugno aprirà anche l’Adi Design Museum, dedicato alle opere selezionate e premiate dal 1954 a oggi dal celebre premio Compasso d’Oro, gestito dalla stessa Adi (Associazione per il Disegno Industriale).

L’allestimento del museo sarà curato da Ico Migliore, Mara Servetto
(Migliore+Servetto Architects) e Italo Lupi, che hanno ideato anche il logotipo che contraddistinguerà le attività della nuova realtà. Il progetto dell’edificio è stato invece affidato dall’Immobiliare Porta Volta agli architetti Massimo Bodini e Giancarlo Perotta, che ne hanno curato la progettazione urbanistica e architettonica, ristrutturando uno spazio ex industriale di 5mila metri quadrati in tutto, con ingresso in via Ceresio, a due passi dall’innovativo distretto di Porta Nuova. L’immobiliare Porta Volta ha finanziato interamente l’opera come soggetto attuatore, assumendosi tutti i costi e gli oneri. Strutture e impianti sono stati curati da Bms Progetti, mentre l’impresa Arcas aggiudicataria dell’appalto ha realizzato l’opera, diretta dallo Studio Archemi.

ADI Design Musem: lo spazio ieri e oggi

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Là dove sorgevano un deposito dei tram milanesi e poi un grande impianto di distribuzione elettrica dell’Enel, dalla prossima estate saranno esposte 2.400 opere di design menzionate (circa 2mila) o premiate (circa 350) con il Compasso d’Oro. Dalla mitica Lettera 22 disegnata da Marcello Nizzoli per Olivetti all’appendiabiti Sciangai di Zanotta (De Pas-D’Urbino-Lomazzi), dalle posate Dry di Achille Castiglioni per Alessi, all’Eurotram per Milano di Bombardier, fino all’Alfa Romeo Giulia o alla lampada Sospensione di Artemide dell’ultima edizione.

Quasi 70 anni di storia della società e dei costumi italiani (e internazionali) in una selezione accuratissima di oggetti, mobili, accessori, mezzi di trasporto, manifesti, concept pubblicitari o di comunicazione.

Un patrimonio che si integrerà, spiegano il presidente di Adi Luciano Galimberti e il presidente della Fondazione Adi Umberto Cabini, con il vicino museo della Triennale: quest’ultimo più “celebrativo”, concentrato sulle icone del design, quello dell’Adi più divulgativo, legato alla filiera produttiva e dunque anche ai processi di realizzazione degli oggetti.

Triennale e Adi sono infatti assieme nella rete dei Musei d’Impresa della Lombardia promosso da Assolombarda e il confronto è costante per evitare sovrapposizioni, ma soprattutto per progettare assieme la valorizzazione di questo patrimonio culturale e industriale.

«Questo museo è il luogo dove il design sarà presentato al grande pubblico non solo come fenomeno creativo, ma anche come impegno concreto dei progettisti e delle imprese per una società e per un ambiente più vivibili», spiega Galimberti. Il connubio tra creatività e capacità industriale sono del resto il segreto del successo del design italiano nel mondo dal secondo dopoguerra a oggi.

«Desideriamo che il muovo museo sia un luogo di incontro non solo per gli
specialisti – aggiunge Cabini – ma anche per il grande pubblico degli utenti di un design che migliora la vita di tutti».

Il progetto ha richiesto un investimento di quasi 10 milioni di euro: 6,5 a carico del Comune di Milano, 2,5 dell’Adi e 500mila euro in arrivo dal Mibac. La prima tappa del nuovo polo culturale sarà il prossimo 18 aprile, alla vigilia della Milano Design Week 2020, con la cerimonia del XXVI Compasso d’Oro Adi e una mostra dei prodotti scelti dalla giuria
internazionale all’interno del museo per tutta la durata del salone del Mobile. L’apertura ufficiale al pubblico arriverà come detto a fine giugno.

* Si precisa che la progettazione urbanistica e architettonica del museo è stata curata dagli architetti Massimo Bodini e Giancarlo Perotta e non, come inizialmente riportato, dagli architetti Migliore, Servetto e Lupi, che cureranno invece l’allestimento del Museo.

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