intervista a Angelo Camilli

«Nuovo Politecnico e candidatura di Roma per l’Expo»

Il presidente di Unindustria Lazio: «Rafforzare l’asse portuale Civitavecchia-Gaeta»

di Andrea Marini

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Angelo Camilli. Presidente di Unindustria Lazio

Il presidente di Unindustria Lazio: «Rafforzare l’asse portuale Civitavecchia-Gaeta»


3' di lettura

La cadidatura di Roma per l’Expo del 2030 o del 2035, la nascita di un Politecnico di Roma e del Lazio, il potenziamento dell’asse portuale Civitavecchia-Gaeta. Angelo Camilli, presidente di Unindustria Lazio, mette in fila le priorità per il rilancio della regione per inizio 2021: «C’è preoccupazione. L’emergenza sanitaria è meno grave rispetto ad altre regioni, anche in questa seconda ondata. Ma l’impatto sull’economia è da noi uguale al resto d’Italia», spiega Camilli. «La ripresa è attesa nel Paese prima dell’estate. Ma il Lazio, dove il preso del manifatturiero è minore rispetto al Nord, potrebbe procedere a velocità più lenta».

Secondo il presidente di Unindustria, nel Lazio «ci sono comparti che hanno tenuto. Penso al farmaceutico, la difesa, l’aerospazio, l’alimentare, l’information technology. Ma – sottolinea – ha sofferto molto il turismo e tutta la sua filiera. E Roma vive sul turismo straniero. Il settore audiovisivo, poi, ha subito un danno fortissimo». Basta farsi un giro per il centro deserto di Roma per toccare con mano quello che Camilli chiama «l’azzeramento del settore turistico: -90% l’occupazione delle camere, 7 miliardi di entrate in meno dal turismo nel 2020, il trasporto che ha avuto crollo del 70%». E il comparto soffrirà anche nel 2021: «Qui la programmazione viene fatta sul lungo periodo, basti pensare ai congressi e agli eventi. Ormai il primo semestre 2021 è perso, si spera nei successivi sei mesi», aggiunge il presidente di Unindustria.

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Bisogna pensare subito alla ripresa. Quest’anno sarà fondamentale per Roma: ci sarà l’elezione del nuovo sindaco. «Abbiamo condiviso la decisione della sindaca Virginia Raggi di convocare un tavolo con le imprese: daremo il nostro contributo per il rilancio della città. Serve un cambio di passo – spiega Camilli – e il prossimo sindaco dovrà occuparsi a tempo pieno della capitale. Dovrà avere una squadra forte, fatta da persone molto competenti. Anzi, questa avrà più importanza del sindaco stesso». Anche perché la politica nazionale si fa sempre più incerta: «La mancata crescita degli ultimi anni è anche figlia dell’incertezza. Il continui cambi di governo provocano una lentezza nelle decisioni e una mancanza di continuità. Ci auguriamo che l’attuale fase di instabilità non incida sull’attuazione del Recovery Plan», sottolinea.

Eppure il Lazio ha molte risorse: «Le imprese, il mondo della ricerca e dell’istruzione, l’attrazione che genera il turismo. Ma siamo in una situazione di emergenza, dobbiamo investire da subito», aggiunge Camilli. E un progetto per il rilancio potrebbe essere «la candidatura di Roma per l’Expo del 2030, ma i tempi sono molto stretti, oppure del 2035. Questa – spiega – va presentata dieci anni prima, quindi dobbiamo muoverci adesso. Il progetto, insieme al Recovery Plan e al Giubileo del 2025, potrebbe essere l’occasione per mobilitare tutte le risorse di Roma per cambiare il volto della città».

L’altra proposta forte di Unindustria è sull’istruzione. «Abbiamo lanciato l’idea di creare un Politecnico di Roma e del Lazio. Il progetto – sottolinea il presidente di Unindustria – è stato accolto con favore dalla Regione Lazio e potrebbe beneficiare dei fondi di Next Generation Eu. In questo modo si darebbe l’immagine del Lazio come regione manifatturiera, caratteristica che effettivamente ha. Noi abbiamo infatti una ricchezza industriale straordinaria».

C’è poi il potenziamento delle infrastrutture. «L’asse portuale Civitavecchia-Gaeta va rilanciato, non solo per il settore crocieristico, ma anche per il traffico merci». Sul fronte delle grandi opere stradali, per Camilli «va trovata una soluzione definitiva alla costruzione dell’autostrada Roma-Latina. Stiamo chiedendo al ministero delle Infrastrutture e alla Regione quale indirizzo vogliono dare all’opera. Tra le priorità vanno inserite anche la Orte-Civitavecchia, la Cisterna-Valmontone, la chiusura dell’anello ferroviario di Roma, il raddoppio della Salaria».

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