ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùla riapertura dopo il disastro

Nuovo Ponte Morandi, rampa di uscita a rischio ritardo

Non potrà essere riaperto al traffico se non sarà risanato il vecchio viadotto

di Maurizio Caprino

Ponte Genova, ultimate le 18 pile in neppure 8 mesi

Non potrà essere riaperto al traffico se non sarà risanato il vecchio viadotto


2' di lettura

Nemmeno il tempo di “celebrare” il completamento dell’ultimo pilone del nuovo ponte che prenderà il posto del vecchio ponte Morandi e un nuovo intoppo si affaccia a rendere incerti tempi e modalità di riapertura al traffico. Stavolta non è legato al cantiere per la ricostruzione, ma al raccordo con il resto delle rete autostradale: il vecchio viadotto elicoidale in salita che collega la A10 proveniente da Savona (quella che terminava col Morandi) con la A7 verso Milano ha un degrado «importante» e non potrà essere riaperto al traffico se non sarà risanato.

Lo ha prescritto ieri sera, il “superispettore” del ministero delle Infrastrutture, Placido Migliorino, dopo mezza giornata di sopralluoghi sulla struttura e di confronto con i tecnici di Autostrade per l’Italia (Aspi). In sostanza, se il nuovo ponte verrà inaugurato prima che termini il risanamento del vecchio, c’è il rischio che la riapertura avvenga solo nella direzione dall’A7 verso Savona, perché il Mit non permetterà soluzioni temporanee come i restringimenti a una corsia già in atto da mesi su vari viadotti degradati soprattutto in Liguria e Abruzzo.

Aspi ha subito garantito «l’ultimazione di tutte le attività con anticipo rispetto alle tempistiche previste per l’apertura al traffico del nuovo ponte, pur con alcune integrazioni e miglioramenti dei progetti in fase di ultimazione che saranno prontamente recepite». La società ha anche dichiarato di essersi posta per tempo il problema dell’interconnessione con l’A7 e di essere stata lei a chiedere che il Mit svolgesse un sopralluogo.

Sta di fatto che il risultato finale dipenderà anche dalla data in cui il nuovo ponte sarà ultimato. Al momento non è stata indicata con precisione: il sindaco di Genova, Marco Bucci, in qualità di commissario alla ricostruzione ha dichiarato che la riapertura al traffico avverrà entro la primavera e quindi entro fine giugno. Ma va ricordato che la prima data indicata all’inizio dei lavori fu il 15 aprile.

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Non è chiaro perché il problema delle strutture di interconnessione sia emerso solo negli ultimi tempi: il loro degrado si poteva sospettare perlomeno da fine gennaio 2019, quando una di esse (il «Sei luci») finì nell’inchiesta giudiziaria sui report edulcorati.

Un elemento di novità importante va comunque colto nel comunicato Aspi di ieri sera: si parla di «analizzare e risolvere tutte le esigenze manutentive o di adeguamento alle vigenti normative (NTC 2018)», mentre all’epoca la società contestava tutti gli addebiti della Procura e del Mit sostenendo che andassero applicate le norme vigenti all’epoca della costruzione. Cioè negli anni Sessanta, quando il traffico era molto più leggero di quello attuale.

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    Maurizio Caprinovicecaposervizio

    Luogo: Milano

    Argomenti: Circolazione stradale nelle sue varie implicazioni (multe, assicurazioni, sicurezza, economia, appalti, energia)

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