Giallo su un nuovo raid Usa a Baghdad

Iraq, coalizione a guida Usa ridimensionerà azioni anti-Isis

Migliaia di iracheni hanno seguito i funerali del generale Quassem Soleimani ucciso dagli Usa con un blitz aereo nella notte tra il 2 e il 3 gennaio

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(REUTERS)

Migliaia di iracheni hanno seguito i funerali del generale Quassem Soleimani ucciso dagli Usa con un blitz aereo nella notte tra il 2 e il 3 gennaio


4' di lettura

La coalizione anti-Isis in Iraq ridimensionerà la portata delle sue operazioni per «ragioni di sicurezza». È questa una delle conseguenze dell'escalation in corso tra Usa e Iran dopo il blitz notturno con drone che tra il 2 e il 3 gennaio ha colpito e ucciso il potente generale iraniano Quassem Soleimani a Bagdhad. «Condurremo limitate azioni contro lo Stato islamico assieme ai nostri partner laddove possano a loro volta sostenere i nostri sforzi», ha spiegato un funzionario della Difesa Usa che guida la coalizione spiegando che gli Stati Uniti «hanno rafforzato le misure di sicurezza nelle basi della coalizione in Iraq».

La Nato, da parte sua, sospenderà le missioni di addestramento nel paese, riferisce un portavoce dell'Alleanza. La missione della Nato in Iraq conta qualche centinaio di soldati e dall'ottobre 2018 addestra le forze del Paese su richiesta del governo iracheno nell'ambito della lotta all'Isis.

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Preallerta per le truppe Usa a Vicenza
«Non abbiamo ucciso Soleimani per un cambio di regime o per iniziare la guerra. Ma siamo pronti a qualunque risposta sia necessaria», ha detto Trump, sottolineando che «il futuro dell'Iran appartiene al popolo che vuole la pace, non ai terroristi». In vista di una probabile reazione iraniana nelle ultime ore, gli Usa hanno preallertato le loro truppe di stanza nei Paesi alleati. In Italia, l'avviso riguarda i militari di base a Vicenza che a breve potrebbero essere dispiegati in Libano a difesa dell'ambasciata Usa a Beirut.

I funerali di Soleimani a Baghdad
A Baghdad si sono svolti i funerali del generale ucciso dagli Usa e del suo principale luogotenente in Iraq, Abu Mehdi al-Mouhandis, anche lui vittima del blitz aereo, con la partecipazione di migliaia di iracheni. Il corteo funebre ha sfilato tra le vie del distretto di Kazimiya, dove si trova un santuario sciita. Al termine, nella zona verde di Baghdad si è tenuto il funerale nazionale ufficiale alla presenza di molti leader iracheni. I resti di Soleimani saranno portati in Iran dopo la cerimonia, in vista dei funerali in programma il 7 gennaio nella su città natale, Kerman, nel centro del Paese.

Giallo su un nuovo raid notturno Usa
Intanto è giallo su un nuovo raid aereo Usa che secondo la Tv di Stato irachena avrebbe eliminato nella notte un comandante del gruppo paramilitare iracheno filo-iraniano Hashed Al Shaabi (Iraq's Popular mobilisation forces, Pmf) nel corso di un attacco aereo a un convoglio di miliziani sulla Taji road a nord di Bagdhad. La notizia, diffusa dall'emittente senza però rendere noto il nome del comandante preso di mira, è stata poi smentita all'agenzia Reuters dalla Pmf. L'attacco Usa - che ha provocato sei morti e tre feriti gravi - avrebbe raggiunto un convoglio di medici, senza colpire leader di alto livello. In seguito, sia l'esercito iracheno che lo stesso Pmf hanno negato qualsiasi attacco aereo avvenuto nella zona. La coalizione guidata dagli Usa che combatte lo Stato islamico poi ugualmente escluso un recente attacco nella zona dello stadio a nord di Baghdad.

Lettera dell'Iran all'Onu: da Trump atto terrorismo
In una lettera al segretario generale dell'Onu Antonio Guterres l'ambasciatore iraniano preso il Palazzo di vetro Takht Ravanchi ha definito la morte del generale Soleimani «un esempio evidente di terrorismo di Stato». E, in quanto tale, «una grave violazione dei principi di diritto internazionale, compresi quelli stipulati nella Carta delle Nazioni Unite» che «comporta la responsabilità internazionale degli Usa».

L'esercito iraniano: decideremo tempo e luogo per risposta agli Usa
«Gli americani dovrebbero sapere che la vendetta dell'Iran per l'assassinio del comandante del Quds Qassem Soleimani non sarà affrettata e decideremo dove e quando avverrà la schiacciante risposta», ha annunciato invece il portavoce del generale di brigata delle Forze armate iraniane Abolfazl Shekarchi riferendosi alle contromisse iraniane. In ogni caso, se ci sarà una guerra o scontri con gli Stati Uniti - ha aggiunto - «gli americani subiranno gravi danni, ha aggiunto, precisando che «se gli Usa commetteranno una follia, la risposta dell'Iran sarebbe ancora più dura».

Il presidente Usa Donald Trump rilascia dichiarazioni a West Palm Beach, in Florida, in seguito all'attacco militare contro il generale iraniano Qassem Soleimani a Baghdad (Reuters)

Pompeo: «Europei non sono stati d'aiuto come volevo»
Gli alleati europei degli Stati Uniti «non sono stati così d'aiuto come avrei desiderato», ha detto ieri sera il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo parlando dell'attacco americano in Iraq in cui è stato uccisoSoleimani. Intervistato da Fox News, Pompeo ha affermato di avere telefonato a funzionari di vari Paesi per parlare dell'attacco: «Ho trascorso gli ultimi giorno e mezzo-due giorni a parlare con i partner nella regione, condividendo con loro cosa stavamo facendo, perche' lo stavamo facendo e cercando la loro assistenza. Sono stati tutti fantastici». «Poi, parlando con i nostri partner in altri luoghi, che non sono stati altrettanto buoni - ha proseguito -. Francamente, gli europei non sono stati così d'aiuto come avrei desiderato che fossero».

Per approfondire:

Chi era Qassem Soleimani

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