la giornata dei mercati

Nuovo round di dazi schiaccia le Borse. A Piazza Affari si salva Saipem

di Eleonora Micheli


Lo spread e le parole dannose del Governo: il costo per famiglie e imprese

3' di lettura

Chiusura debole per le Borse europee, di nuovo penalizzate dai timori della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Oggi sono scattati i nuovi dazi americani tra il 5 e il 10% su merci cinesi per circa 200 miliardi di dollari. Pechino ha reagito duramente, etichettando come «false accuse» le posizioni di Washington e frenando dunque sui prossimi negoziati Usa-Cina.Anche il numero uno della Bce, Mario Draghi, è tornato a puntare l’indice sulla minaccia del protezionismo, che insieme alla vulnerabilità nei mercati emergenti e alla volatilità dei mercati finanziari potrebbero pesare sulle prospettive di crescita dell’economia europea, che comunque per adesso sono positive nonostante qualche moderazione. Draghi ha inoltre confermato che la politica monetaria rimarrà accomodante anche dopo la fine del QE, fissata a fine anno, ma ha dichiarato che l’inflazione ‘core’ si sta rafforzando in modo vigoroso. Parole che hanno spinto l’euro sopra la soglia di 1,18 dollari, come non succedeva da metà giugno (segui qui i principali cross).

Ha inoltre destato preoccupazione il balzo del greggio, con il Brent arrivato ai massimi dal novembre 2014 (segui qui Brent e Wti), anche se l’Opec, assieme ai propri partner, ha deciso di non alzare la produzione di greggio, nonostante le richieste del presidente americano, Donald Trump. Milano (-0,91%) ha registrato la performance peggiore del Vecchio Continente, risentendo delle preoccupazioni per la Legge di Bilancio, che hanno spinto lo spread sopra 242 punti e il rendimento sui Btp decennali al 2,94%.

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Banche contrastate, ma si distingue Bper
A Piazza Affari le banche hanno registrato un andamento contrastato, ma si è distinta Banca Pop Er (+1,15%), nell’attesa della presentazione del piano industriale, dovrebbe essere presentato a stretto giro, forse nella prima parte di ottobre. Sono andati bene i petroliferi anche se Eni ha registrato un ribasso dello 0,94% per lo stacco dell’acconto sul dividendo. Saipem è stata la migliore (+3,8%).

Telecom in retromarcia, debole la moda

Telecom Italia ha perso l'1,4% nel giorno in cui si è riunito il consiglio di amministrazione per analizzare i dossier caldi sul tavolo: dalle aste per il 5G, alle eventuali cessioni di asset non strategici come Sparkle, Persidera e forse Inwit, alla possibile acquisizione di Nextel Brasile. Il mercato, intanto, continua a interrogarsi sui rapporti di forza all’interno del board e sulla posizione dell’ad, Amos Genish, nonostante l’azionista Vivendi la scorsa settimana abbia di nuovo espresso pieno sostegno al manager. Ed ancora, a Piazza Affari sono salite le Ferrari(+0,9%), mentre hanno battuto la fiacca le Fiat Chrysler Automobiles (-0,9%). La notizia della vendita di Versace a Michael Kors non ha invece acceso i riflettori sui titoli della moda, che dopo la buona performance registrata sul finire della scorsa settimana hanno imboccato la strada del ribasso. Salvatore Ferragamo ha perso il 2%, Moncler l'1,5% e Aeffe lo 0,67%. Ha però guadagnato il 2,2% Brunello Cucinelli.

Tonfo del 10% di Carige
Fuori dal paniere principale, Bca Carigeha perso il 10,7%, piombando ai minimi da giugno. Il mercato è di nuovo tornato a temere un imminente nuovo aumento di capitale a pochi giorni dalla nomina del nuovo consiglio di amministrazione e dell’attribuzione delle deleghe operative a Fabio Innocenzi, il nuovo ceo.

Il principale azionista, Vittorio Malacalza, è poco propenso a un’aggregazione di Carige con un altro istituto, ma in tal caso sarebbe necessario un rafforzamento del capitale della banca, dopo quello da 560 milioni effettuato nel dicembre del 2017. A stretto giro, forse fine novembre, la banca ligure dovrà presentare alla Bce un nuovo piano.

A Londra sprofonda del 28% Thomas Cook

Nel resto d’Europa andate male le azioni tedesche del settore auto, risentendo delle tensioni commerciali a livello internazionale: Volkswagen ha lasciato sul parterre lo 0,93%, Daimler il 2,57% e Bmw il 2,65%. A Londra Thomas Cook è sprofondata del 28%, dopo il profit warning lanciato dalla società: il settembre particolarmente caldo peserà sui conti del gruppo, avendo scoraggiato le vacanze esotiche

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